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19 marzo 2012 1 19 /03 /marzo /2012 13:20

CLIMATIZZATORI, ogni quanto vanno ricaricati?

L’argomento è sempre fonte di discussione tra chi possiede un condizionatore, molte persone con le quali ho parlato mi hanno confidato che il loro installatore gli ha detto che ogni 2 anni il gas del condizionatore di casa va ricaricato.

 

Ogni 2 anni va ricaricato?  Gigantesca bugia!

 

Io ai miei clienti dico sempre la verità.

 

Il primo sintomo di un condizionatore scarico di gas è che raffresca poco, prima di tutto controllate i filtri dell’unità interna ed assicuratevi che siano puliti, controllate di aver impostato correttamente il telecomando e assicuratevi che non abbia le batterie scariche, se questo non basta chiamate il tecnico.

 

Un impianto di condizionamento in teoria non andrebbe “MAI” caricato, è però vero che a volte ci sono delle micro perdite molto difficili da individuare anche con i più sofisticati strumenti. Io propongo un ragionamento logico, se la ricarica di gas deve essere fatta ogni 2 anni è bene fare un controllo delle perdite. Inoltre, se l’installatore è serio, dovrebbe essere lui che a sue spese si offre di ricercare la perdita e risolvere l’inconveniente.

 

Quando il condizionatore tiene la carica di refrigerante per almeno 4 o 5 anni può essere più costoso cercare e riparare la perdita piuttosto che limitarsi a ricaricare il gas che manca.

 

Ricordate che per legge "è vietato non riparare la perdita" e inoltre gli impianti con più di 3 kg di refrigerante devono essere registarti e controllati almeno 1 volta all'anno, leggi il mio nuovo articolo sul regolamento FGAS Normativa F-GAS dpr 43/2012  . 

 

Per scegliere il tuo climatizzatore leggi Condizionatori, le marche ai raggi X. Mitsubishi, Panasonic, ecc. e se vuoi essere sicuro della potenza che ti serve vedi Quale potenza deve avere il mio condizionatore?

 

Il ciclo frigorifero è una sequenza che si ripete in modo perpetuo grazie alle caratteristiche fisiche del gas refrigerante, l’impianto dovrebbe essere a tenuta ermetica. Il refrigerante non si consuma durante le varie trasformazioni di stato e se viene a mancare è esclusivamente per colpa di qualche perdita. Il 99% delle perdite si trovano nelle giunzioni fatte in fase di installazione e nella maggior parte dei casi l’errore viene commesso nei raccordi dell’unità interna perché è più scomodo lavorarci.

 

Ma allora, perché molti installatori già al momento della vendita avvisano il cliente che il suo impianto di condizionamento andrà ricaricato entro 2 anni?

 

E’ molto semplice da capire, il cliente che è stato preventivamente avvisato dal suo installatore, troverà normale dover spendere soldi per aggiungere il gas mancante al proprio impianto e quindi non si lamenterà per questo.

 

Ci sono ancora molti condizionatori installati e funzionanti che utilizzano il gas R22, questo tipo di gas è disponibile solo come "rigenerato" fino al 2015 e poi ne sarà bloccata la vendita. Esistono già delle miscele di gas sostitutive create apposta per la sostituzione del R22, ad esempio R424A, R417A, R422D, ecc. In questi casi però è consigliata la sostituzione in toto del refrigerante contenuto nell'impianto per evitare di scombinare la miscela rovinando così le capacità refrigeranti della stessa.  

 

I costi del refigerante variano molto a seconda delle tipologie e del fornitore scelto, i sostituti dell'R22 sono i più costosi e si trovano in vendita a prezzi che superano anche i 100,00 € al Kg. Nella mia zona il gas per il retrofit dell'R22 più a buon mercato è l'R417A che lo riesco a vendere al cliente finale a circa 50,00 €/kg.

 

Oltre al costo per l’intervento, ricordate che i gas attualmente utilizzati negli impianti domestici e commerciali, R407C e R410A, sono molto dannosi per l’effetto serra: 1 kg di R410A inquina quanto 1800kg di CO2 ! E per fortuna che sono definiti gas ecologici (CLIMATIZZATORI e il gas falsamente ecologico. )!

