Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
15 novembre 2014 6 15 /11 /novembre /2014 08:35

Acquistare su internet senza prendere fregature.

Capita sempre più spesso di fare acquisti su Internet, io ho iniziato ad utilizzare con regolarità i negozi online dal 2008 comprando: abbigliamento, televisori, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrice, cellulari, smart-phone, computer, attrezzatura, ecc. riuscendo sempre a trovare prezzi favolosi. Acquistare su Internet è diventata per me un’abitudine al punto che ho abbassato la guardia e ho acquistato su un sito di stock ( www.phonestock.it ) uno smartphone Motorola senza informarmi a sufficienza sul venditore e così, dopo 6 anni di felici acquisti su internet, sono caduto in un sito decisamente poco serio che forse mi consegnerà quanto acquistato ma con un servizio indecente:

1) tempi lunghissimi: aspettativa interminabile nonostante al momento dell’acquisto indicassero da 3 a 5 giorni per la spedizione!

2) comunicazione zero: nessuno si è degnato di avvisarmi che i tempi si sarebbero allungati e al telefono non sanno dirmi se e quando arriverà!

3) attenzione al cliente nulla: risposte evasive e poco chiare alle mie due prime mail di sollecito e poi nessuno mi ha più neppure risposto lasciando passare i giorni senza darmi nessuna informazione!

4) nessuna possibilità di acquistare altrove: il diritto di recesso per loro politica commerciale è negato ai propri clienti fino allo scadere dei 30gg lavorativi!!! indicati dal loro punto 5 nella sezione “termini e condizioni” senza nessuna eccezione! Fino allo scadere dei 30 gg secondo la loro clausola non ho neppure il diritto di sapere se mi arriverà rimborsata la cifra spesa o se mi verrà recapitato quanto acquistato. Quindi non posso acquistare uno smartphone su un altro sito per averlo subito perché rischio di trovarmi con due prodotti uguali.

 

Così, dopo questa orribile disavventura su phonestock (attualmente ancora da concludersi) ho deciso di condividere questa esperienza (che mi serva da lezione) in modo da ricordarmi di non abbassare più la guardia e dedicare 10 minuti per informarmi sulla affidabilità del venditore ed evitare questi scabrosi siti.

 

Ci si può fidare quindi? Come capire l’affidabilità di un sito?

Fortunatamente il cliente finale (se acquisita senza partita IVA e quindi non compra per la propria attività) è ormai tutelato da normative Nazionali e Internazionali però può capitare di cadere in siti furbi che vendono prodotti che non hanno realmente a magazzino neppure quando ne indicano la disponibilità nella pagina del prodotto.

 

Conosciamo il venditore:

Quando acquistiamo per la prima volta su un sito, cerchiamo subito le informazioni aziendali che devo essere complete e facilmente trovabili. Alcuni siti fanno di tutto per nascondere le informazioni e spesso sono incomplete. E’ importante trovare facilmente i riferimenti per contattare l’azienda: numero di telefono, indirizzo mail, indirizzo postale, ecc. Non devono mancare poi i dati di registrazione dell’azienda compresa partita iva.

 

Cerchiamo su internet opinioni sul sito:

E’ sufficiente utilizzare un comune motore di ricerca per capire in pochi minuti il grado di soddisfazione dei clienti, attenzione però che molte recensioni e opinioni positive possono essere pilotate dalla ditta stessa. Solitamente io leggo le critiche e non gli elogi, soprattutto quando sono troppo generici e senza riferimenti precisi. Se avessi fatto questo controllo prima di acquistare da Phone Stock sicuramente avrei cambiato sito per il mio acquisto, nei maggiori forum sui sistemi android le recensioni negative su questo sito sono numerose.

 

Chiamiamo o mandiamo una mail:

Mettiamo alla prova il servizio clienti, chiediamo esplicitamente la disponibilità del prodotto che ci interessa (soprattutto se acquistiamo da un sito di stock) e se siamo indecisi tra diversi articoli chiediamo consiglio a loro, chiediamo informazioni sulle possibilità di recedere. Capiremo il grado di preparazione del personale, la disponibilità degli operatori, l’attenzione rivolta al cliente da parte del venditore e avremo più garanzie sulla possibilità di ricevere il materiale che ci interessa nei tempi promessi.

