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16 novembre 2012 5 16 /11 /novembre /2012 10:05

Dopo aver provato il bel sistema di aspirazione ARIAPUR Valsir ho provato a cercare qualche convincente alternativa. Ho contattato quindi la Turbowat che mi ha dato la possibilità di vedere ed “ascoltare “ il loro prodotto. L’idea di base è uguale alla soluzione dell’ARIAPUR Valsir, si tratta sempre di un sistema di aspirazione per bagni ciechi in grado di aspirare sia dall’ambiente che dal WC.

"Con un aspiratore collegato direttamente al Wc gli odori non li sentite mai! Con un aspiratore tradizionale comunque il bagno si satura di odori sgradevoli per diversi minuti. "

APIRONE-2.jpg 

Progettualmente ci sono delle differenze sostanziose e la scelta della Turbowat si dimostra più evoluta, e flessibile. In questo caso è possibile installare il sistema in modo che aspiri solo dal Wc, ideale nel caso si voglia migliorare il comfort in ambienti dotati di finestra apribile o che abbiano già un loro aspiratore e non si voglia cambiarlo. Sul modulo base si trova installato sia il motore brushless a bassissimo consumo ( soli 8 Watt ,silenzioso e con capacità di aspirazione di 40 mc/h) che la scheda elettronica in grado di gestire lo spegnimento ritardato dell’apparecchio impostando il tempo tramite un selettore rotativo ( evitando l’acquisto di un temporizzatore esterno per regolarne il tempo di accensione). Il tubo di aspirazione è di soli 32 mm ed è disponibile anche un kit di tubazioni flessibili per agevolare l’installazione, l’espulsione avviene attraverso un tubo del diametro di 50 mm. Si possono utilizzare cassette wc di qualunque marca e anche modelli non predisposti per l’attacco di aspiratori allo scarico.

Chi volesse completare l’installazione in modo da avere un sistema che aspiri anche dall’ambiente, può optare per il modello ASPIRPLUS, di fatto è lo stesso motore del ASPIRONE  ed è gestito dalla scheda elettronica presente in quest’ultimo. L’ASPIRPLUS consuma 7 W e ha una portata d’aria di oltre 93 mc/h.

ASPIRPLUS5.jpg 

Il modello ASPIRONE  si presenta una volta installato come il coperchio di una scatola elettrica di circa 15 x 30 cm . Il modello ASPIRPLUS si installa sopra all’ASPIRONE e la sua copertura sporge per 5,6 cm. Esteticamente è gradevole e avendo rivolto le feritoie verso l’alto lo sporco che vi si accumula si vede solo al momento della manutenzione.

In sintesi, rispetto al modello VALSIR i vantaggi sono:

-rumorosità inferiore

-prezzo più basso

-tubazioni di aspirazione ed espulsione più piccole

-applicabilità su qualunque marca e modello di cassetta wc incasso.

Grazie ad accordi diretti con il produttore lo potete trovare anche on-line nel mio sito di e-commerce http://www.newsystem-shop.it/ dove propongo solo prodotti selezionati in base al miglior rapporto qualita/prezzo.

 

By Luca Angioi  NEW SYSTEM srl   Bibione  VE

www.newsystem-shop.it

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20 ottobre 2012 6 20 /10 /ottobre /2012 12:38
9) UNA STUFA A PELLET PUO’ SCALDARE I RADIATORI…
a) Solo se l’aria calda arriva in quella stanza.
b) Si, se la stufa è stata progettata per scaldarli.
c) No, perché ci vorrebbe una stufa per ogni radiatore. 
   
E' molto diffuso acquistare stufe a pellets per riscaldare la casa in quanto si è molto attirati dal basso costo di acquisto e dalla possibilità di risparmiare molti soldi sul costo di combustibile. Purtroppo molti acquirenti, non avendo esperienza, si fidano dei venditori da supermercato e dopo pochi giorni dall'aver installato la loro bella stufa si trovano a fare i conti con un confort inadeguato e risultati spesso sotto le aspettative. E' bene precisare che anche la più piccola stufa a pellets che possiamo comprare ha comunque una potenza nominale di almeno 5 kW. non installate mai una stufa normale in corridoio ! è come pensare di mettere un radiatore in corridoio e illudersi che questo scaldi adeguatamente tutte le stanze attorno. Le stufe normali vanno sempre e solo installate nella stanza più grande che avete a disposizione, ok risparmiare ma anche il comfort vuole la sua parte, portare una stanza a 30° per avere le altre a 18° non è comfort!  Per darvi un termine di paragone, una stufetta elettrica per riscaldare il bagno se usata alla massima potenza sviluppa 2 kW, la più piccola stufa a pellets scalda almeno il doppio.
 