 

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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 14:43

E’ da poco disponibile una nuova pompa di calore dalle caratteristiche molto interessanti , prodotta da THERMOCOLD e adattissima alle nuove costruzioni con richiesta di potenza termica contenuta e spazi per l’installazione sempre più ridotti. Una soluzione dalle ottime caratteristiche che sicuramente proporrò ai miei clienti.

 Ecco come THERMOCOLD presenta HIDEWALL.

Thermocold hidewall

Hidewall  rappresenta il più avanzato Concept di prodotto che associa alla tecnologia del multifunzione un nuovo format di installazione rispetto agli schemi tradizionali.

Infatti Hidewall è il primo sistema di climatizzazione estiva, invernale e produzione di acqua calda sanitaria che è possibile installare ad incasso, in modo totalmente invisibile rispetto al prospetto della facciata di un edificio.

L’installazione ad incasso permette di armonizzare totalmente il prodotto, destinato alla climatizzazione dell’appartamento, nel contesto architettonico dell’edificio, permettendo agli architetti di rendere più pulita l’estetica del complesso ed al costruttore di non dover destinare superfici, importanti per il cliente finale, al complesso riscaldamento e climatizzazione tradizionale.


L’adozione di nuove tecnologie di compressione, di gas ecologici come l’R134 e le competenze maturate con un lungo know-how di esperienza nella tecnologia del multifunzione ci hanno permesso di presentare un nuovo prodotto per le applicazioni residenziali con un range di funzionamento molto più esteso rispetto alle pompe di calore tradizionali, potendo operare con temperature invernali fino a -20°C e produrre acqua calda sia per la climatizzazione invernale che per usi sanitari fino a 75°C.

Funzionamento con radiatori

Con temperatura esterna -20°C > temperatura di produzione acqua da 35°C a 62°C.
Con temperatura esterna -15°C > temperatura di produzione acqua da 35°C a 68°C.
Con temperatura esterna -10°C > temperatura
di produzione acqua da 35°C a 75°C.

HIDEWALL può fornire acqua calda sanitaria durante tutto l’anno senza l’utilizzo della valvola a tre vie, garantendo produzione di ACS GRATIS durante la stagione estiva, grazie al recupero termodinamico del calore di condensazione.

L’importanza nel produrre acqua a così alta temperatura è determinante per poter affermare che questo prodotto è in grado sia di produrre acqua calda in modo quasi istantaneo come le caldaie, sia di ridurre gli accumuli e gli ingombri altrimenti necessari per le caldaie tradizionali.

L’acqua viene riscaldata con l’elevata efficienza descritta, ad una temperatura molto maggiore rispetto a quanto si ottiene con normali pompe di calore. Questa temperatura è anche sufficientemente elevata per eliminare il batterio e inoltre il sistema è in grado di innescare autonomamente un ciclo antilegionella a seconda della necessità.

Inoltre è predisposto per l’integrazione con impianti solari termici racchiudendo al suo interno tutti gli accessori idrici necessari.

Le elevate performance e gli alti COP consentono di usufruire degli incentivi fiscali del 55% previsti.

Accumulo da 130lt integrato per l’acqua calda sanitaria

Tutte le unità della famiglia HIDEWALL includono al loro interno un serbatoio dalla capacità di 130 lt per l’accumulo di acqua calda sanitaria.

Kit idrico per connessione diretta al collettore solare termico

La versione energetica SI prevede un kit per l’integrazione con l’impianto solare termico che consente la miscelazione dell’acqua calda direttamente all’interno del serbatoio, garantendo una notevole riduzione dei consumi energetici.


Gestione indipendente dei set point

E’ possibile impostare set points differenti e completamente indipendenti per la climatizzazione estiva ed invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.

In questo modo l'unità lavora con COP differenziati, uno per la climatizzazione invernale ed uno per il sanitario, ottenendo un incremento notevole nel rendimento dell'unità durante la sua operatività annuale.

