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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 20:04

Ecco la presentazione di un prodotto interessante distribuito in Italia da Mepe, ditta seria specializzata in prodotti a biomassa di buona qualità. Di seguito come lo presentano loro e se volete leggere cosa ne penso io cercate l’articolo “Trasforma la caldaia da gasolio a pellets” nella categoria “pellets e biomasse “ di questo blog.Bruciatore-pellets-Axon.jpg

Come lo presentano in Mepe:

Il bruciatore a pellet Axon, eccellente per l’installazione su vecchie caldaie a gasolio o a legna, propone un ottimo rapporto qualità/prezzo soddisfacendo ampiamente tutte le norme europee. E’ stato insignito del prestigioso marchio P-märkt dal’Istituto di Ricerca Svedese SP. Semplicità di uso e manutenzione, possibilità di facile adattamento a molte tipologie di caldaie preesistenti senza sostituire l’intero gruppo termico ne hanno dettato la progettazione. La scelta dei materiali è stata effettuata per assicurare una lunga vita di servizio e bassi costi di funzionamento: il bruciatore è costituito da acciaio inossidabile con il braciere resistente alle alte temperature, e non ci sono parti in movimento. Il regolatore elettronico ha come interfaccia un chiaro display retroilluminato ed un comodo tasto joystic multifunzione.

L’aria comburente viene totalmente pre-riscaldata rendendo la combustione più efficace: il risultato è un alto rendimento di combustione che si traduce in un maggiore risparmio energetico ed economico. Il microprocessore gestisce il bruciatore in modo totalmente automatico in tutte le fasi di funzionamento. L’accensione avviene tramite la candeletta elettrica che arroventa l’aria ed innesca la combustione del pellet.

Il bruciatore è dotato di diversi dispositivi di sicurezza indipendenti:
· tubo di alimentazione verticale
· sensore a taglio termico
· fotocellula di rilevamento fiamma

Risparmio reale con la stessa caldaia, passando da gasolio a pellet,
senza altre modifiche:

per 20 kW di potenza stimata, con caldaia tradizionale e 80% di rendimento utile: circa 0,145 €uro a kWh per la stessa potenza, con la stessa caldaia, con la sostituzione del bruciatore a pellet, senza contare il miglioramento del rendimento di combustione: circa 0,062 €uro a kWh, con un risparmio medio di 0,083 €uro, pari al 57% !!

Ciao a tutti.

By Luca Angioi    NEW SYSTEM  srl   Bibione   VE

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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 19:52

Chi oggi ha la caldaia a gasolio e vorrebbe passare al pellets per risparmiare un bel po’ di soldi può valutare di sostituire solamente il bruciatore!

In commercio esiste un prodotto commercializzato da Mepe ( vedi la mia recensione sui prodotti novità ) che permette di riutilizzare l’attuale caldaia per far funzionare l’impianto con il pellets. Ovviamente se la Vostra caldaia è maggiorenne da un pezzo, vi converrebbe cambiarla in blocco senza pensarci troppo.

 

Le caldaie che nascono per il gasolio sono ovviamente ottimizzate per questo combustibile e non hanno nessun accorgimento per la pulizia delle ceneri, non avrete quindi il cassettino che vi faciliterà la pulizia e tanto meno lo scambiatore dei fumi avrà a pulizia automatica. Però, se prediligete il risparmio alla comodità e avete comunque una buona manualità e sufficiente tempo a disposizione per gestirne le pulizie periodiche, questa soluzione può essere per voi vantaggiosa. Al costo del bruciatore ci dovrete aggiungere il sistema di caricamento del pellets e il serbatoio, quindi se non avete spazio e volete passare comunque al pellets vi converrà comunque pensare di sostituire in toto la caldaia con un nuovo modello che abbia incorporato anche il serbatoio del pellets.