 

Leggiamo con calma la clausola “diritto di recesso”:

Se acquistiamo come privati il sito del venditore dovrebbe rispettare le regole della comunità europea in termini di tutela del consumatore. Molti siti se ne approfittano della scarsa conoscenza in materia da parte degli acquirenti e indicano come diritto di recesso tempi e modalità che fanno comodo a loro ma non rispettano le normative comunitarie. Visita il link http://www.ecc-net.it/ per conoscere i tuoi diritti e scarica la guida con le informazioni utili, troverai indicati tempi e modalità di recesso comunitarie e stai alla larga da siti che propongono soluzioni poco favorevoli per il cliente. Far rispettare i propri diritti è possibile ma non è detto che sia facile e veloce, meglio quindi acquistare su siti che rispettano le normative piuttosto che doverle far valere legalmente in caso di problemi.

 

Abbiamo tutte le informazioni?

Le recensioni ci danno tranquillità?

Abbiamo ricevuto risposte adeguate alle nostre domande?

Le clausole sul diritto di recesso rispettano le normative europee?

 

Ok, procediamo con l’acquisto e attendiamo il nostro articolo ricordandoci di controllare l’imballaggio quando lo riceviamo, se la confezione risulta danneggiata o manomessa firmiamo con riserva di controllo e avvisiamo subito il venditore nel caso il prodotto sia rovinato.

Ciao a tutti.

Luca Angioi

Repost 0
Published by Angioi Luca - in Pensieri in Libertà
scrivi un commento
2 ottobre 2014 4 02 /10 /ottobre /2014 09:43

I sistemi VMC (ventilazione meccanica controllata) sono sempre più richiesti per l'installazione su edifici nuovi ma spesso diventano necessari anche nelle ristrutturazioni. Chi ristuttura casa eseguendo opere di riqualificazione energetica come la posa di cappotti o la sostituzione degli infissi a volte si ritrova a lottare con problemi che prima non conosceva: muffa negli angoli delle pareti. Questo problema è spesso concentrato nelle camere da letto perché è in queste stanze che passiamo più ore.

 

Ogni persona respirando consuma ossigeno e emette anidride carbonica e umidità eando la situazione ideale per la crescita di muffe e batteri. I nuovi serramenti rendono la casa più ermetica e il cappotto può lasciare dei ponti termici dove inizieranno a svilupparsi le muffe. Per risolvere questo problema bisogna ridurre l'umidità presente nell'aria e uno dei sistemi migliori è un impianto di Ventilazione Meccanica . Ricambiando l'aria della stanza, oltre a controllare l'umidità, ne miglioreremo anche la qualità evitando che il livello di anidride carbonica salga oltre misura.

 

Ma se ho già ristrutturato come faccio adesso a mettere questo impianto?

 

Ovviamente nel nuovo, o durante una ristrutturazione completa, il problema è facilmente risolvibile. Negli altri casi, se la soluzione centralizzata non è realizzabile, bisogna installare su ogni stanza un singolo apparecchio che sia in grado di ricambiare l'aria e preferibilmente che possa anche recuperare il calore prima di buttare fuori casa l'aria viziata. Io, cercando tra diversi produttori ho trovato 2 prodotti che mi sono piaciuti: il mini VMC PICO 50 T PLUS  e il TEMPERO. Li ho provati e risolvono bene il problema, sono poco invasivi, facili da installare e hanno un prezzo abbordabile. Il PICO 50T PLUS lavora invertendo il flusso d'aria e utilizzando un accumulatore ceramico per recuperare il calore, il TEMPERO invece ha un pacco di scambio a flussi incrociati. I sistemi con accumulatore ceramico si stanno diffondendo perchè molto compatti e  promettono efficienze vicine al 90% con una silenziosità da primato. Inoltre utilizzando questi apparecchi a coppie si possono sincronizzare per ottimizzarne il funzionamento.

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi New System srl Bibione Ve www.newsystem-shop.it

Repost 0
Published by newsystem-online - in VMC ventilazione meccanica
scrivi un commento
27 giugno 2014 5 27 /06 /giugno /2014 10:54

Parte dal 1° Luglio 2014 la nuova tariffa elettrica "Flat D1" per favorire l’utilizzo della pompa di calore come fonte di riscaldamento primario.

