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12 agosto 2013 1 12 /08 /agosto /2013 09:29

 

  Particolare

 

Il termine “impianto radiante” è molto generico e comprende una varietà enorme di prodotti e soluzioni, inoltre gli impianti possono essere installati in orizzontale sotto pavimento o nel soffitto, ma esistono anche versioni adatte ad installazioni verticali per essere inseriti nelle pareti. Le soluzioni disponibili possono tranquillamente convivere ed è quindi possibile realizzare nella stessa stanza due tipologie diverse di impianto radiante, quindi in salotto potremmo avere un pavimento con impianto radiante e una o più pareti con l’impianto inserito sotto intonaco o inserito nel cartongesso. Anche se la quasi totalità degli impianti radianti viene usata solo per il riscaldamento, è bene sapere che è possibile anche ottenere un ottimo comfort raffrescando con sistemi radianti: temperatura omogenea in ogni ambiente e nessun giro di aria fredda. Per poter raffrescare correttamente un ambiente con un impianto radiante è fondamentale progettare e realizzare accuratamente anche il sistema di deumidificazione in quanto il solo sistema radiante non è in grado di controllare l’umidità ambientale.

Guardiamo ora in sezione un impianto radiante a pavimento, partendo dal basso:

 

Il pannello isolante, che solitamente è in polistirolo ma esistono anche versioni per bioarchitettura in sughero o lana di roccia, superiormente il pannello è ricoperto da un film di plastica che serve ad irrigidirne la superficie e a rendere agevole il lavoro di posa del tubo. I pannelli più usati hanno una parte superiore sagomata con delle bugne che servono a bloccare la tubazione che andrà a formare i vari anelli. Molti però prediligono i pannelli con superfici lisce (meglio se con materiale riflettente) perché la bugna va a rubare superficie di scambio al tubo e quindi cala leggermente l’efficienza dell’impianto, quando il pannello è liscio il tubo sarà quindi fissato con delle clips. Tutto attorno ai muri verrà preventivamente posata una striscia spugnosa che garantirà lo giusto spazio di dilatazione al pavimento per evitare che negli anni si possano creare delle crepe a pavimento.

 

 Il tubo posato sopra al pannello andrà a formare degli anelli dove passerà l’acqua a bassa temperatura che garantirà il riscaldamento uniforme della stanza. La distanza tra le tubazioni viene calcolata dal progettista e può variare tra i 5 e i 20 cm a seconda della potenza che si avrà bisogno. Il tubo utilizzato normalmente ha un diametro di 16/17 mm ma esistono anche tubi più piccoli per impianti ribassati o tubi di diametro maggiore per impianti industriali. Tutti i tubi devono avere la barriera d’ossigeno che può essere costituita anche solo da un rivestimento esterno che forma un film in plastica di pochi micron, io però preferisco utilizzare tubazioni multistrato dove la barriera antiossigeno è garantita da uno strato di alluminio. L’alluminio essendo uno strato intermedio non rischia di essere inavvertitamente rovinato durante i lavori di posa o da chi poi farà la caldana e inoltre rende più facile la posa del tubo.  Calcolare bene l’impianto è fondamentale per evitare di trovarsi con un impianto sottodimensionato e poi saremo costretti ad aumentare eccessivamente la temperatura dell’impianto, e di questo problema ne parlerò quanto prima in un altro articolo.

 

Una volta posato pannelli e tubi il tutto andrà ricoperto da uno strato di sabbia e cemento mescolato con un liquido chimico per garantirne la giusta elasticità e conducibilità termica. Lo spessore solitamente è di 4-5 cm sopra al tubo ma si può scendere a 3 o 2,5 con massetti tecnici ad elevata resistenza. Chi ha ulteriori problemi di spazio dovrà optare per i sistemi a secco, ideali nelle ristrutturazioni, che permettono di realizzare impianti finiti anche con 2,5 cm di spessore ma sono generalmente più costosi.

La finitura superficiale può essere realizzata con qualunque materiale: piastrella, legno, resina. Ovviamente il materiale di finitura inciderà sul rendimento dell’impianto e quindi il progettista ne deve tenere conto durante il dimensionamento.

 

Gli impianti radianti a parete o a soffitto differiscono dalla versione a pavimento solo nella composizione, il tubo può essere annegato nella malta e posato utilizzando delle guide che andranno fissate preventivamente oppure si troverà già inserito in dei moduli prefabbricati in cartongesso che andranno opportunamente fissati e poi collegati tra loro.

Questa è solo una veloce panoramica delle molteplici variabili offerte dagli impianti radianti, la scelta finale va sempre concordata con il progettista che valuterà attentamente la migliore soluzione applicabile.