 

A parità di rendimento del corpo caldaia, passare ad una soluzione a pellets vi garantirà un risparmio minimo del 50% sui vostri attuali costi di riscaldamento e acqua calda sanitaria, quindi fatevi i vostri conti. Il costo del bruciatore a pellets dovrebbe aggirarsi attorno ai 1500 euro, aggiungendo un piccolo serbatoio e il sistema di caricamento e la manodopera per l’installazione dovreste arrivare attorno ai  3000/4000 euro. Sono cifre puramente indicative perché non ho ancora avuto modo di proporre questa soluzione ai miei clienti nel dettaglio, a qualcuno ne ho parlato ma era gente poco predisposta manualmente o comunque con poco tempo a disposizione e quindi l’idea è stata scartata per indirizzarsi su sistemi completi nati appositamente per funzionare a pellets. Sinceramente anch’io passerò al pellets ma per vari motivi sceglierò sicuramente una soluzione più sofisticata e facilmente gestibile anche in mia assenza e che garantisca un rendimento più elevato.

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl   Bibione   VE

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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 10:02

Calcola la Tua Impronta Ecologica!

http://www.improntawwf.it/main.php

 

Gli alberi e i boschi assorbono Co2

Girovagando in Internet ho trovato questa simpatica applicazione nel sito del WWF, e ho provato a cimentarmi per capire quanto attualmente pesa la mia impronta ecologica. Sinceramente pensavo di avere un piedino più piccolo ma purtroppo io e mia moglie facciamo molti km per lavoro e questo incide pesantemente nell’impronta che lasciamo nel mondo.

L'impronta media degli abitanti dell'italia: 9,2

L'impronta media degli abitanti del Pianeta: 5,6

Per assorbire le tue emissioni sono necessari ogni anno 1,2 ettari di bosco

= 1,2 ettari


Se tutti gli italiani consumassero come te, poiché nel nostro Paese abbiamo circa 10,5 milioni di ettari di boschi, avremmo bisogno di 6,9 Italie per assorbire le nostre emissioni.

= 6,9 Italie

Provate anche Voi e cercate di pensare come potete ridurre la Vostra impronta e se volete rendetela pubblica in questo Blog per stimolare una sana competizione ( senza imbrogliare!).

 

Il 02/08/2012 ho rifatto il test perchè ho cambiato abitudini e mi sono notevolmente avvicinato al luogo di lavoro, il risultato è:

Per assorbire le tue emissioni sono necessari ogni anno 0,9 ettari di bosco

= 0,9 ettari


Se tutti gli italiani consumassero come te, poiché nel nostro Paese abbiamo circa 10,5 milioni di ettari di boschi, avremmo bisogno di 5,1 Italie per assorbire le nostre emissioni.

= 5,1 Italie

 

 

Ho ridotto il mio fabbisogno di 1,8 Italie ma sono ancora tante.

 

Ciao a tutti.

By Luca Angioi  NEW SYSTEM srl    Bibione   VE

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21 marzo 2012 3 21 /03 /marzo /2012 17:23

Quale potenza deve avere il mio condizionatore?

Rivolgendo questa domanda a persone diverse le risposte potrebbero essere tra loro molto distanti. Il commesso del centro commerciale al massimo ti chiederà quanto è grande la zona che devi climatizzare. La stessa domanda fatta all’Installatore medio darà alla luce una risposta basata sull’esperienza fatta nel campo, un colpo d’occhio alla zona da climatizzare ed ecco elaborata la potenza necessaria. Provando a rivolgere la stessa domanda ad un Termotecnico ti verrà detto che a partire da  400,00 euro  +IVA ti verrà redatto uno studio dei carichi termici estivi per dimensionare correttamente l’impianto.

Io e vi propongo una valida e gratuita alternativa che vi darà una risposta molto più seria di quella che il può riuscire a darvi il classico commesso, più precisa di quella dell’installatore medio e meno costosa del Termotecnico. Quando io faccio un sopralluogo mi prendo nota di tutti i dati che servono per completare la scheda (in casi più complessi uso un simulatore) e in 5 minuti ottengo il mio bel risultato attendibile. Stima-carichi-Termici.jpg

La potenza che risulta dai calcoli è già una buona base per non sbagliare e poi dovete decidere:

1-   Voglio spendere il meno possibile? Scelgo un condizionatore con la potenza massima vicina al risultato ottenuto, se fa molto caldo basterà tenerlo acceso per più ore.

2-   Voglio raggiungere subito la temperatura? Scelgo un condizionatore il 30-40% più potente, così se l’utilizzo è sporadico avrete subito il giusto comfort.