Finalmente una bella novità per abbattere veramente i consumi elettrici, un bel risparmio per le famiglie italiane! A partire dal 1° Luglio 2014 s dal 1 luglio 2014 l'Autorità per l'Energia consente di sperimentare una nuova tariffa agevolata D1, relativa ai servizi di rete e agli oneri generali di sistema. Con questa nuova tariffa tutti i clienti domestici che per il riscaldamento individuale dell'abitazione di residenza utilizzano unicamente una o più pompe di calore elettriche potranno risparmiare un bel po’ di soldi.

La nuova tariffa avrà un prezzo c€/kWh costante (non progressivo come le attuali tariffe) e potrà essere applicata alle forniture di energia elettrica sia con contratti di mercato libero sia di maggior tutela .

Questa novità nelle tariffe elettriche domestiche è stata introdotta per premiare l'efficienza energetica e promuovere l’utilizzo delle pompe di calore come fonte di riscaldamento della propria abitazione.

La nuova tariffa prevede un costo del kilowattora costante, a prescindere dai consumi, riservato inizialmente ai soli consumatori che intendono riscaldare la propria abitazione esclusivamente con le pompe di calore, da applicare indifferentemente ai contratti elettrici di maggior tutela e ai contratti sul mercato libero.

La volontà del regolatore è infatti di rivedere l'intera struttura della bolletta, modificando l'intero schema della progressività della tariffa elettrica ed eliminando o almeno ridimensionando i sussidi incrociati premiando così l'uso efficiente dell'energia.

Questa nuova tariffa sarà introdotta a partire dal 1 luglio 2014, anche se si dovrà aspettare la consultazione pubblica per definire gli aspetti operativi, e potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, agli utenti domestici che utilizzano la pompa di calore come unico impianto di riscaldamento e ai clienti residenti in abitazioni in cui è installata una pompa di calore.

Per usufruire della nuova tariffa agevolata D1 i clienti titolari di utenze domestiche in bassa tensione devono soddisfare i seguenti requisiti:

• essere dotati di contatore elettronico telegestito installato e in servizio;

• utilizzare nella propria abitazione di residenza anagrafica un sistema di riscaldamento unico a pompa di calore, entrato in funzione non prima del 1° gennaio 2008;

• il sistema di riscaldamento può essere formato da una o più pompe di calore e sono ammesse esclusivamente integrazioni da generatori di calore alimentati a fonti rinnovabili;

• fornire il proprio consenso all'effettuazione di verifiche e controlli anche presso la propria abitazione;

• essere titolari di un contratto di vendita di energia elettrica con un venditore di energia elettrica aderente.

Questa novità, assieme alla proroga delle detrazioni fiscali del 65% fino al 31 dicembre, favorisce il sistema di riscaldamento primario in pompa di calore che è stato fino ad ora penalizzato pesantemente dall’alto costo dell’energia elettrica in Italia.

Tutte le informazioni inerenti i requisiti e le modalità di adesione, la possibile convenienza economica in diverse situazioni e le imprese di vendita di energia elettrica che offrono questa opportunità sono disponibili sul sito www.autorita.energia.it

Per scaricare il modulo per la richiesta di adesione alla sperimentazione tariffaria (articolo 3, comma 2,della deliberazione 205/2014/R/eel) ed il relativo allegato per l’asseverazione Clicchi qui. L'asseverazione dovrà essere sottoscritta da un tecnico abilitato qualora presso l’abitazione di residenza anagrafica del cliente sia presente, oltre alla pompa di calore elettrica, anche un generatore di calore alternativo.

Repost 0
Published by newsystem-online
scrivi un commento
11 gennaio 2014 6 11 /01 /gennaio /2014 11:51

Domanda legittima e ricorrente, le risposte su internet però spesso vengono pilotate dai vari produttori che controllano o si inseriscono nei forum e in alcuni blog fingendosi spesso dei comuni utenti. Io cercherò di dare una risposta coerente, onesta e semplice soffermandomi sull’efficacia di riscaldamento in rapporto ai costi di acquisto ed esercizio senza entrare in argomenti tortuosi relativi alla salute.

Vantaggi stufe Pellet rispetto a quelle a Bioetanolo:

Potenza disponibile molto elevata.

Possibilità di essere canalizzate.

Basso costo di esercizio.

Nessun consumo di ossigeno dall’ambiente durante la combustione.

Vantaggi stufe Bioetanolo rispetto a quelle a Pellet:

Basso costo iniziale.

Manutenzione quasi inesistente.