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl, Bibione VE 

www.newsystem-online.it 

www.newsystem-shop.it

 

 

 

 

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1 agosto 2013 4 01 /08 /agosto /2013 17:22

Oltre alle classiche caldaie a gas o gasolio, si stanno diffondendo le soluzioni a pellet perché permettono una notevole riduzione del costo del riscaldamento, rispetto al gasolio è facile ottenere risparmi del 50-60%.

I prodotti in commercio sono ormai molti e quasi tutti i produttori di stufe hanno in catalogo anche alcune stufe-idro e qualche caldaia. Per orientarsi è bene capire quali possono essere le differenze costruttive che possono incidere sul prezzo.

SISTEMI DI PULIZIA: Qualunque caldaia a pellet necessita  di pulizie frequenti. I modelli più economici e comunque gran parte dei modelli derivati dalle stufe idro, non hanno nessun sistema di pulizia automatico. Il braciere va pulito quindi pulito regolarmente ogni 2/3 giorni  e almeno una volta alla settimana sarebbe bene scuotere manualmente i turbolatori per tenere pulito il sistema evacuazioni fumi e mantenere efficiente lo scambio termico. In questo caso chi compra una caldaia a pellet deve tenere presente che gli dovrà dedicare un po’ del suo tempo libero.  Chi non ha tempo è bene che si orienti su prodotti più costosi che offrono SISTEMI AUTOMATICI DI PULIZIA del braciere e degli scambiatori lato fumo e quindi l’utente ha il solo obbligo di svuotare il cassetto delle ceneri.  I sistemi di pulizia del braciere non sono tutti efficaci allo stesso modo e alcuni sono anche particolarmente rumorosi, chiedete quindi al rivenditore garanzie sulla silenziosità del sistema.

 

RENDIMENTO DI COMBUSTIONE: Il rendimento delle caldaie a pellet, anche quelle concettualmente più semplici ed economiche,  sulla carta può spesso superare il 93-94%, questo dato però è puramente indicativo perché raggiunto solo in ben definite condizioni di funzionamento utilizzate durante le prove di certificazione. Da prove che ho svolto direttamente  sul campo, il rendimento medio stagionale (che non viene mai dichiarato) può faticare ad arrivare al 60%, questo perché difficilmente si raggiungono i rendimenti dichiarati (in particolare per i modelli economici) e soprattutto ogni spegnimento e accensione della caldaia (periodi che durano svariati minuti) comportano un notevole spreco di energia.

 

Il controllo della fiamma inoltre, sui modelli più economici è basato solo su parametri impostati in fabbrica (velocità del ventilatore e giri della clochea) e quindi, dato che le variabili sono molte, la combustione può non essere ottimale come dovrebbe. I modelli più costosi utilizzano una SONDA LAMBDA (da sola vale oltre 1.000 euro) che da garanzia di assoluta precisione della combustione in quanto il controllo avviene costantemente e l’elettronica modifica i parametri di combustione continuamente. Il vantaggio è un reale aumento dell’efficienza stagionale, un perfetto adattamento alle diverse qualità di pellet, meno polveri sottili nell’aria e un residuo di ceneri ridotto al minimo.

 

AUTONOMIA: Quasi tutte le caldaie hanno un serbatoio integrato per il pellet, controllate l’autonomia del prodotto che vi propongono in modo da sapere ogni  quanti giorni dovrete preoccuparvi della carica. Per aumentare l’autonomia cercate prodotti con serbatoi capienti, ce ne sono per tutti i gusti e di tutte le misure, l’unico limite è lo spazio che avete a disposizione.

 

RICORDATE CHE:

Qualunque caldaia a pellet, anche la più costosa, per funzionare bene deve essere installata correttamente. Oltre a realizzare un sistema di evacuazione dei fumi e un collegamento con l’impianto a regola d’arte, bisogna sempre inserire un accumulo inerziale per garantire alla caldaia di funzionare a lungo limitando al minimo le deleterie  accensioni e spegnimenti. L’accumulo termico, per garantire una adeguata inerzia, dovrebbe venire dimensionato in modo da avere almeno 25 litri per ogni kW installato, quindi anche la più piccola caldaia dovrebbe essere abbinata almeno ad un 300 litri.

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione  www.newsystem-shop.it

 

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29 luglio 2013 1 29 /07 /luglio /2013 13:40

UNITA’ RECUPERO CALORE COMPATTA NICOLL

Questo prodotto è attualemente fuori produzione, in alternativa è possibile acquistare il PICO 50 T-PLUS per avere un sistema ultrcompatto oppure il TEMPERO 100 .