3-   Voglio risparmiare sui consumi? Scelgo comunque un condizionatore del 30-405 più potente ma mi oriento su un modello inverter e quando lo utilizzo cerco di farlo funzionare per lunghi periodi ininterrottamente.

 

Inoltre, se conoscete adeguatamente la Vostra abitazione, dovreste sapere la qualità della costruzione. Serramenti vecchi con vetri singoli, serramenti con telaio in alluminio, ultimo piano con il sottotetto non  isolato, ecc.  Sono tutti elementi che possono causare un innalzamento della potenza necessaria, al contrario una casa molto isolata può permettervi di utilizzare un climatizzatore di minore potenza.

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl    Bibione   VE

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19 marzo 2012 1 19 /03 /marzo /2012 13:20

CLIMATIZZATORI, ogni quanto vanno ricaricati?

L’argomento è sempre fonte di discussione tra chi possiede un condizionatore, molte persone con le quali ho parlato mi hanno confidato che il loro installatore gli ha detto che ogni 2 anni il gas del condizionatore di casa va ricaricato.

 

Ogni 2 anni va ricaricato?  Gigantesca bugia!

 

Io ai miei clienti dico sempre la verità.

 

Il primo sintomo di un condizionatore scarico di gas è che raffresca poco, prima di tutto controllate i filtri dell’unità interna ed assicuratevi che siano puliti, controllate di aver impostato correttamente il telecomando e assicuratevi che non abbia le batterie scariche, se questo non basta chiamate il tecnico.

 

Un impianto di condizionamento in teoria non andrebbe “MAI” caricato, è però vero che a volte ci sono delle micro perdite molto difficili da individuare anche con i più sofisticati strumenti. Io propongo un ragionamento logico, se la ricarica di gas deve essere fatta ogni 2 anni è bene fare un controllo delle perdite. Inoltre, se l’installatore è serio, dovrebbe essere lui che a sue spese si offre di ricercare la perdita e risolvere l’inconveniente.

 

Quando il condizionatore tiene la carica di refrigerante per almeno 4 o 5 anni può essere più costoso cercare e riparare la perdita piuttosto che limitarsi a ricaricare il gas che manca.

 

Ricordate che per legge "è vietato non riparare la perdita" e inoltre gli impianti con più di 3 kg di refrigerante devono essere registarti e controllati almeno 1 volta all'anno, leggi il mio nuovo articolo sul regolamento FGAS Normativa F-GAS dpr 43/2012  . 

 

Per scegliere il tuo climatizzatore leggi Condizionatori, le marche ai raggi X. Mitsubishi, Panasonic, ecc. e se vuoi essere sicuro della potenza che ti serve vedi Quale potenza deve avere il mio condizionatore?

 

Il ciclo frigorifero è una sequenza che si ripete in modo perpetuo grazie alle caratteristiche fisiche del gas refrigerante, l’impianto dovrebbe essere a tenuta ermetica. Il refrigerante non si consuma durante le varie trasformazioni di stato e se viene a mancare è esclusivamente per colpa di qualche perdita. Il 99% delle perdite si trovano nelle giunzioni fatte in fase di installazione e nella maggior parte dei casi l’errore viene commesso nei raccordi dell’unità interna perché è più scomodo lavorarci.

 

Ma allora, perché molti installatori già al momento della vendita avvisano il cliente che il suo impianto di condizionamento andrà ricaricato entro 2 anni?

 

E’ molto semplice da capire, il cliente che è stato preventivamente avvisato dal suo installatore, troverà normale dover spendere soldi per aggiungere il gas mancante al proprio impianto e quindi non si lamenterà per questo.

 

Ci sono ancora molti condizionatori installati e funzionanti che utilizzano il gas R22, questo tipo di gas è disponibile solo come "rigenerato" fino al 2015 e poi ne sarà bloccata la vendita. Esistono già delle miscele di gas sostitutive create apposta per la sostituzione del R22, ad esempio R424A, R417A, R422D, ecc. In questi casi però è consigliata la sostituzione in toto del refrigerante contenuto nell'impianto per evitare di scombinare la miscela rovinando così le capacità refrigeranti della stessa.  

 

I costi del refigerante variano molto a seconda delle tipologie e del fornitore scelto, i sostituti dell'R22 sono i più costosi e si trovano in vendita a prezzi che superano anche i 100,00 € al Kg. Nella mia zona il gas per il retrofit dell'R22 più a buon mercato è l'R417A che lo riesco a vendere al cliente finale a circa 50,00 €/kg.