Il Dynamic Set Point consente di ottimizzare l'apporto termico fornito alle utenze durante tutto il periodo di funzionamento dell’unità. A seconda del carico termico dell’impianto, il set point si adatta autonomamente garantendo sempre una temperatura ottimale dell’acqua di alimentazione dei terminali di impianto, fornendo solo l’energia termica necessaria in funzione della temperatura dell’aria esterna. In questo modo si ottiene un notevole risparmio energetico mantenendo le condizioni ottimali di comfort anche quando la macchina lavora con temperature esterne particolarmente gravose.

Digital Defrost

Nel sistema di controllo elettronico è stata implementata una nuova tecnologia di sbrinamento capace di azzerare la produzione di energia negativa verso l’impianto nelle fasi di sbrinamento durante le quali una pdc inverte il ciclo in modalità chiller producendo acqua fredda. Il Digital Defrost è un sistema di sbrinamento digitale auto adattivo in grado di prevenire la formazione di brina ed intervenire solo in caso di presenza reale di deposito sulle alette della batteria. La macchina è soggetta ad un numero notevolmente ridotto di cicli di sbrinamento. La riduzione degli stress meccanici dovuti alle inversioni di ciclo in modalità riscaldamento comporta quindi un incremento della vita utile oltre a vantaggi in termine di comfort percepito dall’utente.

 

Ulteriori informazioni su www.thermocold.it

Ps: anche Lamborghini Calor ha presentato questo prodotto mettendoci il proprio marchio

 

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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 11:00

Ho da poco scoperto una fiera che , almeno sulla carta, sembra molto interessante. Ad oggi non cci sono ancora stato e quindi vi giro come lo presentano nel sito http://falacosagiusta.terre.it/ dove potete trovare anche molte altre informazioni utili.

 

Cos'è Fa' la cosa giusta!

Nata nel 2004 a Milano da un progetto di Terre di mezzo, Fa' la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giungerà dal 30 marzo al 1°aprile 2012 alla sua nona edizione e si svolgerà come di consueto presso i padiglioni 2 e 4 di Fieramilanocity, storico quartiere fieristico di Milano.

L'esperienza del marzo scorso si è conclusa con la presenza di 70.000 visitatori, 750 realtà espositive, 1.560 studenti e 770 giornalisti accreditati. Un mondo dell'economia solidale rappresentato in vari contesti (12 sezioni tematiche) e in costante crescita.


In questi anni è infatti cresciuto notevolmente l'interesse per il mondo che si riconosce nella definizione di "Economia Solidale": un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.

Il circuito nazionale comprende oggi:
Fa' la cosa giusta! Trento (VII edizione - ottobre 2011)
Fa' la cosa giusta! Genova (III edizione - settembre 2011)
Fa' la cosa giusta! Sicilia (I edizione - maggio 2012)

10 sezioni tematiche:


TURISMO CONSAPEVOLE

Associazioni, enti pubblici, imprese profit o non profit e turismo rispettoso dell'ambiente, dei diritti dei popoli e dei lavoratori.


ABITAREGREEN

Arredamento eco-compatibile, equo e solidale; design per la sostenibilità e l'accessibilità; studi di progettazione sostenibile, autocostruzione, materiali naturali o di riciclo, detersivi eco compatibili, aziende e sistemi per la raccolta e il riciclo, bio-edilizia e bio-architettura, risparmio energetico, agevolazioni fiscali e finanziamenti etici, energia prodotta da fonti rinnovabili. Spazio Orti e giardini.


COMMERCIO EQUO e SOLIDALE

Empori e botteghe del mondo, produttori del Sud del mondo, associazioni.


COSMESI NATURALE


CRITICAL FASHION
"Consumare moda critica" significa dedicare attenzione non solo allo stile e alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano.


IL PIANETA DEI PICCOLI

MANGIA COME PARLI
Aziende agricole (produttori e trasformatori) e distributori biologici e biodinamici; realtà che difendono la biodiversità; produttori locali a "Km 0".