Prodotti anche con estetica molto raffinata.

Installazione semplicissima.

Alcuni modelli sono anche trasportabili.

Non hanno bisogno di canna fumaria.

Normalmente le stufe e caminetti a bioetanolo  hanno una potenza bassa che può essere sufficiente per singoli ambienti ma non per scaldare più stanze. Inoltre il costo al litro dell’alcool etilico denaturato (bioetanolo) è  molto alto e quindi il costo di esercizio rende questi apparecchi sconsigliabili per uso frequente e per scaldare ambienti ampi. Considerando un costo al litro di bioetanolo di almeno 2,50 euro il costo per scaldarsi sarà di 0,25 €/kWh; utilizzando una stufa a pellet e ipotizzando un costo di 4,80 euro per un sacco da 15 kg, il costo per scaldarsi sarà di 0,06 €/kWh. Per valutare la convenienza di un sistema piuttosto dell’altro dovete avere in mano il preventivo delle due soluzioni e con pochi calcoli potete capire quale è la soluzione più conveniente per voi. Personalmente, se dovessi scaldare sporadicamente una singola stanza e volessi ottenere anche un effetto estetico allora potrei scegliere il caminetto a bioetanolo.

"In assenza di necessità estetiche un qualunque radiatore elettrico o stufetta mi può dare lo stesso risultato spendendo di meno per l’acquisto e spendendo uguale per il funzionamento senza neppure dover fare ulteriori prese di aerazione. "

Nel caso avessi necessità di un sistema di riscaldamento da utilizzare frequentemente di sicuro non acquisterei un sistema a bioetanolo perchè il costo di esercizio risulterebbe troppo alto.

 

Ciao a tutti.

 

Luca Angioi NEW SYSTEM srl Bibione Ve

Repost 0
Published by newsystem-online - in PELLET e BIOMASSE
scrivi un commento
23 dicembre 2013 1 23 /12 /dicembre /2013 11:56

Nel 2013 hanno iniziato ad entrare nel mercato Italiano i primi sistemi di accumulo di energia elettrica per gli impianti fotovoltaici. Ovviamente chiunque abbia un impianto FV è interessato a questa promettente tecnologia perché permette di aumentare la percentuale di energia auto-consumata. Un normale utente dotato del proprio impianto fotovoltaico riesce normalmente ad auto-consumare solo il 50-60%  dell’energia che viene prodotta, con un sistema di accumulo questo valore può arrivare tranquillamente oltre il 90%.

 

Siamo solo all’inizio di quella che sicuramente sarà una tecnologia adottata su  larga scala e infatti per il momento i prezzi sono ancora molto alti e rendono il rientro economico un miraggio. Ho visto alcuni prodotti nelle varie fiere di settore ma i prezzi di un sistema di stoccaggio di energia elettrica completo di pacco batterie e apparati elettronici è normalmente superiore ai 7000/8000 euro al cliente finale. Nel caso di impianti fotovoltaici di nuova installazione la situazione è leggermente più vantaggiosa perché si può utilizzare un sistema dotato di unico inverter in grado sia di caricare le batterie che di trasformare l’energia e renderla disponibile nell’impianto elettrico della propria abitazione, questa soluzione riduce leggermente i costi e anche gli ingombri. Il prezzo è comunque destinato a calare molto rapidamente e si parla di un dimezzamento nei prossimi 5 anni, se poi dovesse arrivare anche qualche incentivo allora la diffusione dei sistemi di accumulo potrà diventare capillare e l’energia rinnovabile ricavata dagli impianti fotovoltaici avrà un nuovo valore aggiunto.

 

Per il momento la soluzione più vantaggiosa per aumentare il proprio autoconsumo è quella di abbinare al proprio impianto dei sistemi di monitoraggio intelligenti in grado di comandare una o più prese wireless che accenderanno automaticamente le varie apparecchiature elettroniche ad esse abbinate. Si potrà quindi attivare un boiler elettrico, un accumulo con pompa di calore, una stufetta, un condizionatore, ecc. Il costo è molto contenuto, hai sempre sotto controllo il funzionamento del tuo impianto fotovoltaico e puoi usare l’energia in esubero in modo intelligente e conveniente, alcune soluzioni le propongo anch’io su www.newsystem-shop.it.

Ciao a tutti.