 

Oltre al costo per l’intervento, ricordate che i gas attualmente utilizzati negli impianti domestici e commerciali, R407C e R410A, sono molto dannosi per l’effetto serra: 1 kg di R410A inquina quanto 1800kg di CO2 ! E per fortuna che sono definiti gas ecologici (CLIMATIZZATORI e il gas falsamente ecologico. )!

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl   Bibione    VE

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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 14:43

E’ da poco disponibile una nuova pompa di calore dalle caratteristiche molto interessanti , prodotta da THERMOCOLD e adattissima alle nuove costruzioni con richiesta di potenza termica contenuta e spazi per l’installazione sempre più ridotti. Una soluzione dalle ottime caratteristiche che sicuramente proporrò ai miei clienti.

 Ecco come THERMOCOLD presenta HIDEWALL.

Thermocold hidewall

Hidewall  rappresenta il più avanzato Concept di prodotto che associa alla tecnologia del multifunzione un nuovo format di installazione rispetto agli schemi tradizionali.

Infatti Hidewall è il primo sistema di climatizzazione estiva, invernale e produzione di acqua calda sanitaria che è possibile installare ad incasso, in modo totalmente invisibile rispetto al prospetto della facciata di un edificio.

L’installazione ad incasso permette di armonizzare totalmente il prodotto, destinato alla climatizzazione dell’appartamento, nel contesto architettonico dell’edificio, permettendo agli architetti di rendere più pulita l’estetica del complesso ed al costruttore di non dover destinare superfici, importanti per il cliente finale, al complesso riscaldamento e climatizzazione tradizionale.


L’adozione di nuove tecnologie di compressione, di gas ecologici come l’R134 e le competenze maturate con un lungo know-how di esperienza nella tecnologia del multifunzione ci hanno permesso di presentare un nuovo prodotto per le applicazioni residenziali con un range di funzionamento molto più esteso rispetto alle pompe di calore tradizionali, potendo operare con temperature invernali fino a -20°C e produrre acqua calda sia per la climatizzazione invernale che per usi sanitari fino a 75°C.

Funzionamento con radiatori

Con temperatura esterna -20°C > temperatura di produzione acqua da 35°C a 62°C.
Con temperatura esterna -15°C > temperatura di produzione acqua da 35°C a 68°C.
Con temperatura esterna -10°C > temperatura
di produzione acqua da 35°C a 75°C.

HIDEWALL può fornire acqua calda sanitaria durante tutto l’anno senza l’utilizzo della valvola a tre vie, garantendo produzione di ACS GRATIS durante la stagione estiva, grazie al recupero termodinamico del calore di condensazione.

L’importanza nel produrre acqua a così alta temperatura è determinante per poter affermare che questo prodotto è in grado sia di produrre acqua calda in modo quasi istantaneo come le caldaie, sia di ridurre gli accumuli e gli ingombri altrimenti necessari per le caldaie tradizionali.

L’acqua viene riscaldata con l’elevata efficienza descritta, ad una temperatura molto maggiore rispetto a quanto si ottiene con normali pompe di calore. Questa temperatura è anche sufficientemente elevata per eliminare il batterio e inoltre il sistema è in grado di innescare autonomamente un ciclo antilegionella a seconda della necessità.

Inoltre è predisposto per l’integrazione con impianti solari termici racchiudendo al suo interno tutti gli accessori idrici necessari.

Le elevate performance e gli alti COP consentono di usufruire degli incentivi fiscali del 55% previsti.

Accumulo da 130lt integrato per l’acqua calda sanitaria

Tutte le unità della famiglia HIDEWALL includono al loro interno un serbatoio dalla capacità di 130 lt per l’accumulo di acqua calda sanitaria.

Kit idrico per connessione diretta al collettore solare termico

La versione energetica SI prevede un kit per l’integrazione con l’impianto solare termico che consente la miscelazione dell’acqua calda direttamente all’interno del serbatoio, garantendo una notevole riduzione dei consumi energetici.


Gestione indipendente dei set point

E’ possibile impostare set points differenti e completamente indipendenti per la climatizzazione estiva ed invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.