 snap stufa idro
Spesso mi capita di vedere stufe installate in corridoi o stanze molto piccole e in queste condizioni una stufa non può certo funzionare in modo corretto, inoltre avrete sicuramente grosse differenze di temperatura tra il luogo dove avete deciso di installare la stufa e le altre stanze, e il comfort lo dimenticate per sempre.    
     
Ricordate quindi, prima di acquistare una stufa, valutate bene dove la potrete installare e non confinatela in un corridoio perchè credo che nessuna persona intelligente installerebbe un radiatore da 5 kw in corridoio sperando di avere un bel calduccio anche nelle camere! In casi come questo abbiate almeno il buon cuore di scegliere i modelli con i condotti dell'aria canalizzabili. A meno che non abitiate in un monolocale o un bel open-space, la scelta migliore ( anche se tecnicamente ed economicamente più impegnativa) è installare un modello "Idro". Per utilizzare termini semplici, i modelli Idro si definiscono così perchè al loro interno hanno uno scambiatore di calore ( oltre a pompa, valvole, ecc) per produrre acqua calda che può essere usata anche per docce, ecc. . Il vantaggio evidente è che il calore prodotto dalla stufa lo posso sfruttare in tutti i radiatori presenti nell'abitazione mantenendo un comfort elevato e risparmiando effetivamente nei consumi.
 snap-TABELLA_COSTI.jpg
Nel grafico che vedete sopra, reperibile facilmente su internet e che ritengo molto attendibile, si può vedere che rispetto ad una caldaia Metano il costo del combustibile è nettamente inferiore, se poi avete una caldaia a Gasolio o Gpl la differenza diventa esorbitante. Il costo indicato nel grafico è riferito ad una caldaia a pellet che può arrivare anche a 10.000 euro di costo installata. Le caldaie a pellets hanno il vantaggio di avere serbatoi più grandi e possono anche essere abbinate a silos in grado di garantire autonomie elevate, le manutenzioni sono meno frequenti ed aumenta l'affidabilità e la durata nel tempo, i modelli più evoluti hanno inoltre un controllo elettronico tramite sonda lambda che riduce al minimo le ceneri ottimizzando continuamente la combustione con risultati veramente ottimi.
 
Una stufa-idro è molto più economica e installata può costare circa 4000/6000 euro, il prezzo può variare a seconda della potenza o qualità della stufa-idro scelta, delle difficoltà di installazione sia a livello impiantistico che della complessità della canna fumaria.
Ricordate pèrò che le stufe se siete pigri o avete poco tempo possono non essere la soluzione giusta per Voi. Usando la stufa 8/10 ore al giorno vi troverete probabilmente a dover svuotare il cassetto delle ceneri tutti i giorni, caricare il pellets tutti i giorni, pulire il braciere con l'aspiratore ogni 2-3 giorni, pulire il vetro e i condotti fumo ogni 2-3 giorni ( una caldaia a pellets può avere la pulizia automatica del braciere e dei condotti fumo e quindi vi basterà caricarla e svuotare il cassetto ceneri una volta a settimana) e tutti gli anni chiamerete lo spazzacamino. Vi consiglio inoltre di non comprare questi prodotti nei supermercati perchè prima dell'acquisto dovete chiedere un sopralluogo ad un tecnico competente per capire come e se è installabile la stufa-idro che vorreste comprare.
   
Le stufe a pellets, come le caldaie a pellets, sono detraibili al 55% solo in caso di "sostituzione di una precedente caldaia", se installate il vostro bel prodotto a pellets senza rimuovere la caldaia non potete detrarre il 55% ( a meno che non troviate qualche professionista poco serio che certifichi il contrario). Potete sempre e comunque usufruire del 50% in 10 anni (il 50% sostituisce il 36% e attualmente rimarrà in vigore fino a giugno 2013), nessun costo aggiuntivo e non serve neppure rivolgersi a un professionista per la certificazione. Per il 50% dovete solo ricordarvi di pagare con bonifico bancario chiedendo il modello predisposto ( attenti a non usare i modelli normali !!!) e poi ricordarvi di consegnare al vostro commercialista la fattura quando dovete presentare la vostra dichiarazione sui redditi insieme ai dati catastali dell'immobile dove l'avete installata. Non serve essere i proprietari per portare in detrazione la spesa.
 