NEW SYSTEM srl by Luca Angioi

Repost 0
Published by newsystem-online - in FOTOVOLTAICO
scrivi un commento
1 ottobre 2013 2 01 /10 /ottobre /2013 15:48

Quando comprate una lampadina per sostituire la vostra vecchia alogena controllate:

tipo di attacco: E27, E14, GU…. Deve corrispondere alla lampadina che andate a sostituire.

038293-mini.jpg 

Voltaggio: 12V, 24V, 220 V … deve corrispondere alla lampadina che andate a sostituire.

Assorbimento elettrico (Watt): indicativamente rispetto alla alogena l’equivalente a Led consuma 8 volte meno e quasi la metà di una fluorescente, se avete i dati di luminosità del prodotto che andate a sostituire controllate che la nuova lampadina abbia circa gli stessi Lumen.

Luminosità (Lumen): questo valore indica la reale quantità di luce generata dalla lampadina. A parità di corrente assorbita (Watt) la lampadina con Lumen maggiori svilupperà più luminosità e quindi avrà una efficienza maggiore. Spesso le lampadine economiche o di vecchia generazione hanno un rapporto Lumen/Watt abbastanza basso che difficilmente supera i 60 Lumen/Watt, una buona lampadina dovrebbe sviluppare almeno 80/100 Lumen/Watt.

Temperatura colore: questo dato è importantissimo, una luce bianca può essere utile per negozi e uffici ma in casa non è l’ideale, molti prodotti dal prezzo alettante emettono una luce troppo fredda per risultare piacevole. Perché la tonalità della luce emessa dalla nuova lampadina a Led sia simile alla bella luce calda della vecchia alogena, dovete controllare che la gradazione indicata sia di circa 2.800 °K, già a 3.200 °K inizia ad essere un po’ freddina e tendente al bianco, dai 4000 in su inizia ad avere una tonalità sempre più bluastra.

Ampiezza del fascio luminoso: soprattutto se dovete acquistare delle lampade per faretto, controllate l’ampiezza del fascio luminoso in modo che soddisfi le vostre esigenze. Un angolo ristretto può andare bene per illuminare gli oggetti esposti ma in una abitazione è spesso preferibile un angolo più ampio per illuminare uniformemente le stanze. 

Dimensioni: normalmente le lampadine a Led, soprattutto quelle con attacco classico E27 o E14, hanno dimensioni maggiori delle vecchie lampadine alogene, controllate la misura per essere sicuri che ci stia nel vostro lampadario, plafoniera o apllique.

040463-misure.jpg 

Dimmerbilità: nel caso vogliate controllare la potenza luminosa della lampadina, assicuratevi che sia un modello dimmerabile, deve essere chiaramente indicato.

Durata(ore): questo dato vi permette di paragonare i prezzi di 2 prodotti dal costo diverso, dividete il costo per le ore e comprate quello più vantaggioso.

Garanzia e condizioni di recesso: prima di acquistare, soprattutto se da internet, informatevi della garanzia offerta sul prodotto.

039283-mini.jpg 

Leggi anche l'articolo sulla qualità delle lampadine a LED Lampadine LED, una scelta di qualità.     

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM s.r.l.   Bibione VE 

www.newsystem-shop.it

www.newsystem-online.it

Repost 0
Published by newsystem-online - in LED
scrivi un commento
22 agosto 2013 4 22 /08 /agosto /2013 15:46

 

Il risparmio energetico in casa parte dalle lampadine a LED:

spesa contenuta

tempi di ammortamento brevi

adatte al fai da te

In rete ormai si trovano centinaia di siti che vendono lampadine di diversa tipologia e qualità, io personalmente ho provato ad acquistare da diversi siti per capire le differenze tra i prodotti per curiosità personale e anche nell’eventualità di proporre ai miei clienti un prodotto valido. Ho acquistato prodotti europei marchiati e certificati e prodotti cinesi completamente anonimi consegnati su scatole bianche dove non è neppure riportato il voltaggio!