In questo modo l'unità lavora con COP differenziati, uno per la climatizzazione invernale ed uno per il sanitario, ottenendo un incremento notevole nel rendimento dell'unità durante la sua operatività annuale.

Il Dynamic Set Point consente di ottimizzare l'apporto termico fornito alle utenze durante tutto il periodo di funzionamento dell’unità. A seconda del carico termico dell’impianto, il set point si adatta autonomamente garantendo sempre una temperatura ottimale dell’acqua di alimentazione dei terminali di impianto, fornendo solo l’energia termica necessaria in funzione della temperatura dell’aria esterna. In questo modo si ottiene un notevole risparmio energetico mantenendo le condizioni ottimali di comfort anche quando la macchina lavora con temperature esterne particolarmente gravose.

Digital Defrost

Nel sistema di controllo elettronico è stata implementata una nuova tecnologia di sbrinamento capace di azzerare la produzione di energia negativa verso l’impianto nelle fasi di sbrinamento durante le quali una pdc inverte il ciclo in modalità chiller producendo acqua fredda. Il Digital Defrost è un sistema di sbrinamento digitale auto adattivo in grado di prevenire la formazione di brina ed intervenire solo in caso di presenza reale di deposito sulle alette della batteria. La macchina è soggetta ad un numero notevolmente ridotto di cicli di sbrinamento. La riduzione degli stress meccanici dovuti alle inversioni di ciclo in modalità riscaldamento comporta quindi un incremento della vita utile oltre a vantaggi in termine di comfort percepito dall’utente.

 

Ulteriori informazioni su www.thermocold.it

Ps: anche Lamborghini Calor ha presentato questo prodotto mettendoci il proprio marchio

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione   VE

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18 marzo 2012 7 18 /03 /marzo /2012 11:00

Ho da poco scoperto una fiera che , almeno sulla carta, sembra molto interessante. Ad oggi non cci sono ancora stato e quindi vi giro come lo presentano nel sito http://falacosagiusta.terre.it/ dove potete trovare anche molte altre informazioni utili.

 

Cos'è Fa' la cosa giusta!

Nata nel 2004 a Milano da un progetto di Terre di mezzo, Fa' la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giungerà dal 30 marzo al 1°aprile 2012 alla sua nona edizione e si svolgerà come di consueto presso i padiglioni 2 e 4 di Fieramilanocity, storico quartiere fieristico di Milano.

L'esperienza del marzo scorso si è conclusa con la presenza di 70.000 visitatori, 750 realtà espositive, 1.560 studenti e 770 giornalisti accreditati. Un mondo dell'economia solidale rappresentato in vari contesti (12 sezioni tematiche) e in costante crescita.


In questi anni è infatti cresciuto notevolmente l'interesse per il mondo che si riconosce nella definizione di "Economia Solidale": un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.

Il circuito nazionale comprende oggi:
Fa' la cosa giusta! Trento (VII edizione - ottobre 2011)
Fa' la cosa giusta! Genova (III edizione - settembre 2011)
Fa' la cosa giusta! Sicilia (I edizione - maggio 2012)

10 sezioni tematiche:


TURISMO CONSAPEVOLE

Associazioni, enti pubblici, imprese profit o non profit e turismo rispettoso dell'ambiente, dei diritti dei popoli e dei lavoratori.


ABITAREGREEN

Arredamento eco-compatibile, equo e solidale; design per la sostenibilità e l'accessibilità; studi di progettazione sostenibile, autocostruzione, materiali naturali o di riciclo, detersivi eco compatibili, aziende e sistemi per la raccolta e il riciclo, bio-edilizia e bio-architettura, risparmio energetico, agevolazioni fiscali e finanziamenti etici, energia prodotta da fonti rinnovabili. Spazio Orti e giardini.


COMMERCIO EQUO e SOLIDALE

Empori e botteghe del mondo, produttori del Sud del mondo, associazioni.


COSMESI NATURALE


CRITICAL FASHION
"Consumare moda critica" significa dedicare attenzione non solo allo stile e alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano.


IL PIANETA DEI PICCOLI

MANGIA COME PARLI
Aziende agricole (produttori e trasformatori) e distributori biologici e biodinamici; realtà che difendono la biodiversità; produttori locali a "Km 0".