MOBILITA' SOSTENIBILE

PACE E PARTECIPAZIONE
Associazioni locali e nazionali, distretti e reti, campagne, gruppi informali, gruppi d'acquisto, associazioni per la pace e la nonviolenza, Ong, volontariato, banche del tempo, comunità di vita, associazioni di tutela dei consumatori (Salone dei Consumatori), sindacati.


SERVIZI PER LA SOSTENIBILITA'
Servizi vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.


SPAZIO NARRATIVA

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9 marzo 2012 5 09 /03 /marzo /2012 08:41

Parte il "Treno verde 2012" in un Italia dall'aria malata

Una bella iniziativa di Legambiente e Ferrovie dello stato perchè oltre a monitorare la salute delle nostre città, darà modo di divertirsi ed imparare qualcosa attraverso un percorso guidato per cercare di migliorare le nostre abitudini e ridurre il nostro impatto ambientale. Vi riporto sotto l'articolo tratto da www.domotecnica.it

 

Parte il Dal 7 marzo al 6 aprile il Treno Verde, di Legambiente e Ferrovie dello Stato, girerà l’Italia per promuovere le energie pulite, l'efficienza e il risparmio energetico e l’utilizzo di mezzi di trasposto alternativi e meno inquinanti del trasporto su gomma. Un itinerario a tappe che, in ogni sosta, rivelerà i dati sulla qualità dell'aria e sui livelli di rumore tramite il laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di Rete Ferroviaria Italiana. Inoltre, effettuerà ulteriori monitoraggi sulla concentrazione delle polveri sottili anche in altre zone delle città visitate. Saranno raccolte informazioni sulle concentrazioni nell'aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

 

Le tappe del percorso sono: Potenza (7-9 marzo), Napoli Centrale (10-14 marzo), Roma San Pietro (15-19 marzo), Grosseto (20-22 marzo), Genova Piazza Principe (23-27 marzo), Milano Porta Garibaldi (28-31 marzo), Venezia Santa Lucia (1-4 aprile), Ancona (5-7 aprile).

 

 Il treno è strutturato con tre carrozze: sulla prima c'è un percorso simulato sui mezzi di trasposto alternativi in città per spostarsi risparmiando tempo e denaro, nella seconda carrozza viene presentato un viaggio nell'evoluzione architettonica e urbanistica di una città contemporanea, nella terza carrozza il focus passa dalla città alla casa, trasformando le abitudini domestiche in un micro-mondo sostenibile caratterizzato da bassi consumi energetici e da prodotti eco-friendly.

 

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6 marzo 2012 2 06 /03 /marzo /2012 19:26

Rumore di ticchettio dai radiatori?

Nel precedente articolo vi ho parlato del problema, molto diffuso, di rumore simile al gorgoglio. Oggi vi parlo di un rumore diverso e purtroppo più difficile da sistemare:

 

Ticchettio intermittente e variabile.

Questo rumore si può presentare solo in alcune circostanze che all’inizio sembrano casuali ma non lo sono. Per incominciare dovete capire se il rumore che sentite proviene dai radiatori o dalle tubazioni, soprattutto se queste sono in ferro o altro materiale metallico. Nel caso il rumore provenga dai o dal radiatore, e se questo è composto tra più parti assemblate tra loro, controllate come sono unite le varie parti tra di loro e fate alcune prove muovendo i vari elementi. Alcuni radiatori hanno una piastra superiore di copertura e delle placche laterali di chiusura che sono fissate al corpo del radiatore tramite viti o incastri, eventualmente potete provare a mettere un pò di lubrificante tra le parti per aiutare i vari componenti a scivolare tra di loro durante le varie fasi di dilatazione.  Questo tipo di rumore molte volte si sente anche nei climatizzatori in quanto le varie parti di plastica di cui è composto si muovono in maniera diversa, in questi casi spesso basta allentare le viti e gli scricchiolii spariscono o almeno diminuiscono.