Quindi:
9) UNA STUFA A PELLET PUO’ SCALDARE I RADIATORI…
Ciao a tutti e se avete domande sarò lieto di risponderVi.
     
Luca Angioi, NEW SYSTEM srl Bibione VE
 
b) Si, se la stufa è stata progettata per scaldarli.
     

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12 ottobre 2012 5 12 /10 /ottobre /2012 09:24

 

 

 

 

 

 

Politiche Europee:

 

In Europa è possibile trovare moltissimi esempi di soluzioni intelligenti e innovative ai problemi climatici, che riducono l'inquinamento da CO2 e contemporaneamente migliorano la qualità di vita dei cittadini. Con l’obiettivo di promuovere in tutto il territorio dell’UE soluzioni di questo tipo, la Commissione ha lanciato in questi giorni una nuova campagna dal titolo: “Il mondo che ti piace. Con il clima che ti piace”.

 

L’iniziativa proseguirà fino alla fine del 2013 e rientra nel quadro della “Tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050”.

 

 

visita il sito

http://world-youlike.europa.eu/en/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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11 settembre 2012 2 11 /09 /settembre /2012 11:09

Klimaenergy e Klimamobolity 2012

Ritorna l’appuntamento con le fiere sull’energia rinnovabile e sulla mobilità sostenibile, dal 20 al 22 Settembre 2012 a Bolzano. Non solo pannelli solari, ma tanti prodotti e servizi dai settori biomassa, biogas, idroelettrico, geotermia, co- e trigenerazione e finanziamenti sono al centro dell'attenzione di Klimaenergy con 194 espositori.

Un fiera che si rivolge agli enti pubblici, locali e territoriali e alle aziende industriali, artigianali e alberghiere che intendono coprire il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili; ad ingegneri, tecnici e progettisti che cercano idee e soluzioni innovative nelle applicazioni di fonti rinnovabili; a tutti gli operatori del settore in cerca di informazioni aggiornate.

 

Contemporaneamente a Klimaenergy si svolgerà  Klimamobility fiera specializzata per la mobilità sostenibile e testare veicoli elettrici nell’apposita area test, partecipare a visite guidate ad impianti locali già implementati, e scoprire quali sono gli enti pubblici italiani più virtuosi in campo energetico grazie al concorso Klimaenergy-Award.

Una fiera sulla carta interessante, spero di riuscire a liberarmi per farci un giro e raccontarvi le novità presentate in fiera.

 

 By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl Bibione  VE   www.newsystem-online.it

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6 settembre 2012 4 06 /09 /settembre /2012 08:43

RISCALDAMENTO RADIANTE ELETTRICO A PAVIMENTO.

COSE’? Quando si parla di riscaldamento radiante a pavimento si pensa subito a delle tubazioni annegate nel pavimento e nelle quali circola acqua calda, esiste però anche la variante elettrica di questo tipo di impianto. L’idea di base è quindi uguale ma il riscaldamento è generato direttamente facendo passare energia elettrica in delle strisce, cavi o matasse create appositamente per questo utilizzo. Il prodotto normalmente viene annegato nel massetto del pavimento ma ci sono soluzione studiate appositamente per la posa nello strato di colla delle piastrelle o a secco direttamente sotto i pavimenti in laminato o in legno flottanti, ideale quindi per ristrutturazioni veloci.

P1020171 

QUANDO CONVIENE? Rispetto al sistema tradizionale i costi di realizzazione sono più bassi e l’installazione è molto semplificata in quanto non è richiesto nessun generatore di acqua calda. Questo tipo di impianto è la soluzione ideale per chi vuole riscaldare una o più stanze per brevi periodi godendo del comfort offerto dai sistemi radianti, noi infatti abbiamo realizzato questa soluzione in una casa vacanza al mare. In italia questa tipologia d’impianto è sfavorita dall’alto costo dell’energia elettrica e quindi non risulta conveniente nell’utilizzo continuativo.