MOBILITA' SOSTENIBILE

PACE E PARTECIPAZIONE
Associazioni locali e nazionali, distretti e reti, campagne, gruppi informali, gruppi d'acquisto, associazioni per la pace e la nonviolenza, Ong, volontariato, banche del tempo, comunità di vita, associazioni di tutela dei consumatori (Salone dei Consumatori), sindacati.


SERVIZI PER LA SOSTENIBILITA'
Servizi vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.


SPAZIO NARRATIVA

By Luca Angioi  NEW SYSTEM srl    BIBIONE    VE

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9 marzo 2012 5 09 /03 /marzo /2012 08:41

Parte il "Treno verde 2012" in un Italia dall'aria malata

Una bella iniziativa di Legambiente e Ferrovie dello stato perchè oltre a monitorare la salute delle nostre città, darà modo di divertirsi ed imparare qualcosa attraverso un percorso guidato per cercare di migliorare le nostre abitudini e ridurre il nostro impatto ambientale. Vi riporto sotto l'articolo tratto da www.domotecnica.it

 

Parte il Dal 7 marzo al 6 aprile il Treno Verde, di Legambiente e Ferrovie dello Stato, girerà l’Italia per promuovere le energie pulite, l'efficienza e il risparmio energetico e l’utilizzo di mezzi di trasposto alternativi e meno inquinanti del trasporto su gomma. Un itinerario a tappe che, in ogni sosta, rivelerà i dati sulla qualità dell'aria e sui livelli di rumore tramite il laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di Rete Ferroviaria Italiana. Inoltre, effettuerà ulteriori monitoraggi sulla concentrazione delle polveri sottili anche in altre zone delle città visitate. Saranno raccolte informazioni sulle concentrazioni nell'aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

 

Le tappe del percorso sono: Potenza (7-9 marzo), Napoli Centrale (10-14 marzo), Roma San Pietro (15-19 marzo), Grosseto (20-22 marzo), Genova Piazza Principe (23-27 marzo), Milano Porta Garibaldi (28-31 marzo), Venezia Santa Lucia (1-4 aprile), Ancona (5-7 aprile).

 

 Il treno è strutturato con tre carrozze: sulla prima c'è un percorso simulato sui mezzi di trasposto alternativi in città per spostarsi risparmiando tempo e denaro, nella seconda carrozza viene presentato un viaggio nell'evoluzione architettonica e urbanistica di una città contemporanea, nella terza carrozza il focus passa dalla città alla casa, trasformando le abitudini domestiche in un micro-mondo sostenibile caratterizzato da bassi consumi energetici e da prodotti eco-friendly.

 

By Luca Angioi

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6 marzo 2012 2 06 /03 /marzo /2012 19:26

Rumore di ticchettio dai radiatori?

Nel precedente articolo vi ho parlato del problema, molto diffuso, di rumore simile al gorgoglio. Oggi vi parlo di un rumore diverso e purtroppo più difficile da sistemare:

 

Ticchettio intermittente e variabile.

Questo rumore si può presentare solo in alcune circostanze che all’inizio sembrano casuali ma non lo sono. Per incominciare dovete capire se il rumore che sentite proviene dai radiatori o dalle tubazioni, soprattutto se queste sono in ferro o altro materiale metallico. Nel caso il rumore provenga dai o dal radiatore, e se questo è composto tra più parti assemblate tra loro, controllate come sono unite le varie parti tra di loro e fate alcune prove muovendo i vari elementi. Alcuni radiatori hanno una piastra superiore di copertura e delle placche laterali di chiusura che sono fissate al corpo del radiatore tramite viti o incastri, eventualmente potete provare a mettere un pò di lubrificante tra le parti per aiutare i vari componenti a scivolare tra di loro durante le varie fasi di dilatazione.  Questo tipo di rumore molte volte si sente anche nei climatizzatori in quanto le varie parti di plastica di cui è composto si muovono in maniera diversa, in questi casi spesso basta allentare le viti e gli scricchiolii spariscono o almeno diminuiscono.