 

Il rumore non proviene dai radiatori? Allora il problema è più complicato da sistemare, la causa anche in questo caso è la dilatazione termica del materiale però, mentre prima il rumore era dovuto alla dilatazione del radiatore, adesso il problema è la dilatazione delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento. Il problema è frequente in impianti vecchi e privi di adeguato isolamento termico ma non è concepibile che si verifichi in impianti recenti perché la normativa da molti anni obbliga ad isolare correttamente le tubazioni per evitare innanzitutto dispersioni termiche ma anche per evitare il propagarsi di fastidiosi rumori. Inoltre, l’isolamento è un materiale morbido e permette alle tubazioni di avere lo spazio giusto per dilatarsi senza causare rumore.  Ci sono alcuni rimedi che si possono provare ma non sempre sono sufficienti ad eliminare completamente il problema.

Provate a ridurre la temperatura di funzionamento del riscaldamento, lo potete fare tranquillamente dalla caldaia. I radiatori non devono ustionare per riscaldare casa, provate ad abbassare la temperatura, nella peggiore delle ipotesi può succedere che non riusciate ad avere abbastanza caldo in alcune stanze ma vi basterà rialzarla leggermente per ripristinare il confort adeguato. Prima di rialzare la temperatura, controllate quante ore al giorno funziona il vostro impianto di riscaldamento e se potete allungate le ore di funzionamento. Solitamente il rumore da dilatazione si manifesta all’accensione e allo spegnimento dell’impianto, quindi quando i tubi si scaldano o si raffreddano e allungando le ore di funzionamento le tubazioni subiranno meno sbalzi termici. Il rumore vi da fastidio solo di notte? Regolate il cronotermostato perché non parta il riscaldamento mentre dormite, e se non avete un termostato programmabile sarebbe ora di comprarlo.

In rari casi le tubazioni sono ispezionabili ma la maggior parte delle volte sono sotto traccia e quindi per raggiungerle bisognerebbe rompere muri o pavimenti.  C’è un’ultima speranza ce il problema non sia dovuto alle tubazioni, mi è capitato di andare a controllare alcuni impianti con la tubazione di mandata invertita con quella di ritorno.

L’inversione delle tubazioni oltre a poter compromettere il corretto riscaldamento del radiatore può anche causare rumore se la valvola di mandata non è completamente aperta, se poi avete le teste termostatiche può succedere che in certi momenti la valvola inizi a vibrare talmente tanto da sembrare un trapano a percussione. Come rimediare se i tubi sono invertiti? La soluzione perfetta è ovviamente correggere l’errore intervenendo nel collettore di zona oppure direttamente negli attacchi a radiatore. La seconda possibilità è quella di invertire le due valvole. L’ultima soluzione è quella di togliere (provvisoriamente) la testa termostatica in modo che la valvola si apra completamente.

 

Hai altri problemi? leggi anche Rumore di gorgoglio nei radiatori.

 

By Luca Angioi

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2 marzo 2012 5 02 /03 /marzo /2012 22:03

Rumore di gorgoglio nei radiatori?

Gli impianti a radiatori possono a volte diventare fonte di rumore e, se questo problema si manifesta nelle camere da letto, può essere molto fastidioso. I principali tipi di rumore possono riassumersi in 2 tipolgogie:

 

1-   Gorgoliamento continuo ad impianto acceso.

2-   Ticchettio intermittente e variabile. Leggi anche : Rumore di tichettio dai radiatori.

 

In questo articolo parlerò solo del “gorgoglio” perché i due problemi non sono legati tra loro e quindi dedicherò l’opportuno spazio ad entrambi. Il problema del rumore è da ricondursi a presenza di aria nell’impianto e solitamente è facile accorgersene perché il rumore si sente provenire direttamente dal radiatore che nella parte superiore rimane freddo, questo caso si può risolvere senza doversi rivolgere all’idraulico e bisogna procedere come segue:

Spegnere la pompa di riscaldamento abbassando il termostato della zona interessata, attendere 3-5 minuti e sfiatare il radiatore tramite l’apposita valvolina fino a che  esce acqua (tanto vale fare un giro anche su quelli che on sembrano fare rumore), andare in caldaia e controllare la pressione dell’impianto guardando il manometro ed eventualmente caricare un po’ di acqua nell’impianto, a questo punto si può far ripartire l’impianto.