IR_0668.jpg

Ho fatto prove con pinze amperometriche, contawatt, luxometro e anche con la termocamera, e poi ho installato le varie lampadine a casa e in ufficio per valutarne la durata.  I prodotti cinesi, quando funzionano, si comportano bene ma l’affidabilità è a livelli imbarazzanti ed è quindi importante assicurarsi che il venditore offra un garanzia sui difetti almeno per i 2 anni successivi. Il problema è sicuramente dovuto a degli standard qualitativi non adeguati e all’uso di manodopera poco specializzata, una lampadina cinese di basso livello spesso si può aprire senza neppure l’uso di un cacciavite. Volendo risparmiare è quindi meglio scegliere comunque un prodotto marchiato e non uno anonimo, ormai tutti i produttori di lampadine Led di buona qualità hanno almeno due gamme di prodotto, una standard per chi vuole spendere meno e una professionale per chi cerca la massima qualità.

 

La differenza di qualità incide nella durata “prevista” che può anche raddoppiare e nel rendimento leggermente superiore del prodotto più buono. La durata “prevista”  indicata dal produttore è espressa in ore e serve a dare una idea di quanto può durare la lampadina che vogliamo acquistare, un prodotto standard offre una durata di 15.000 ore mentre un prodotto professionale può arrivare anche a 30.000 ore. La durata comunque non è equivalente alla garanzia ma solo una “indicazione” di quanto dovrebbe durare. I prodotti economici sono quasi completamente in plastica mentre quelli più costosi hanno elementi metallici studiati per dissipare il calore che si sviluppa principalmente dai componenti elettronici, con la termocamera ho rilevato che all’interno della lampadina i componenti possono raggiungere temperature vicino ai 90°C già dopo pochi minuti di funzionamento!

IR_0678.jpg

Personalmente, dopo l’esperienza fatta, preferisco acquistare prodotti marchiati e con una etichetta completa dove sia indicato almeno: assorbimento elettrico (Watt) voltaggio (Volt) temperatura del colore ( °K) e luminosità (Lumen).

 

Leggi anche come scegliere una lampadina Led senza sbagliare acquisto  LED: cosa controllare prima dell'acquisto.

 

Inoltre una buona lampadina deve essere riconoscibile anche una volta fuori dal proprio imballo con almeno i dati di assorbimento elettrico (Watt) e voltaggio (Volt), può essere abbastanza pericoloso mettere una lampadina da 24 Volt al posto di una da 220V e viceversa.  

by Luca Angioi      NEW SYSTEM srl   Bibione   VE

www.newsystem-shop.it

www.newsystem-online.it

Repost 0
Published by newsystem-online - in LED
scrivi un commento
12 agosto 2013 1 12 /08 /agosto /2013 21:13

 A Marzo 2012 scrivevo:

Quattro mesi fa ancora non esisteva questo Blog e ad oggi la media giornaliera è di 35 visitatori e 50 pagine viste.....Mi piacerebbe raggiungere una media di 100 persone al giorno ed entrare stabilmente tra i primi 50 Blog di over-blog.it , l’ultimo aggiornamento di classifica mi vede al 183° posto....

 

Ad Agosto 2013, il mio Blog deve ancora compiere 2 anni di vita e ho superato le mie aspettative: una media di 200 persone al giorno con punte di 600 e in classifica sono al 7° posto.

 

Grazie a tutti del fantastico risultato!

 

Tutti gli articoli li firmo anche come NEW SYSTEM srl perché è la mia ditta e ne vado fiero, voglio però precisare che non necessariamente sono pensieri condivisi dagli altri soci e mi prendo la responsabilità per tutto quello che scrivo nel Blog. Ho invitato anche mio padre a scrivere degli articoli perché ha una esperienza impagabile e quindi prossimamente potreste trovare anche dei pezzi firmati Luciano e saranno sicuramente di grande interesse.

 

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl    Bibione   Ve

www.newsystem-online.it

www.newsystem-shop.it

Repost 0
Published by newsystem-online - in Pensieri in Libertà
scrivi un commento
12 agosto 2013 1 12 /08 /agosto /2013 09:29

 

  Particolare

 

Il termine “impianto radiante” è molto generico e comprende una varietà enorme di prodotti e soluzioni, inoltre gli impianti possono essere installati in orizzontale sotto pavimento o nel soffitto, ma esistono anche versioni adatte ad installazioni verticali per essere inseriti nelle pareti. Le soluzioni disponibili possono tranquillamente convivere ed è quindi possibile realizzare nella stessa stanza due tipologie diverse di impianto radiante, quindi in salotto potremmo avere un pavimento con impianto radiante e una o più pareti con l’impianto inserito sotto intonaco o inserito nel cartongesso. Anche se la quasi totalità degli impianti radianti viene usata solo per il riscaldamento, è bene sapere che è possibile anche ottenere un ottimo comfort raffrescando con sistemi radianti: temperatura omogenea in ogni ambiente e nessun giro di aria fredda. Per poter raffrescare correttamente un ambiente con un impianto radiante è fondamentale progettare e realizzare accuratamente anche il sistema di deumidificazione in quanto il solo sistema radiante non è in grado di controllare l’umidità ambientale.