Leggi il nuovo articolo sul PICO 50 T-PLUS

Innovativa unità monoblocco per areare un singolo locale recuperando il 70% dell’energia che verrebbe dispersa con un normale ventilatore. Veniva distribuito in Italia dalla Nicoll è in realtà prodotto in germania dalla Marley ( come visibile dal cartone).                                            varie-2-394.jpg

Questo recuperatore è il modello a flussi incrociati più compatto sul mercato, e forse anche il più economico a parità di caratteristiche, ho visto a catalogo altri prodotti molto compatti ma dalla dubbia efficacia e privi del pacco di scambio. Altri modelli, non sempre più economici, usano un ventilatore che inverte la direzione del flusso d’aria a tempi prefissati e il calore viene accumulato in un pacco ceramico e poi ceduto quando si inverte il flusso dell’aria, il problema di questi sistemi è che invertendo i flussi diventa difficile controllare dove vanno gli odori. Questo modello della Nicoll invece lavora sempre con doppio flusso incrociato garantendo un reale ed efficace scambio termico. E’ molto facile da installare si adatta a muri fino a 48 cm praticando un solo foro dal diametro di 16 cm. Ideale per evitare la formazione di muffe o il ristagno di aria viziata in piccoli locali. Velocità regolabile su 3 livelli tramite comando a filo in dotazione, basso consumo energetico grazie al motore in corrente continua.

Questo modello della Nicoll ed altri prodotti li potete comodamente acquistare su www.newsystem-shop.it ad un prezzo molto appetibile, e se volete soluzioni su misura per Voi chiedete pure.  

Dopo averlo visto in fiera e nei dépliant l’ho voluto mettere alla prova proponendolo ad un mio amico che lo ha installato da solo in 2-3 ore. L’apparecchio si presenta bene, accendendolo alla minima velocità è abbastanza silenzioso ma alla velocità intermedia che corrisponde a 30 mc/h inizia a farsi sentire. Già guardando i valori dichiarati ci si rende conto che non è un campione di silenziosità (ma a questo prezzo non esiste di meglio), i 26 dB alla minima velocità equivalgono al rumore di un normale split on-off per l’aria condizionata funzionante anch’esso al minimo. Questo inconveniente è causato dai ventilatori che sono molto piccoli per contenerne l'ingombro e per questo devono girare molto velocemente.

Nel sito www.newsystem-shop.it ho ora inserito anche il nuov PICO 50-T PLUS e potete trovare anche il modello O.erre Tempero, molto silenzioso e performante ma con un ingombro interno maggiore. Il modello Tempero si adatta a qualunque spessore di muro e, acquistando il regolatore di velocità, si possono scegliere 5 differenti livelli di ricambio e nelle prime 2 velocità è difficile percepirne il rumore. Questo modello lo consiglio quindi anche per le camere da letto perchè offre un ottimo prezzo e la qualità è adeguata alla fascia di prezzo del prodotto. 

varie-2-411.jpg

 Il modello della Nicoll è consigliabile installarlo in ambienti molto piccoli dove è sufficiente mantenere un volume di ricambio aria pari ai 16 mc/h, i 35 dB in una camera da letto non sarebbero certo sopportabili durante il sonno. In commercio però, da quello che conosco, non esistono alternative altrettanto compatte ed economiche in grado di recuperare anche il calore dall’aria viziata.

Nell'immagine sotto è visibile il terminale esterno, la parte di tubo grigia è rimasta visibile perchè lo spessore del muro era inferiore ai 35 cm.

varie-2-449.jpg

 

By Luca Angioi,  NEW SYSTEM srl  Bibione VE   www.newsystem-shop.it

 

Caratteristiche tecniche:

diametro foro:                         160 mm

spessore massimo muro:           480 mm

Portata d’aria:                         16/30/45 mc/h

Assorbimento:                         4/10/14 Watt

Recupero calore:                      70% max

Pressione acustica ( 1,5 mt):     26/35/41 dB

Dotazione a corredo:

Comando a filo

Trasformatore 24V incorporato

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20 giugno 2013 4 20 /06 /giugno /2013 22:37

Capita prima o poi di avere problemi con il proprio climatizzatore ma non tutti i problemi richiedono l’intervento del tecnico.

La macchina non da segni di vita?

Controllate che sia alimentata elettricamente, potrebbe esserci una spina (poco professionale ma soluzione diffusa) o un interruttore che è stato inavvertitamente spento. Il problema potrebbe anche essere il telecomando, se la  macchina interna è di tipo a parete o pavimento è sempre presente un pulsante a bordo macchina per farla partire in automatico. Solitamente il tasto di accensione d’emergenza è nascosto dal pannello frontale e si trova a destra dei filtri. Avete trovato il pulsante e la macchina funziona? Problema risolto.