QUALI SONO I COSTI DI GESTIONE? I costi di gestione di un impianto radiante completamente elettrico possono essere anche del 300% superiori al costo di gestione di un impianto identico servito da una moderna caldaia a condensazione. Per chi volesse staccarsi dal metano (o g.p.l. o gasolio) per andare esclusivamente con energia elettrica spesso la soluzione migliore  rimane quella di abbinare all’impianto radiante idronico una buona pompa di calore aria/acqua. Il costo dell’energia elettrica in Italia oggi è minimo di 23 centesimi di euro al kWh, inoltre aumentando il consumo elettrico il costo si alza notevolmente superando a volte anche i 30 centesimi al kWh. Installando una pompa di calore è possibile chiedere il secondo contatore dedicato, in questo modo il prezzo dell’energia elettrica al kW rimane basso. E’ quindi ovvio che per scegliere la soluzione migliore tra radiante idronico o elettrico è bene affidarsi ad un professionista che sia in grado di calcolare costi di realizzazione e di gestione di entrambe le soluzioni per dare la possibilità al cliente di prendere una decisione consapevole e corretta.

QUANTO ELETTRICITA’ CONSUMA? Chi avesse intenzione di realizzare un impianto radiante elettrico per riscaldare parecchi metri quadri di abitazione, è bene che tenga conto del consumo elettrico totale dell’impianto e degli elettrodomestici per evitare di far saltare spesso il contatore. Per ovviare a questo problema è bene installare da subito un ripartitore di carico, alcuni produttori di impianti radianti elettrici prevedono già la possibilità di comandare l’impianto con delle loro centraline che, oltre a gestire le temperature nelle varie stanze, sono in grado di monitorare i consumi elettrici dell’abitazione evitando il distacco del contatore. Il consumo al Mq di questi impianti dipende dal prodotto utilizzato e da come viene posato, indicativamente si va dai 100 Watt fino ai 200 Watt al metro/quadro.

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione VE   www.newsystem-online.it

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30 agosto 2012 4 30 /08 /agosto /2012 08:26

Il 27 Agosto 2012 siamo entrati nel Quinto Conto Energia e già ci si chiede quanto durerà, per il momento vediamo quanto può ancora essere conveniente. Mi sono creato un foglio di calcolo per simulare cosa succede per il primo semestre di applicazione del V Conto Energia valutando :

 

1 impianto da 2 kWp EU

1 impianto da 3 kWp EU

1 impianto da 3 kWp con moduli non-europei

1 impianto da 4 kWp EU

1 impianto da 6 kWp EU con autoconsumo al 50%

1 impianto da 6 kWp EU con autoconsumo al 80%

 

V-Conto-Energia-tabella1.jpg

 

Il costo d’impianto (ho riportato un prezzo di mercato di Luglio 2012) è sicuramente destinato a diminuire e questo aiuterà a ridurre i tempi di ammortamento, però bisognerebbe anche considerare almeno la spesa assicurativa che ammonta a circa 70,00 euro anno ogni 3 kWp. Volete essere ancora più pignoli? Inserite nel calcolo le eventuali spese di manutenzione, il costo del prestito bancario e il decadimento di rendimento dei moduli fotovoltaici.

 

Ho volutamente realizzato una tabella semplice e facile da capire giusto per dare un orientamento attendibile a chi si avvicina al fotovoltaico per la prima volta.

 

 

La produzione annuale è indicativa, la produzione reale dipenderà principalmente da:

orientamento, inclinazione, ombreggiamenti e località di installazione ( nord-centro-sud italia).

 

Nella seconda parte della tabella le colonne I-J-K indicano il valore dei premi riconosciuti per kWh, le colonne L-M-N-O riportano il vantaggio economico per ogni anno si funzionamento e la colonna P somma i vari premi e risparmi sulla bolletta evidenziando quindi il guadagno annuale.

 

In quanti anni avrò quindi ripagato il mio impianto fotovoltaico?

 

V Conto Energia tabella2-copia-1 

 

 

Avrete già visto che non ci sono grandi differenze tra le diverse potenze di impianto, il maggior beneficio si ha consumando il più possibile quanto l’impianto riesce a produrre. Infatti, a parità di potenza, se aumento il mio autoconsumo dal 50% al 80% con un impianto da 6 kWp riuscirò a ridurre di almeno 1 anno il tempo di ammortamento. La colonna Q risponde alla fatidica domanda del tempo di ammortamento,

V Conto Energia tabella3

 

 

Diventa quindi sempre più conveniente sostituire la propria caldaia a combustibile fossile (soprattutto se gpl o gasolio) con una moderna pompa di calore elettrica.