 

Il rumore non proviene dai radiatori? Allora il problema è più complicato da sistemare, la causa anche in questo caso è la dilatazione termica del materiale però, mentre prima il rumore era dovuto alla dilatazione del radiatore, adesso il problema è la dilatazione delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento. Il problema è frequente in impianti vecchi e privi di adeguato isolamento termico ma non è concepibile che si verifichi in impianti recenti perché la normativa da molti anni obbliga ad isolare correttamente le tubazioni per evitare innanzitutto dispersioni termiche ma anche per evitare il propagarsi di fastidiosi rumori. Inoltre, l’isolamento è un materiale morbido e permette alle tubazioni di avere lo spazio giusto per dilatarsi senza causare rumore.  Ci sono alcuni rimedi che si possono provare ma non sempre sono sufficienti ad eliminare completamente il problema.

Provate a ridurre la temperatura di funzionamento del riscaldamento, lo potete fare tranquillamente dalla caldaia. I radiatori non devono ustionare per riscaldare casa, provate ad abbassare la temperatura, nella peggiore delle ipotesi può succedere che non riusciate ad avere abbastanza caldo in alcune stanze ma vi basterà rialzarla leggermente per ripristinare il confort adeguato. Prima di rialzare la temperatura, controllate quante ore al giorno funziona il vostro impianto di riscaldamento e se potete allungate le ore di funzionamento. Solitamente il rumore da dilatazione si manifesta all’accensione e allo spegnimento dell’impianto, quindi quando i tubi si scaldano o si raffreddano e allungando le ore di funzionamento le tubazioni subiranno meno sbalzi termici. Il rumore vi da fastidio solo di notte? Regolate il cronotermostato perché non parta il riscaldamento mentre dormite, e se non avete un termostato programmabile sarebbe ora di comprarlo.

In rari casi le tubazioni sono ispezionabili ma la maggior parte delle volte sono sotto traccia e quindi per raggiungerle bisognerebbe rompere muri o pavimenti.  C’è un’ultima speranza ce il problema non sia dovuto alle tubazioni, mi è capitato di andare a controllare alcuni impianti con la tubazione di mandata invertita con quella di ritorno.

L’inversione delle tubazioni oltre a poter compromettere il corretto riscaldamento del radiatore può anche causare rumore se la valvola di mandata non è completamente aperta, se poi avete le teste termostatiche può succedere che in certi momenti la valvola inizi a vibrare talmente tanto da sembrare un trapano a percussione. Come rimediare se i tubi sono invertiti? La soluzione perfetta è ovviamente correggere l’errore intervenendo nel collettore di zona oppure direttamente negli attacchi a radiatore. La seconda possibilità è quella di invertire le due valvole. L’ultima soluzione è quella di togliere (provvisoriamente) la testa termostatica in modo che la valvola si apra completamente.

 

Hai altri problemi? leggi anche Rumore di gorgoglio nei radiatori.

 

By Luca Angioi

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2 marzo 2012 5 02 /03 /marzo /2012 22:03

Rumore di gorgoglio nei radiatori?

Gli impianti a radiatori possono a volte diventare fonte di rumore e, se questo problema si manifesta nelle camere da letto, può essere molto fastidioso. I principali tipi di rumore possono riassumersi in 2 tipolgogie:

 

1-   Gorgoliamento continuo ad impianto acceso.

2-   Ticchettio intermittente e variabile. Leggi anche : Rumore di tichettio dai radiatori.

 

In questo articolo parlerò solo del “gorgoglio” perché i due problemi non sono legati tra loro e quindi dedicherò l’opportuno spazio ad entrambi. Il problema del rumore è da ricondursi a presenza di aria nell’impianto e solitamente è facile accorgersene perché il rumore si sente provenire direttamente dal radiatore che nella parte superiore rimane freddo, questo caso si può risolvere senza doversi rivolgere all’idraulico e bisogna procedere come segue:

Spegnere la pompa di riscaldamento abbassando il termostato della zona interessata, attendere 3-5 minuti e sfiatare il radiatore tramite l’apposita valvolina fino a che  esce acqua (tanto vale fare un giro anche su quelli che on sembrano fare rumore), andare in caldaia e controllare la pressione dell’impianto guardando il manometro ed eventualmente caricare un po’ di acqua nell’impianto, a questo punto si può far ripartire l’impianto.