Il telecomando non funziona?

Cambiate batterie, se premendo i pulsanti l display non cambia mai indicazioni allora il telecomando va riparato o cambiato con un modello originale o universale (li chiamano universali ma non sempre funzionano), li vendo anch’io su www.newsystem-shop.it . Quando il display del telecomando sembra reagire alla pressione dei tasti ma il climatizzatore non risponde, nella maggior parte dei casi la colpa è imputabile al telecomando ma a volte il problema è legato al ricevitore a bordo macchina. Io per capire se il problema è il telecomando o il ricevitore utilizzo un tester IR che rileva i segnali e ne conferma l’eventuale trasmissione tramite dei Led. Ricordatevi di togliere le batterie dal telecomando quando non lo usate per lunghi periodi, potrebbe formarsi dell’ossido o peggio delle fuoriuscite di sostanze chimiche dalle batterie.

Il climatizzatore sembra funzionare ma non raffresca?

Quando lo split interno si apre e soffia aria e nella macchina esterna vedete che il ventilatore gira e sentite il rumore del compressore il problema potrebbe anche essere una mancata pulizia dei filtri. Tutte le unità interne hanno dei filtri che vanno tenuti puliti, alcuni miei clienti mi chiamano dopo anni e scopro che non li hanno mai puliti. Dovete lavarli 2 volte a stagione per tenere la macchina efficiente e respirare aria un po’ più sana. Togliete i filtri, li bagnate e li lavate delicatamente con una spugna e del detersivo , non usate “mai” spazzole perché rischiate di rovinarli. Una volta controllati i filtri riprovate e se ancora non raffresca nel 95% dei casi manca il refrigerante e in questo caso dovete far intervenire un tecnico, se la macchina deve essere ricaricata chiedete che faccia un controllo perdite per risolvere il problema in modo definitivo e ricordate che “il gas dei climatizzatori non si esaurisce mai!”. Leggi l’articolo CLIMATIZZATORI, ogni quanto vanno ricaricati?  e anche QUANTO COSTA RICARICARE IL CLIMATIZZATORE

L’unità esterna è diventata molto rumorosa?

Spesso nel tempo le lamiere della macchina esterna iniziano a vibrare creando forti rumori metallici, a macchina accesa provate ad appoggiare la mano in vari punti della macchina trovando la causa della vibrazione, spesso è la griglia che protegge la batteria alettata posteriore. Togliete la corrente di alimentazione alla macchina e infilate dei pezzetti di gomma tra le lamiere che vibrano . Ridate corrente e riprovate fino a che siete soddisfatti del risultato.

Una spia indica il filtro da pulire?

Leggete le istruzioni, è un semplice conteggio a ore che vi ricorda appunto di pulire i filtri, se lo avete già fatto dovete solo cercare il pulsante per azzerare nuovamente il conteggio. Questa spia è solo una indicazione, se non trovate il modo di spegnerla non preoccupatevi perché la macchina funzionerà ugualmente.

Dall’unità interna esce molta acqua?

Lo scarico condensa può essersi otturato e guardando la vaschetta dell’unità interna dovreste trovarla piena. Se avete un minimo di manualità cercate di capire dove scarica perché può capitare che alcuni insetti lo abbiano otturato per farvi un dispetto. Provate a disotturarlo con una semplice sondina o del filo di ferro grosso, tipo quello delle reti da recinzione facilmente reperibile in ferramenta, piegate la punta in modo che sia arrotondata e non vada a bucare la guaina, infilatela per pochi centimetri alla volta e provate a sfilarla per assicurarvi che non vi rimanga incastrata dentro al tubo. Quando pensate di aver liberato lo scarico mettete un pò di acqua nella vaschetta dell’unità interna con una bottiglia e controllate che scarichi bene.

 

By Luca Angioi  New System srl   Bibione VE   www.newsystem-shop.it

 

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5 giugno 2013 3 05 /06 /giugno /2013 21:30

Attenzione!!

Per registrarsi regolarmente si ha tempo solo fino al 30 Giugno 2013!

E’ definitivamente attivo Il D.P.R. n. 43/2012, entrato in vigore il 5 maggio 2012, stabilisce all’articolo 16, che entro il 31 maggio di ogni anno (a partire già dal 2013), gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore, nonché dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra devono presentare una dichiarazione contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera relativi all’anno precedente sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto.