 

Con il IV Conto Energia simulazioni del genere portavano ad un tempo di ammortamento di circa 7 anni, quindi ipotizzando un prezzo al kWp installato inferiore a quanto io ho indicato si può dire che il V Conto Energia (almeno per piccoli impianti) non sia così drammatico come poteva sembrare inizialmente.

 

In conclusione ritengo che ad oggi, sia ancora un buon investimento realizzare il proprio impianto fotovoltaico. Dopo il V Conto Energia potremmo raggiungere la GRID PARITY e quindi non verranno più rilasciati altri Conti Energia, approfittatene finche potete, gli incentivi durano o dovrebbero durare ;-) 20 anni.

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione  VE   www.newsystem-online.it

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27 agosto 2012 1 27 /08 /agosto /2012 07:41

Il Decreto Legislativo 28/2011 ha messo le basi per il "conto Energia a favore delle Biomasse", dovrebbero mancare poche settimane all'emanazione del decreto attuativo che definirà le regole e gli incentivi per spingere un mercato dalle grandi potenzialità. Sostituire una caldaia a gasolio con una a biomasse porta vantaggi economici che possono superare il 60%, vuol dire che ogni € 1.000,00 euro che spendete per il riscaldamento ne potete risparmiare € 600,00 !!!

  

L'attuale bozza di decreto prevede che possano beneficiare dell'incentivo:

  • le persone fisiche,
  • i condomini,
  • gli enti e soggetti titolari di partita IVA.

  

Gli incentivi saranno diversificati tra tipologia di prodotto:

  • Caldaie a biomassa fino a 500 kW con rendimento minimo del 87%+ valore proporzionale alla potenza nominale e conformi alla norma UNI EN 303-5.
  • Stufe e termocamini a pellets con rendimento termico utile maggiore dell' 85% e conformi alla norma UNI EN 14785.
  • Termocamini a legna con rendimento termico utile maggiore dell' 85% e conformi alla norma UNI EN 13229.
  • Stufe a legna con rendimento termico utile maggiore dell' 85% e conformi alla norma UNI EN 13240.

Si tratterà di un vero e proprio contratto che prevede anche:

  • Per i sistemi a pellets: l'obbligo di utilizzare pellets certificato e confrome alla UNI EN 14961-2 classe A1 o A2
  • Per i sistemi a legna: l'obbligo di utilizzare legna conforme alla norma UNI EN 14961-5 classe A1 O A2 O B.
  • Per i sistemi a cippato: l'obbligo di utilizzare cippato conforme alla norma UNI EN 14961-4 classe A1 o A2 o B.

Gli incentivi sono ancora da definire ma dovrebbero premiare in modo proporzionale i prodotti con rendimento migliore. Il pagamento dell'incentivo sarà a carico del GSE e potrà essere o semestrale oppure ogni 2 mesi a seconda della potenza installata. Il conto energia non sarà cumulabile con la detrazione fiscale del 50% o del 55%.

 

Appena saranno definiti gli incentivi si faranno gli opportuni calcoli sperando ovviamente che sia più vantaggioso il conto energia rispetto alle detrazioni attualmente in vigore.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche Trasforma la caldaia da gasolio a pellets!

 

Ciao a tutti.

 

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl  BIBIONE  VE   www.newsystem-online.it

 

 

 

 

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7 agosto 2012 2 07 /08 /agosto /2012 08:03

Uno dei prodotti più interessanti nel mercato residenziale del FotoVoltaico è sicuramente il MICROINVERTER, come dice il nome stesso si tratta di inverter di piccola dimensione e potenza, ogni microinverter va installato e abbinato ad ogni singolo modulo. Il vantaggio è che su impianti con problemi di ombreggiamento difficili da gestire o con i moduli fotovoltaici disposti su varie falde con orientamenti diversi, riusciamo ad ottimizzare la resa dell’impianto con importanti aumenti di produttività, inoltre si risparmia spazio in casa perché vengono montati dietro al pannello. 

 microinverter-Enphase3.png

 