Guardiamo ora in sezione un impianto radiante a pavimento, partendo dal basso:

 

Il pannello isolante, che solitamente è in polistirolo ma esistono anche versioni per bioarchitettura in sughero o lana di roccia, superiormente il pannello è ricoperto da un film di plastica che serve ad irrigidirne la superficie e a rendere agevole il lavoro di posa del tubo. I pannelli più usati hanno una parte superiore sagomata con delle bugne che servono a bloccare la tubazione che andrà a formare i vari anelli. Molti però prediligono i pannelli con superfici lisce (meglio se con materiale riflettente) perché la bugna va a rubare superficie di scambio al tubo e quindi cala leggermente l’efficienza dell’impianto, quando il pannello è liscio il tubo sarà quindi fissato con delle clips. Tutto attorno ai muri verrà preventivamente posata una striscia spugnosa che garantirà lo giusto spazio di dilatazione al pavimento per evitare che negli anni si possano creare delle crepe a pavimento.

 

 Il tubo posato sopra al pannello andrà a formare degli anelli dove passerà l’acqua a bassa temperatura che garantirà il riscaldamento uniforme della stanza. La distanza tra le tubazioni viene calcolata dal progettista e può variare tra i 5 e i 20 cm a seconda della potenza che si avrà bisogno. Il tubo utilizzato normalmente ha un diametro di 16/17 mm ma esistono anche tubi più piccoli per impianti ribassati o tubi di diametro maggiore per impianti industriali. Tutti i tubi devono avere la barriera d’ossigeno che può essere costituita anche solo da un rivestimento esterno che forma un film in plastica di pochi micron, io però preferisco utilizzare tubazioni multistrato dove la barriera antiossigeno è garantita da uno strato di alluminio. L’alluminio essendo uno strato intermedio non rischia di essere inavvertitamente rovinato durante i lavori di posa o da chi poi farà la caldana e inoltre rende più facile la posa del tubo.  Calcolare bene l’impianto è fondamentale per evitare di trovarsi con un impianto sottodimensionato e poi saremo costretti ad aumentare eccessivamente la temperatura dell’impianto, e di questo problema ne parlerò quanto prima in un altro articolo.

 

Una volta posato pannelli e tubi il tutto andrà ricoperto da uno strato di sabbia e cemento mescolato con un liquido chimico per garantirne la giusta elasticità e conducibilità termica. Lo spessore solitamente è di 4-5 cm sopra al tubo ma si può scendere a 3 o 2,5 con massetti tecnici ad elevata resistenza. Chi ha ulteriori problemi di spazio dovrà optare per i sistemi a secco, ideali nelle ristrutturazioni, che permettono di realizzare impianti finiti anche con 2,5 cm di spessore ma sono generalmente più costosi.

La finitura superficiale può essere realizzata con qualunque materiale: piastrella, legno, resina. Ovviamente il materiale di finitura inciderà sul rendimento dell’impianto e quindi il progettista ne deve tenere conto durante il dimensionamento.

 

Gli impianti radianti a parete o a soffitto differiscono dalla versione a pavimento solo nella composizione, il tubo può essere annegato nella malta e posato utilizzando delle guide che andranno fissate preventivamente oppure si troverà già inserito in dei moduli prefabbricati in cartongesso che andranno opportunamente fissati e poi collegati tra loro.

Questa è solo una veloce panoramica delle molteplici variabili offerte dagli impianti radianti, la scelta finale va sempre concordata con il progettista che valuterà attentamente la migliore soluzione applicabile.

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl, Bibione VE 

www.newsystem-online.it 

www.newsystem-shop.it

 

 

 

 

Repost 0
Published by newsystem-online - in IMPIANTI RADIANTI
scrivi un commento
1 agosto 2013 4 01 /08 /agosto /2013 17:22

Oltre alle classiche caldaie a gas o gasolio, si stanno diffondendo le soluzioni a pellet perché permettono una notevole riduzione del costo del riscaldamento, rispetto al gasolio è facile ottenere risparmi del 50-60%.