Il D.P.R. indica come responsabile “l’operatore” e con questo termine intende il “proprietario” dell’apparecchiatura o dell’impianto qualora non abbia esplicitamente delegato ad una terza persona l’effettivo controllo sul funzionamento. Per adempiere agli obblighi del D.P.R. n. 43/2012 l’operatore di apparecchi fissi contenenti oltre 3 kg di gas fluorati ha l’obbligo di far eseguire i controlli periodici previsti dal regolamento F-GAS secondo le cadenze definite dallo stesso.

Per impianti da 3 a 30 kg di refrigerante i controlli sono a cadenza annuale, oltre i 30 kg i controlli dovranno essere semestrali, andranno quindi indicati sul registro di impianto e andranno inoltre inviati telematicamente tramite il portale dell’I.S.P.R.A. .

Il mancato adempimento a quanto previsto per legge può comportare delle sanzioni a carico dell’operatore che possono arrivare a 10.000 euro con un minimo di 1.000 euro. La prima cosa che potete fare è controllare nell’etichetta del vostro climatizzatore se la carica di refrigerante è superiore a 3 kg, normalmente negli impianti residenziali i mono-split e multi-split con meno di 4 unità interne sono sotto la soglia dei 3 kg. Gli impianti commerciali con potenze da 8 kW in su sono a rischio e tutti i VRV o VRF sono sopra i 3 kg. Chi ha una attività commerciale, ristoranti, negozi, agenzie, alberghi, ecc. molto probabilmente avrà una o più macchine contenti oltre 3 kg di freon. La registrazione sul portale ISPRA non è richiesta per gli impianti in R22 i quali andranno comunque muniti di libretto d’impianto nel quale registrare tutti gli interventi di controllo.

Dal 14/05/2013 in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.111 è finalmente disponibile il formato per la dichiarazione che, per evitare ingenti sanzioni economiche,  andrà trasmessa entro 31 maggio di ogni anno.

Per registrarsi regolarmente si ha tempo solo fino al 30 Giugno 2013!

Coloro che non intendono inviare la dichiarazione dei dati rischiano una sanzione prevista dal D.lgs 26/2013 art. 6 comma 3 con pena pecuniaria da  € 1.000 a €10.000.

Chi può prendersi carico dei controlli per rispettare la normativa senza farvi incorrere in sanzioni?

Bisogna rivolgersi ad una Azienda regolarmente iscritta al registro nazionale gas fluorurati e operante nel settore con personale proprio iscritto a registro che ha regolarmente conseguito il patentino. Al momento ci sono anche i certificati provvisori che hanno comunque una validità limitata a 6 mesi. Ricordate che fino a che non avete esplicitamente delegato ad una terza persona l’incarico di “operatore” tutte le eventuali sanzioni sono a vostro carico.

By Luca Angioi  NEW SYSTEM srl   Bibione Ve   www.newsystem-online.it

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30 maggio 2013 4 30 /05 /maggio /2013 20:49

Tra le e-mail mi è capitato di ricevere offerte commerciali per acquistare centinaia o addirittura migliaia "Fans" o "Mi piace" su Facebook o su Twitter a prezzi anche modici, bastano poche decine di euro per poter comprare falsi favori. Trovo assurdo e scorretto che sia possibile vendere un tale servizio, è come imbrogliare nell'audience televisivo ( e sta a vedere che succede anche li). Nel caso dei programmi televisivi l'audience serve a vendere più care le pubblicità, nel caso dei social network aumentare il proprio share serve a rendersi più appetibili e credibili a scopi ovviamente commerciali.

 

Ancora una volta, grazie a soluzioni scorrette nate dall'ennesima voglia di fare soldi senza moralità, l'unico risultato sarà quello di smontare la credibilità di chi centinaia o migliaia di "Fans" o " Mi Piace" se li è effettivamente guadagnati con i propri meriti. E' un peccato che sia così facile manipolare "l'audience" su internet.

 

E' un pò quello che succede su siti come tripadvisor sul quale la mia compagna ha pubblicato alcune recensioni e guardacaso, dopo aver criticato una struttura alquanto mal gestita, sono comparse dopo poco tempo e una dietro l'altra un paio di recensioni che guardacaso elogiavano  sdolcinatamente la stessa struttura. Ovviamente si trattava di elogi pubblicati dallo stesso proprietario per cercare di tappare la falla, d'altronde su siti del genere puoi creare "false recensioni" anche da diversi "falsi viaggiatori" in pochissimi minuti e senza dover neppure conoscere il significato della parola hacker. Su internet, splendido e insostituibile strumento d'informazione e svago, è purtroppo troppo facile nascondersi dietro a false identità create ad arte nel tentativo di distorgere la realtà.