La compatibilità tra pannello e micro-inverter non è totale e quindi bisogna affidarsi a chi ha le giuste competenze tecniche per non cadere in grossolani errori.Giusto per darvi una idea ricordate che il microinverter della Enphase (esiste 1 solo modello importato in europa): lavora solo con moduli a 60 celle; accetta moduli con potenza massima da 190Wp a 260Wp; nel lato AC l'imput si ferma a 215Wp continui; non può funzionare con moduli amorfi o a film sottile. Molto importante in questo tipo di impianti sono il dimensionamento dei cablaggi e la distibuzione dei carichi nelle varie diramazioni, errori gravi possono portare alla mancata accensione di alcuni microinverter a causa delle eccessive perdite e relativo innalzamento del voltaggio.

Ogni microinverter ha un MPP ( inseguitore del massimo rendimento) e quindi i moduli con basso rendimento perché sporchi, ombreggiati o difettosi non andranno più a compromettere il rendimento di tutto l’impianto. Ricordate che se un pannello rende 50 Watt invece che 200 Watt, tutti quelli ad esso collegato renderanno 50 Watt, vuol dire che una stringa da 10 moduli renderà 500 Watt invece che 2000 !

microinverter-Enphase2.png

 

Data la grande diffusione che stanno inizando ad avere questi prodotti, si stanno affacciando sul mercato nuovi concorrenti che però on possono garantire la stessa qualità costruttiva e le stesse performance del modello Enphase M215. Primo fra tutti il nuovo micro-inverter Aurora Power One disponibile in due versioni di diversa potenza, oppure ENECSYS con diversi prodotti a catalogo. Il costo del modello Enphase  si aggira sui 150,00 euro cad. + IVA e questa cifra va moltiplicata per il numero di moduli che compongono l’impianto. In situazioni normali, senza problemi di ombreggiamento o di distribuzione dei moduli con orientamenti  tra di loro, i sistemi tradizionali con singolo inverter con 1 o più inseguitori MPP rimangono la soluzione consigliata perchè meno costosa, almeno nel caso che non vi interessi il monitoraggio remoto dell'impianto e neppure avere una garanzia di 25 anni sull'inverter!! ( Power One invece si ferma a 10 anni anche sui suoi micro-inverter). Un inverter "normale" è garantito solo 5 anni e l'estensione massima (che può arrivare a 20 anni) ha un costo che da solo annulla la maggiore spesa rishiesta per realizzare un impianto con i sistemi della Enphase.

 

Il sistema di monitoraggio dei sitemi Enphase è assolutamente ottimo (oltre a non richiedere costi aggiuntivi) e permette di controllare nel dettaglio ed in tempo reale i parametri di funzionamento di ogni singolo pannello e relativo microinverter installato.

 

In definitiva sono prodotti ottimi che si diffonderanno sicuramente in maniera massiccia perché sono l’unica soluzione attualmente disponibile per far rendere bene un impianto anche in presenza di ombreggiamenti dovuti a camini, alberi, ecc. Inoltre consentono di ottimizzare anche impianti non condizionati da ombreggiamenti aumentando la resa in modo reale ( guardate sul sito enphase.com/it gli impianti già funzionanti monitorati in tempo reale) annullando completamente le perdite di rendimento tra pannelli di uguale potenza nominale ma con potenza reale diversa tra loro ( normalmente conosciuto come mismatching).

 

In definitiva: da consigliare vivamente, ATTENZIONE PERO' ALLA NORMATIVA CEI 0-21 per impianti entrati in funzione dopo il 31 giugno 2012 e con potenza superiore ai 3 kWp. Ho partecipato recentemente ad un corso Enphase e stanno lavorando per la compatibilità con questa norma nazionale ma attualmente il loro prodotto (e a quanto pare anche quelli di altri marchi) non soddisfa quanto richiesto dalla CEI 0-21 e quindi chi volesse realizzare un impianto sopra i 3kWp è bene che si informi direttamente in Enphase per avere informazioni dettagliate e aggiornate.

 

Adesso (Agosto 2012) per ovviare al problema di compatibilità CEI 0-21 i Costruttori propongono  un dispositivo esterno che consenta la gestione della potenza attiva e reattiva. Pertanto i microinverter  potranno essere utilizzati su impianti connessi in bassa tensione di taglia superiore ai 3kW, però solamente nei casi in cui il Distributore di rete richieda cosfi uguale a 1 o in combinazione al dispositivo esterno di gestione della potenza attiva e reattiva.