Tutte le caldaie murali hanno un piccolo rubinetto posto nella parte inferiore che serve a caricare l’acqua nel circuito di riscaldamento, in casi di impianti più complessi  o dove non ci sia una caldaia murale, può essere stata installata una valvola esterna che normalmente è vicino al manometro. Raramente ci sono impianti sprovvisti di rubinetto di carico ma, se dovesse essere il vostro caso, l’unica possibilità di caricare il circuito di riscaldamento è quello di dotarvi di una gomma da giardino e riempire attraverso un rubinetto di scarico impianto posto nella parte bassa, e solitamente scomoda, della caldaia.   

Il manometro che indica la pressione ha una forma circolare con i numeri che solitamente vanno da 0 a 6 ( ATM oppure BAR).

La pressione va regolata a seconda di quanti piani ci sono sopra la caldaia e comunque non deve essere inferiore a 1,0 e neppure superiore a 3,0 . Pressioni basse possono provocare il blocco della caldaia e pressioni maggiori possono far aprire le valvole di sicurezza che normalmente sono tarate a 3,5 bar, giunte a questa pressione si dovrebbero aprire per salvaguardare l’integrità dell’impianto. Nel caso abbiate dubbi chiedete al vostro idraulico perché il vaso d’espansione del Vostro impianto dovrebbe essere stato tarato da lui in fase di collaudo per funzionare correttamente alla pressione d’esercizio che lui ha ritenuto più idonea. In alternativa contate i piani al di sopra di quello in cui c’è la caldaia e moltiplicateli per 0,3 e poi aggiungete 1,0. Quindi casa a 3 piani con caldaia al piano terra: (2x0,3) + 1,0 = 1,6 bar. Esagerare con la pressione non serve a niente e, se riempite l’impianto quando tutti i radiatori sono ancora freddi, dovete considerare che quando l’acqua sarà calda la pressione aumenterà perché i liquidi aumentano di volume all’aumentare della temperatura.

 

Perché si forma aria nell’impianto di riscaldamento?

Negli impianti nuovi è normale che dopo alcuni giorni ci sia la necessità di sfiatare l’impianto ma questa operazione non dovrebbe ripetersi spesso, se il problema è frequente il problema può essere dovuto ad almeno 2 cause diverse. Alcune volte succede che la pompa sia troppo potente rispetto all’impianto oppure ci siano delle valvole termostatiche che raggiunta la temperatura nella stanza vadano a chiudere alcuni radiatori e quindi tutta l’acqua spinta dalla pompa giri solo su una piccola parte dell’impianto. In casi come questi è possibile che la velocità con la quale l’acqua attraversa valvole, raccordi o altre strozzature vada a creare la separazione dell’ossigeno presente nella stessa, una volta libero si va ad insaccare nelle parti alte del termosifone dove l’acqua rallenta la sua corsa. In questo caso diventa consigliabile la sostituzione della pompa con un modello adeguato, in presenza di valvole termostatiche è consigliabile optare per una pompa di circolazione a giri variabili che si adeguerà automaticamente, e senza sprechi di energia elettrica, al variare della portata.

Un altro caso che può creare continuamente problemi di aria che sembra crearsi per magia è dovuto all’impiego di materiali composti da metalli diversi. Molti radiatori in alluminio abbinati a tubazioni in rame creano un effetto pila che va a scindere l’ossigeno dall’acqua. Il problema può sembrare grave ma è facilmente arginabile, occorre comperare una sostanza chimica che si chiama inibitore ed iniettarla nell’impianto secondo le dosi consigliate. L’acqua circolando nell’impianto lascia depositare questa sostanza che crea un sottile “film” nelle superfici interne di raccordi, tubazioni e radiatori. Il film creato dal prodotto chimico si comporta come un isolante elettrico e blocca l’effetto pila risolvendovi spesso  definitivamente il problema.