 

Ciao a tutti.

By Luca Angioi

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9 maggio 2013 4 09 /05 /maggio /2013 15:03

Bellisima applicazione in casa Daikin, la consiglio anche al cliente finale che vuole capire esattamente l'impatto estetico che avrà installando il proprio impianto di climatizzazione per valutare con calma la posizione esteticamente più appropriata (per i consigli tecnici è "per fortuna" ancora necessario il sopralluogo dell'installatore).

 

COME LA PRESENTANO in DAIKIN:

 

Daikin 3D è la nuova applicazione  destinata a clienti finali e installatori professionisti che consente di visualizzare in ambiente i climatizzatori Daikin (sia unità interne che esterne).
L’utente finale, dopo aver stampato il “marker” (un foglio A4 fino a 3 mt di distanza o A3 per distanze superiori) e averlo posizionato sulla parete scelta per installare l’unità interna, col suo tablet può inquadrare il foglio vedendo comparire il climatizzatore Daikin in 3D nelle sue dimensioni reali. E poi accenderlo, spegnerlo, avvicinarsi o allontanarsi, oppure osservarlo da ogni angolazione. Persino scattare una foto. La stessa cosa può fare con le unità esterne (mono o multi), posizionando il marker a terra, sul balcone o sul terrazzo della sua casa.
Una novità assoluta, estremamente utile anche per gli installatori professionisti per le visite a potenziali clienti. Cosa c’è di meglio della tecnologia insita in un tablet e della spettacolarità di un’app di realtà aumentata per presentare un prodotto innovativo come un climatizzatore Daikin?
 

 

link: http://www.daikin.it/public/daikin/it/Daikin_3D.php

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22 aprile 2013 1 22 /04 /aprile /2013 21:36

 

Come Scegliere la migliore tariffa elettrica e ridurre i consumi in casa?

Come si  può scegliere la migliore tariffa elettrica? La potenza impegnata è giusta o posso ridurla? E’ possibile ridurre il picco di consumi elettrici? Come posso sapere se il nuovo contratto sarà effettivamente migliore di quello attuale? Quanto posso effettivamente risparmiare in un anno?

Per fare scelte mirate, in casa come in ufficio o nel proprio negozio, è necessario monitorare il proprio impianto elettrico, registrare i dati ed analizzarli per poter prendere delle decisioni efficaci. Avere costantemente sotto controllo il proprio consumo di energia elettrica può portare significativi risparmi di corrente e di soldi perchè stimola a ridurre gli sprechi.

Solo con i dati analizzati si può cambiare gestore elettrico e scegliere la tariffa realmente migliore per risparmiare. Le compagnie elettriche pubblicizzano le loro offerte come le migliori senza fare alcuna distinzione, anche utilizzando i siti tipo www.facile.it o www.sostariffe.it i risultati non coincidono e quindi la confusione su cosa scegliere aumenta.

Nel mercato dell'energia elettrica le differenze di prezzo tra operatori diversi di solito sono molto contenute e difficili da valutare, utilizzare le risorse on-line è sempre meglio di niente ma analizzando i propri consumi si può avere la certezza di scegliere l’offerta giusta.  Inoltre monitorando i consumi si scoprono sempre inutili sprechi che continuano giorno e notte, magari anche quando tutto sembra spento e si sensibilizza tutta la famiglia a evitare di sperperare energia elettrica risparmiando concretamente sulla bolletta.

Esistono in commercio strumenti semplici che permettono a chiunque di avere finalmente sotto controllo i propri consumi elettrici. Io ne ho provati diversi ( e altri ne proverò) e quelli che mi sono piaciuti di più li ho inseriti nel mio sito www.newsystem-shop.it .

Tutti i prodotti sono facilmente installabili senza attrezzi e senza dover mollare alcun cavo elettrico, basta un minimo di manualità e dimestichezza. Ogni prodotto infatti ha una pinza amperometrica apribile all’interno della quale bisogna far passare il cavo elettrico principale. La pinza amperometrica, dotata di batterie, trasmetterà tramite onde radio al monitor ricevitore le informazioni sull’energia che stiamo consumando. Il monitor ricevitore, oltre a visualizzare in tempo reale il consumo in Watt e in €, registrerà le informazioni ricevute che potranno essere scaricate a PC.