 

By  Luca Angioi

NEW SYSTEM srl   Bibione   VE

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30 luglio 2012 1 30 /07 /luglio /2012 14:05

Riscaldamento a battiscopa:

Quando si pensa ad un impianto di riscaldamento è normale pensare alla possibilità di scaldare casa propria con i 3 sistemi più diffusi:

-          Ventilconvettori: rapidissimi nel raggiungere la temperatura ma regalano un bassissimo comfort  e non permettono di lavorare a bassa temperatura, solitamente sono usati negli uffici o negozi.

-           

-          Radiatori: producono un comfort di medio livello e ormai sono disponibili in una infinità di forme e colori (evitate il cromato!!! Radiatore Cromato, che fregatura! ) e molti permettono anche di lavorare a basse temperature garantendo un funzionamento ottimale anche in abbinamento a pompe di calore o caldaie a condensazione.

-           

-          Impianti radianti: sempre più diffusi, offrono ottimo comfort con la sola pecca di avere una enorme inerzia termica dovuta al massetto. Per ovviare al problema dell’inerzia si iniziano ad usare molto i sistemi a secco o comunque con ridottissimo spessoreImpianti Radianti . Esistono anche versioni da installare a parete e a soffitto, inoltre si possono usare anche per climatizzare gli ambienti in estate con ottimi risultati purchè abbinati ad un buon sistema di deumidificazioneImpianto Radiante a tubi capillari RRI .

 

Ai 3 sistemi sopra indicati va però aggiunto un valido concorrente che purtroppo spesso viene dimenticato:

 

-          Il battiscopa radiante: Questo sistema è un compromesso tra il radiatore ed il sistema radiante. I produttori dichiarano che almeno l’80% del riscaldamento è ottenuto grazie all’irraggiamento e quindi garantisce un alto livello di comfort grazie all’ottima distribuzione del calore. Rispetto ai radiatori quindi il comfort è maggiore e rispetto ai sistemi radianti è più veloce ad arrivare in temperatura, inoltre si sposa molto bene in caso di ristrutturazione perché è poco invasivo ed esteticamente gradevole.battiscopa-radiante-fotografia-sezione.jpg

Ovviamente anche questo prodotto va studiato e valutato di volta in volta, il costo non è proprio competitivo perché oltre a costare il materiale si  richiede anche una buona quantità di manodopera per la realizzazione. L’arredamento può influenzare pesantemente il risultato sperato, anche se i produttori cercano di minimizzare questo limite mi sembra chiaro che se l’80% del calore viene prodotto per irraggiamento e io ho metà del perimetro riempito di armadi avrò un calo della potenza erogata e una diminuzione del comfort abbastanza evidente.

 

Il rendimento anche in questi sistemi dipende ovviamente dalla differenza tra la temperatura media dell’acqua che circola nell’impianto e la temperatura dell’ambiente che devo riscaldare. Per fare un esempio reale, un produttore dichiara che il suo battiscopa rende 75,5Watt/metro con un differenziale termico di 30°C, quindi se in casa ho 20°C l’acqua media dovrà avere almeno 50°C e quindi la temperatura di mandata dell’acqua sarà di 55°C.

battiscopa-radiante-schema.jpg

 

 

 

 

Dall’esempio, conoscendo  il fabbisogno termico, è facile calcolare di quanti metri avrò bisogno per riscaldare il mio ambiente. Qualora lla lunghezza necessaria risulti eccessiva si può alzare la temperatura dell’acqua per aumentare la potenza disponibile, ricordate però che con una T° di ritorno superiore ai 50°C le caldaie a condensazione rischiano di non condensare Quando una Caldaia a Condensazione condensa? più e quindi il rendimento della caldaia diminuisce.

 

 

 

 

 

 Per casi particolari esistono anche soluzioni di battiscopa elettrico o battiscopa ad acqua con 4 tubi per aumentarne la resa al metro, dei prodotti che conosco nessuno è studiato per raffrescare.

battiscopa-radiante-fotografia-elettrico.jpg

In conclusione considero i sistemi a battiscopa una ottima possibilità per riscaldare i propri ambienti però, come per ogni sistema di riscaldamento, bisogna conoscerne i limiti per poterne sfruttare i pregi. Il sistema perfetto non esiste, il sistema migliore per la propria abitazione (o ufficio, negozio, ecc..) esiste ma ogni caso va studiato singolarmente perché ogni casa è diversa dall’altra e ogni famiglia utilizza la propria abitazione in modo diverso dal proprio vicino.