 

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29 febbraio 2012 3 29 /02 /febbraio /2012 10:35

In arrivo un "conto energia" per il solare termico

Da mesi si parla di “conto energia” anche per il solare termico, d’altronde il fotovoltaico vende esclusivamente perché ci sono gli incentivi del GSE. Chi si farebbe un impianto FV senza gli incentivi? Sicuramente nessuno, quindi trovo giusto promuovere una fonte energetica altrettanto pulita e rinnovabile. Nel 2011 ho fatto delle simulazioni sulla rendita economica di un impianto Fv senza alcun incentivo del GSE e il punto di pareggio ( cioè il momento in cui i guadagni hanno coperto le spese) si trovava addirittura a 23 anni! Ad oggi il solare termico, senza considerare eventuali detrazioni fiscali, ha un punto di pareggio mediamente attorno ai 7 anni. Sfruttare il sole in tutte le sue forme è oggi il miglior investimento anche per le famiglie.

Leggete gli articoli Pannelli Solari Sottovuoto  e Solare Termico a circolazione naturale  per capire quale tipologia di impianto solare è la più adatta alle Vostre esigenze.

Appena avrò notizie nuove a riguardo le pubblicherò subito sul blog, intanto vi riporto sotto la notizia dei giorni scorsi.

Il governo sta lavorando a un conto energia per incentivare la produzione di energia pulita da solare termico. Lo ha recentemente comunicato il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Fondo rotativo di Kyoto, destinato al finanziamento dei progetti di efficienza energetica di piccola dimensione.

In attesa di ulteriori novità si ricorda che attualmente il D.Lgs 28/2011, attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili prescrive che "l'accesso agli incentivi statali di ogni natura è consentito, a condizione che, a decorrere da due anni dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo, i pannelli siano dotati di certificazione Solar Keymark". Il Solar Keymark è un marchio, riconosciuto a livello europeo e sviluppato dal CEN che attesta la conformità dei collettori solari termici alle norme EN.

 

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28 febbraio 2012 2 28 /02 /febbraio /2012 19:48

Recensione : Come Ristrutturare la casa.

Da un titolo così, edito bimestralmente da “il sole 24 ore”, mi aspettavo una bella rivista con approfondimenti tecnici degni di nota. Invece, dopo aver speso 3,90 euro per acquistarlo, mi sono trovato per le mani 140 pagine di pubblicità di prodotti + un altro fascicolo intitolato “ Guida ai prodotti, scheda delle aziende” con quasi altre 100 pagine di pubblicità.

Una rivista del genere dovrebbero darla gratis tanto è solo pubblicitaria, gli articoli veri e propri forse occupano 10 o 12 pagine. Ovviamente non posso consigliare l’acquisto a questa deludente rivista perché la trovo assolutamente inutile ed eccessivamente costosa per quello che offre, costasse 1,00 euro forse la comprerei ancora solo per farmi una idea delle aziende che ci sono in giro anche se per chi ha internet è molto più comoda la rete per questo utilizzo.

Nell’era di internet ha ancora senso comprare una rivista se ha degli approfondimenti seri e articoli completi che danno soluzioni o idee senza dipendere in modo così opprimente dalle ditte che pubblicizzano i loro prodotti e, guarda caso, il prodotto pubblicizzato è sempre ottimo e privo di difetti.

 

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26 febbraio 2012 7 26 /02 /febbraio /2012 12:29

fondo Kyoto: stanziati 600 milioni di euro per l'efficienza energetica

 

Ho recentemente letto una notizia che vi riporto subito per metteVi a conoscenza di una importante opportunità:

Il ministero dell'ambiente ha annunciato che a partire dal prossimo 15 marzo saranno disponibili 600 milioni di euro per promuovere investimenti pubblici e privati per l’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale e per impiegare fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia. Il «Fondo Kyoto» sarà gestito come un fondo «rotativo» cioè alimentato attraverso le rate di rimborso delle erogazioni concesse. «I finanziamenti, a livello regionale, – ha dichiarato il Ministro Clini – riguardano interventi su installazioni di impianti a micro-trigenerazione diffusa (elettricità – calore - freddo); installazione di impianti da fonti rinnovabili e risparmio energetico. A livello nazionale, sostituzione di motori elettrici industriali, ricerca in tecnologie innovative e gestione forestale sostenibile». … Fonte: Ministero dell´Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MdA); sintesi: PHOTON

Appena avrò tempo a disposizione, sarà mia premura informarmi per bene sul "fondo Kyoto" e riportarVi una sintesi adeguata a riguardo.

http://www.minambiente.it

http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/comuni
cati/comunicato_0293.html&lang=it

Il comunicato stampa in formato integrale è disponibile anche nell’archivio di Photon, al seguente link:
http://www.photon-online.it/newsletter/document/61013.pdf

 

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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 10:13

Risparmiare nell’ ACQUA CALDA in Albergo.

Dopo il consumo di energia elettrica il maggior costo sostenuto dagli albergatori, nelle località di mare, è la spesa per la produzione di acqua calda sanitaria. Questa è usata prevalentemente dai clienti per lavarsi ma anche la cucina fa un enorme uso di acqua calda per la preparazione dei cibi e soprattutto per il lavaggio di pentole e piatti, molti alberghi hanno ancora la lavanderia interna e anche questa è divoratrice di acqua calda, sempre più Alberghi sono ormai dotati anche di centro benessere e piscina riscaldata.

I modi per poter abbattere i costi di esercizio sono molti:

1 Chi ha la caldaia molto vecchia farebbe bene a sostituirla con un modello più efficiente. Se la caldaia è adibita anche a riscaldamento, è possibile detrarre il 55%  della spesa sostenuta, questa agevolazione è valida ancora per tutto il 2012.

2 E’ conveniente sfruttare le fonti rinnovabili quali il sole, un impianto solare termico può tranquillamente dimezzare la spesa dovuta alla produzione di acqua calda sanitaria, inoltre questa spesa può essere detratta del 55% ( fino a chè ci sarà).

3 L’impianto di aria condizionata centralizzato, se obsoleto, può essere sostituito con un nuovo impianto in grado di recuperare fino al 100% della potenza che verrebbe smaltita nell’aria. Immaginando che l’albergo abbia 40 camere e il chiller per la climatizzazione abbia una potenza di 70 kW, sarebbe in grado di produrre tanta acqua calda quanto 2 caldaie murali da 35 kW come quelle installate nella maggior parte delle abitazioni. La caldaia dell’albergo potrebbe rimanere quasi sempre spenta! Anche in impianti nuovi è possibile recuperare calore senza buttare via  l’impianto esistente abbinando una macchina polivalente dimensionata sul fabbisogno di acqua calda dell’albergo.

4 Utile e poco costosa è la soluzione di mettere dei riduttori di portata nei rubinetti dei bagni, docce comprese, in modo che il cliente sprechi meno acqua mentre si lava ( tanto lui non paga a consumo e quindi sprecare è legittimo).

5 La piscina riscaldata andrebbe coperta quando non è utilizzata, l’evaporazione dell’acqua è la principale dispersione di calore. Volendo utilizzare le fonti rinnovabili per riscaldare la piscina la soluzione migliore, se l’uso è prevalentemente estivo, è di installare un impianto solare completamente in plastica. Il costo è molto più basso dei sistemi tradizionali e la temperatura che raggiunge è sufficiente per riscaldare la piscina, eventualmente è possibile abbinarvi anche una pompa di calore studiata appositamente per questo uso.

 

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By Luca Angioi,  NEW SYSTEM srl   Bibione  VE

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  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecnologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto. Ho scritto un articolo per ProntoPro su come negli ultimi anni l'efficienza energetica sia nettamente migliorata grazie alla nuova tecnologia:  https://www.prontopro.it/blog/come-la-tecnologia-ha-migliorato-il-risparmio-energetico/
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