Attualmente a casa mia sto usando il modello OWL CM160 che costa solo  77,00 euro ma è molto completo. Ha un bel display e registra i dati da poter scaricare a PC tramite USB o con l’adattatore wireless. Il software è semplicissimo da installare e anche da usare, i grafici sono molto intuitivi e si possono facilmente mettere a confronto 2 tariffe diverse per scegliere l’offerta migliore. Io l’ho appeso in cucina e tutta la famiglia si è abituata a tenerlo d’occhio ed è utilissimo per evitare che il contattore dell’Enel ci lasci senza corrente per aver superato i 3,0 kW previsti dall’attuale contratto.

Un modello più sofisticato è l’ECODHOME MCEE USB che ho in vendita a soli € 89,50 (credo che sia il prezzo più basso su internet per questo modello), ideale per chi vuole abbinare al monitor misura energia anche una o più prese di misura wireless. L’MCEE USB permette di scaricare i dati del monitor e di tutte le prese collegate. Lo strumento più semplice, solo per chi non vuole smanettare con il PC, è il MICRO+ della OWL che costa solo 49,50.

Risparmiare nell’energia elettrica è un dovere morale ma è anche un investimento che porta a risparmiare cifre sempre crescenti ogni anno.

 

By Luca Angioi,  NEW SYSTEM srl   Bibione  VE

www.newsystem-shop.it 

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11 aprile 2013 4 11 /04 /aprile /2013 21:04

2013: La nuova etichetta energetica nei climatizzatori

Dal gennaio di quest’anno è cambiata l’etichetta energetica che accompagna i climatizzatori di potenza inferiore ai 12 kW per l'entrata in vigore della normativa europea ERP. La nuova etichetta, non è una semplice revisione grafica, cambia completamente il metodo usato per il rilievo delle efficienze energetiche degli apparecchi sia in raffrescamento che riscaldamento.

Il COP (coefficiente di rendimento invernale) è diventato SCOP (coeff.di rendimento invernale “stagionale”).

Lo stesso vale per l’EER ( rendimento estivo) che è diventato SEER ( rendimento estivo “stagionale”).

Il COP e l’EER indicano la resa del climatizzatore ad una temperatura esterna usata come riferimento standard.

I rendimenti stagionali considerano  invece l’efficienza del climatizzatore a diverse temperature esterne e ne viene poi calcolata la media. Questo sistema premia i modelli inverter che riescono meglio ad adattarsi ai diversi carichi termici e penalizza ovviamente gli on-off che, almeno per ora, non sono in grado di garantire una classe di efficienza sufficientemente alta. E’ importante notare che le classi di efficienza energetica delle nuove etichette non sono confrontabili con le etichette precedenti.

Etichetta ERP 

La stessa macchina che nel 2012 aveva un EER che le faceva avere la classe A, quest’anno potrebbe avere la classe A+ o addirittura A++ grazie al SEER. Infatti ho già visto cataloghi 2013 dove sono indicati sia gli EER che i SEER e la stessa macchina è passata da una efficienza del 4,5 al 7,1.

In riscaldamento la situazione cambia perché il SCOP è più penalizzante del COP, prendendo come riferimento la stessa macchina indicata sopra troviamo infatti un COP di 4,55 ed uno SCOP del 4,10. Nella nuova etichetta energetica potrebbero essere indicati fino a 3 SCOP diversi, questo perché sono previste 3 fasce climatiche diverse a seconda dei paesi dove viene commercializzata la macchina, il produttore ha l’obbligo di indicare sempre almeno i dati della fascia media che di fatto corrisponde anche alle nostre zone.

Altri dati riportati in etichetta sono riferiti alla rumorosità, non spaventatevi se trovate valori di 57 dbA quando prima la stessa macchina riportava 21 dbA. La macchina non è diventata più rumorosa ma semplicemente hanno cambiato il modo di misurare il rumore emesso dall’apparecchio. Prima il rumore veniva riferito alla pressione sonora mentre adesso è riferito alla potenza sonora.

In definitiva, se dovete confrontare 2 climatizzatori, assicuratevi di non confrontare i dati nel modo sbagliato.

Il COP non può essere confrontato con il SCOP!

L'EER non può essere confrontato con il SEER! 

L'etichetta del 2012 non è confrontabile con quella del 2013!

La pressione sonora non è confrontabile con la potenza sonora!

Ciao a tutti.

By Luca Angioi   New System srl   Bibione VE   www.newsystem-shop.it

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11 aprile 2013 4 11 /04 /aprile /2013 15:18

Monitor Conta Energia EcoDHOME per impianti fotovoltaici.