 

By Luca Angioi. NEW SYSTEM srl   Bibione VE  www.newsystem-online.it

 

 

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27 luglio 2012 5 27 /07 /luglio /2012 07:46

Entrato in vigore il Decreto Sviluppo con le novità normative sugli incentivi

Il decreto legge 83 del 22 giugno 2012 è entrato in vigore il 26 giugno: ora gli interventi a risparmio energetico hanno il 14% in più di detrazione, dal 36% al 50% della spesa.

 

Queste le nuove regole:


- la detrazione per il recupero edilizio passa al 50% su 96mila € (raddoppia il tetto)


- è importante la data dei pagamenti dato che la legge è in vigore dal 26 giugno 2012. Chi ha già avviato lavori e pagamenti, ai pagamenti dal 26 giugno in poi saranno agevolabili al 50%


- le 2 detrazioni (50% ex 36% e 55%) coesistono fino al 31 dicembre 2012, poi anche il 55% viene portato al 50% fino al 1 luglio 2013 quando decade

 

 

NEWS del 27/07/2012:Sembrava ormai definito l’art.11 del nuovo decreto sviluppo ma appena prima di essere approvato sono arrivate in extremis le ultime modifiche: un emendamento presentato da Alessandro Bratti (PD)  prolunga la vita del 55% per la riqualificazione energetica fino al 30 giugno 2013, quindi il passaggio al 50% di detrazione riferito ad interventi mirati a contenere i consumi energetici slitterà di 6 mesi … salvo ulteriori modifiche ;-).

 

Opere ammesse alla detrazione del 50%

 
opere per il conseguimento di risparmi energetici, anche senza opere edili, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

 

Opere ammesse alla detrazione del 55%

 
interventi mirati a: installazione di pannelli solari per acqua calda, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, pareti isolanti e coibentazioni, infissi con requisiti speciali, riqualificazione energetica dell’edificio che porti ad almeno il 20% di risparmio rispetto alla situazione precedente.

 

tratto da www.domotecnica.it

 

A breve verranno chiariti gli adempimenti necessari per poterne usufruire in modo corretto, sembra comunque che non ci saranno grossi problemi burocratici (strano per essere in Italia) come già succedeva per il 36%:

- Non dovrebbe essere necessaria nessuna comunicazione all'Enea.

- I lavori non ancora pagati potranno usufruire del 50% di detrazione purchè il pagamento sia sucessivo al 26 giugno.

- E' obbligatorio pagare con bonifico indicando nello stesso "decreto n°83 del 26 giugno 2012"

- La fattura può non indicare l'entità della manodopera.

 

Rientrano nel 50% praticamente tutti gli interventi di riqualificazione, per quanto riguarda la parte impiantistica possono beneficiare della detrazione:

 

- caldaie

- climatizzatori e pompe di calore (di tutti i tipi)

- impianti autoclave

-caldaie e stufe a pellets

- impianti di ricambio aria

- rifacimento bagni

- piscine

- irrigazione

 

Al 50% di detrazione possono accedere tutti i condomini con codice fiscale e questi possono portare in detrazione anche le spese di manutenzione ordinaria delle parti comuni.

 

Il tempo di rientro è fisso in 10 anni indipendentemente dall'età del beneficiario.

 

L'iva è ridotta del 10% salvo casi dove il valore del bene significativo ( caldaia, condizionatore, ecc) sia eccedente il 50% dell'importo totale, in questo caso verrà applicata parzialmente l'IVA al 21%.

 

Ciao a tutti.  Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  BIBIONE   www.newsystem-online.it

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  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecnologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto, Running, Camper. Sono presidente di una nuova rete di imprese: Rete PREGI, le migliori aziende termo idrauliche in Friuli Venezia Giulia e Veneto. Ho scritto un articolo per ProntoPro su come negli ultimi anni l'efficienza energetica sia nettamente migliorata grazie alla nuova tecnologia:  https://www.prontopro.it/blog/come-la-tecnologia-ha-migliorato-il-risparmio-energetico/
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