Tutte le caldaie murali hanno un piccolo rubinetto posto nella parte inferiore che serve a caricare l’acqua nel circuito di riscaldamento, in casi di impianti più complessi  o dove non ci sia una caldaia murale, può essere stata installata una valvola esterna che normalmente è vicino al manometro. Raramente ci sono impianti sprovvisti di rubinetto di carico ma, se dovesse essere il vostro caso, l’unica possibilità di caricare il circuito di riscaldamento è quello di dotarvi di una gomma da giardino e riempire attraverso un rubinetto di scarico impianto posto nella parte bassa, e solitamente scomoda, della caldaia.   

Il manometro che indica la pressione ha una forma circolare con i numeri che solitamente vanno da 0 a 6 ( ATM oppure BAR).

La pressione va regolata a seconda di quanti piani ci sono sopra la caldaia e comunque non deve essere inferiore a 1,0 e neppure superiore a 3,0 . Pressioni basse possono provocare il blocco della caldaia e pressioni maggiori possono far aprire le valvole di sicurezza che normalmente sono tarate a 3,5 bar, giunte a questa pressione si dovrebbero aprire per salvaguardare l’integrità dell’impianto. Nel caso abbiate dubbi chiedete al vostro idraulico perché il vaso d’espansione del Vostro impianto dovrebbe essere stato tarato da lui in fase di collaudo per funzionare correttamente alla pressione d’esercizio che lui ha ritenuto più idonea. In alternativa contate i piani al di sopra di quello in cui c’è la caldaia e moltiplicateli per 0,3 e poi aggiungete 1,0. Quindi casa a 3 piani con caldaia al piano terra: (2x0,3) + 1,0 = 1,6 bar. Esagerare con la pressione non serve a niente e, se riempite l’impianto quando tutti i radiatori sono ancora freddi, dovete considerare che quando l’acqua sarà calda la pressione aumenterà perché i liquidi aumentano di volume all’aumentare della temperatura.

 

Perché si forma aria nell’impianto di riscaldamento?

Negli impianti nuovi è normale che dopo alcuni giorni ci sia la necessità di sfiatare l’impianto ma questa operazione non dovrebbe ripetersi spesso, se il problema è frequente il problema può essere dovuto ad almeno 2 cause diverse. Alcune volte succede che la pompa sia troppo potente rispetto all’impianto oppure ci siano delle valvole termostatiche che raggiunta la temperatura nella stanza vadano a chiudere alcuni radiatori e quindi tutta l’acqua spinta dalla pompa giri solo su una piccola parte dell’impianto. In casi come questi è possibile che la velocità con la quale l’acqua attraversa valvole, raccordi o altre strozzature vada a creare la separazione dell’ossigeno presente nella stessa, una volta libero si va ad insaccare nelle parti alte del termosifone dove l’acqua rallenta la sua corsa. In questo caso diventa consigliabile la sostituzione della pompa con un modello adeguato, in presenza di valvole termostatiche è consigliabile optare per una pompa di circolazione a giri variabili che si adeguerà automaticamente, e senza sprechi di energia elettrica, al variare della portata.

Un altro caso che può creare continuamente problemi di aria che sembra crearsi per magia è dovuto all’impiego di materiali composti da metalli diversi. Molti radiatori in alluminio abbinati a tubazioni in rame creano un effetto pila che va a scindere l’ossigeno dall’acqua. Il problema può sembrare grave ma è facilmente arginabile, occorre comperare una sostanza chimica che si chiama inibitore ed iniettarla nell’impianto secondo le dosi consigliate. L’acqua circolando nell’impianto lascia depositare questa sostanza che crea un sottile “film” nelle superfici interne di raccordi, tubazioni e radiatori. Il film creato dal prodotto chimico si comporta come un isolante elettrico e blocca l’effetto pila risolvendovi spesso  definitivamente il problema.

 

By Luca Angioi

NEW SYSTEM srl   Bibione    VE

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  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecnologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto, Running, Camper. Sono presidente di una nuova rete di imprese: Rete PREGI, le migliori aziende termo idrauliche in Friuli Venezia Giulia e Veneto. Ho scritto un articolo per ProntoPro su come negli ultimi anni l'efficienza energetica sia nettamente migliorata grazie alla nuova tecnologia:  https://www.prontopro.it/blog/come-la-tecnologia-ha-migliorato-il-risparmio-energetico/
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