 

Esistono diversi prodotti in grado di rilevare e monitorare impianti fotovoltaici ma spesso i costi sono elevati per un utente privato. Questo Monitor conta energia, oltre a costare meno di € 200,00 IVA compresa ( io lo vendo a € 167,00 www.newsystem-shop.it dove potete trovare anche altre valide alternative), è installabile senza l’aiuto di uno specialista, misura sia l’energia immessa che quella auto-consumata, è molto versatile perché può attivare o spegnere in automatico anche 3 utenze remote abbinando delle spine intelligenti Wi-Fi dello stesso produttore.

 

Ad oggi è il sistema più economico per aumentare l'autoconsumo e monitorare il proprio impianto Fv! Può essere anche la soluzione ideale per chi vuole ricaricare la propria bicicletta o auto elettrica utilizzando solo l'energia prodotta in eccesso.

 

Dato che legge anche i consumi di casa è un valido aiuto psicologico a consumare il meno possibile e vi assicuro che è contagioso, io l’ho provato e anche mia moglie ha iniziato a guardare spesso il monitor per capire quanto stavamo consumando, il segreto è di metterlo in un posto comodo e sempre visibile. Chi vuole conoscere solo i consumi elettrici di casa perchè non ha il fotovoltaico su www.newsystem-shop.it ho soluzioni , come il monitor OWL MICRO+ a meno di € 50,00. 

Ho provato diversi prodotti simili ma per completezza e prezzo l'MCEE SOLAR lo promuovo a pieni voti. I dati sono memorizzati sul monitor e possono essere scaricati a PC per una analisi più dettagliata, si possono analizzare i dati anche delle prese intelligenti collegate al monitor, fino a 12 conteporaneamente. 

 

Pregi: costo molto basso e versatilità.

Difetti: le letture sono attendibili ma non precisissime, ho notato uno scostamento del consumo reale di circa 70 Watt sia nella lettura dell’energia prodotta che in quella consumata.Altesys-MCEE-solar-1.jpg

 

Come lo presenta il produttore EcoDhome:

Sempre più proprietari di case nel mondo hanno installato un impianto fotovoltaico o un micro generatore

eolico per generare energia pulita, ridurre il costo del consumo di energia elettrica e non ultimo per proteggere l'ambiente.L’MCEE Solar, è ideale per capire istantaneamente se il vostro impianto riesce a generare l’energia necessaria a coprire il consumo richiesto dalla vostra abitazione.

 Altesys-MCEE-solar-2.png

MCEE Solar:

 

Il monitor è in tecnologia wireless e quindi può essere posizionato ovunque e sempre a portata di mano in modo da avere sempre sotto controllo i dati visualizzati sul display LCD; questi sono molto semplici da interpretare e danno un’idea istantanea del rendimento del vostro impianto in funzione dei consumi della vostra abitazione o azienda espresso in kW e in Euro.

L’MCEE Solar, incorpora una funzione di allarme, ottico e acustico, il quale avvisa l’utente nel caso in cui l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico è inferiore a quella consumata, questo consente di prendere decisioni quali scollegare le utenze non indispensabili (lavastoviglie, lavatrice, ferro da stiro, ecc.). Le utenze secondarie (televisione, decoder, impianto stereo, PC, ecc.) possono essere collegate a delle prese remote. Il trasmettitore “produzione” (A) è connesso, attraverso il suo morsetto ad induzione, al conduttore della linea alternata 230V proveniente dall’inverter e il trasmettitore “consumo” (B) è connesso al conduttore della linea principale dell’unità immobiliare.

 

Il trasmettitore è predisposto con un doppio supporto in velcro per poter essere fissato facilmente a superfici lisce in prossimità del punto di lettura, adagiato su di una mensola o nascosto nella cavità posta dietro al quadro elettrico. I dati sono inviati di continuo dal sensore a morsetto al monitor tramite un sistema wireless che ha una portata di 20 – 30 metri in campo aperto. L’MCEE Solar è semplice da collegare ed utilizzare e non richiede nessuna modifica all'impianto esistente.

 

Il prodotto è molto richiesto e può essere difficile reperirlo, anche siti che lo danno come disponibile  spesso ne sono sprovvisti e le consegne da parte della stessa Ecodhome ( ditta importatrice del prodotto) sono alquanto inaffidabili e lunghe oltremisura. Ovunque decidiate di acquistarlo chiamate prima di pagare per avere conferma della disponibilità reale del prodotto. 

 

By Luca Angioi

NEW SYSTEM srl  Bibione Ve

www.newsystem-shop.it

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  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecnologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto. Ho scritto un articolo per ProntoPro su come negli ultimi anni l'efficienza energetica sia nettamente migliorata grazie alla nuova tecnologia:  https://www.prontopro.it/blog/come-la-tecnologia-ha-migliorato-il-risparmio-energetico/
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