I prodotti in commercio sono ormai molti e quasi tutti i produttori di stufe hanno in catalogo anche alcune stufe-idro e qualche caldaia. Per orientarsi è bene capire quali possono essere le differenze costruttive che possono incidere sul prezzo.

SISTEMI DI PULIZIA: Qualunque caldaia a pellet necessita  di pulizie frequenti. I modelli più economici e comunque gran parte dei modelli derivati dalle stufe idro, non hanno nessun sistema di pulizia automatico. Il braciere va pulito quindi pulito regolarmente ogni 2/3 giorni  e almeno una volta alla settimana sarebbe bene scuotere manualmente i turbolatori per tenere pulito il sistema evacuazioni fumi e mantenere efficiente lo scambio termico. In questo caso chi compra una caldaia a pellet deve tenere presente che gli dovrà dedicare un po’ del suo tempo libero.  Chi non ha tempo è bene che si orienti su prodotti più costosi che offrono SISTEMI AUTOMATICI DI PULIZIA del braciere e degli scambiatori lato fumo e quindi l’utente ha il solo obbligo di svuotare il cassetto delle ceneri.  I sistemi di pulizia del braciere non sono tutti efficaci allo stesso modo e alcuni sono anche particolarmente rumorosi, chiedete quindi al rivenditore garanzie sulla silenziosità del sistema.

 

RENDIMENTO DI COMBUSTIONE: Il rendimento delle caldaie a pellet, anche quelle concettualmente più semplici ed economiche,  sulla carta può spesso superare il 93-94%, questo dato però è puramente indicativo perché raggiunto solo in ben definite condizioni di funzionamento utilizzate durante le prove di certificazione. Da prove che ho svolto direttamente  sul campo, il rendimento medio stagionale (che non viene mai dichiarato) può faticare ad arrivare al 60%, questo perché difficilmente si raggiungono i rendimenti dichiarati (in particolare per i modelli economici) e soprattutto ogni spegnimento e accensione della caldaia (periodi che durano svariati minuti) comportano un notevole spreco di energia.

 

Il controllo della fiamma inoltre, sui modelli più economici è basato solo su parametri impostati in fabbrica (velocità del ventilatore e giri della clochea) e quindi, dato che le variabili sono molte, la combustione può non essere ottimale come dovrebbe. I modelli più costosi utilizzano una SONDA LAMBDA (da sola vale oltre 1.000 euro) che da garanzia di assoluta precisione della combustione in quanto il controllo avviene costantemente e l’elettronica modifica i parametri di combustione continuamente. Il vantaggio è un reale aumento dell’efficienza stagionale, un perfetto adattamento alle diverse qualità di pellet, meno polveri sottili nell’aria e un residuo di ceneri ridotto al minimo.

 

AUTONOMIA: Quasi tutte le caldaie hanno un serbatoio integrato per il pellet, controllate l’autonomia del prodotto che vi propongono in modo da sapere ogni  quanti giorni dovrete preoccuparvi della carica. Per aumentare l’autonomia cercate prodotti con serbatoi capienti, ce ne sono per tutti i gusti e di tutte le misure, l’unico limite è lo spazio che avete a disposizione.

 

RICORDATE CHE:

Qualunque caldaia a pellet, anche la più costosa, per funzionare bene deve essere installata correttamente. Oltre a realizzare un sistema di evacuazione dei fumi e un collegamento con l’impianto a regola d’arte, bisogna sempre inserire un accumulo inerziale per garantire alla caldaia di funzionare a lungo limitando al minimo le deleterie  accensioni e spegnimenti. L’accumulo termico, per garantire una adeguata inerzia, dovrebbe venire dimensionato in modo da avere almeno 25 litri per ogni kW installato, quindi anche la più piccola caldaia dovrebbe essere abbinata almeno ad un 300 litri.

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione  www.newsystem-shop.it

 

Repost 0
Published by newsystem-online - in PELLET e BIOMASSE
scrivi un commento

Presentazione

  • : Blog di New System S.r.l.
  • Blog di New System S.r.l.
  • : Consigli per non prendere fregature, risparmio energetico, scelte etiche, uso intelligente delle risorse energetiche, riduzione degli sprechi, novità.
  • Contatti

Profilo

  • newsystem-online
  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto
  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto

Cerca