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26 agosto 2015 3 26 /08 /agosto /2015 15:38

Il 26 Settembre 2015 entreranno in vigore in tutte le nazioni dell’unione Europea dei nuovi regolamenti con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici causati dagli impianti di riscaldamento degli edifici e di produzione acqua calda sanitaria.

La novità importante è che non si tratta più di una semplice etichetta applicata al singolo apparecchio ma “per la prima volta avremo a che fare con una etichetta che prende in considerazione l’intero impianto”. La nuova etichetta renderà immediatamente visibile anche ai non esperti il risparmio ottenibile accoppiando nel modo più corretto i diversi apparecchi: generatore di calore principale (caldaia o pompa di calore, impianto solare termico, bollitore per acqua calda, sistema di controllo del generatore (termostato, centralina climatica, ecc), generatore secondario (caldaia biomassa, ecc.).

Entro il 26 settembre 2015 tutti i costruttori che producono e vendono prodotti e sistemi per il riscaldamento, raffrescamento e per la produzione di acqua calda dovranno includere la seguente documentazione:

- Etichetta di prodotto con identificazione e specifiche di efficienza del prodotto stesso

- Etichetta di sistema con identificazione e specifiche di efficienza del sistema di riscaldamento e/o condizionamento se tutti i componenti appartengono alla stessa marca.

- Informazioni sui prodotti con dati tecnici sulla serie completa dei prodotti.

- Scheda prodotto con classi di efficienza della serie completa dei prodotti.

 

Anche gli installatori devono adeguarsi entro il 26 settembre 2015, nel caso realizzino sistemi con marche diverse, chi installa dovrà essere in grado di fornire l’etichetta energetica di sistema conforme al regolamento europeo.

Cosa rientra nel nuovo regolamento:

- Generatori di calore fino a 400 kW (gas, gasolio ed elettrici).

- Pompe di calore fino a 400 kW (elettriche, a gas).

- Cogeneratori combinati riscaldamento ed energia elettrica fino a 50 kW di potenza elettrica.

- Bollitori per acqua calda fino a 2.000 litri di capacità.

 

 

by Luca Angioi, NEW SYSTEM srl, Bibione VE www.newsystem-online.it

 

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5 giugno 2013 3 05 /06 /giugno /2013 21:30

Attenzione!!

Per registrarsi regolarmente si ha tempo solo fino al 30 Giugno 2013!

E’ definitivamente attivo Il D.P.R. n. 43/2012, entrato in vigore il 5 maggio 2012, stabilisce all’articolo 16, che entro il 31 maggio di ogni anno (a partire già dal 2013), gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore, nonché dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra devono presentare una dichiarazione contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera relativi all’anno precedente sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto.

Il D.P.R. indica come responsabile “l’operatore” e con questo termine intende il “proprietario” dell’apparecchiatura o dell’impianto qualora non abbia esplicitamente delegato ad una terza persona l’effettivo controllo sul funzionamento. Per adempiere agli obblighi del D.P.R. n. 43/2012 l’operatore di apparecchi fissi contenenti oltre 3 kg di gas fluorati ha l’obbligo di far eseguire i controlli periodici previsti dal regolamento F-GAS secondo le cadenze definite dallo stesso.

Per impianti da 3 a 30 kg di refrigerante i controlli sono a cadenza annuale, oltre i 30 kg i controlli dovranno essere semestrali, andranno quindi indicati sul registro di impianto e andranno inoltre inviati telematicamente tramite il portale dell’I.S.P.R.A. .

Il mancato adempimento a quanto previsto per legge può comportare delle sanzioni a carico dell’operatore che possono arrivare a 10.000 euro con un minimo di 1.000 euro. La prima cosa che potete fare è controllare nell’etichetta del vostro climatizzatore se la carica di refrigerante è superiore a 3 kg, normalmente negli impianti residenziali i mono-split e multi-split con meno di 4 unità interne sono sotto la soglia dei 3 kg. Gli impianti commerciali con potenze da 8 kW in su sono a rischio e tutti i VRV o VRF sono sopra i 3 kg. Chi ha una attività commerciale, ristoranti, negozi, agenzie, alberghi, ecc. molto probabilmente avrà una o più macchine contenti oltre 3 kg di freon. La registrazione sul portale ISPRA non è richiesta per gli impianti in R22 i quali andranno comunque muniti di libretto d’impianto nel quale registrare tutti gli interventi di controllo.

Dal 14/05/2013 in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.111 è finalmente disponibile il formato per la dichiarazione che, per evitare ingenti sanzioni economiche,  andrà trasmessa entro 31 maggio di ogni anno.

Per registrarsi regolarmente si ha tempo solo fino al 30 Giugno 2013!

Coloro che non intendono inviare la dichiarazione dei dati rischiano una sanzione prevista dal D.lgs 26/2013 art. 6 comma 3 con pena pecuniaria da  € 1.000 a €10.000.

Chi può prendersi carico dei controlli per rispettare la normativa senza farvi incorrere in sanzioni?

Bisogna rivolgersi ad una Azienda regolarmente iscritta al registro nazionale gas fluorurati e operante nel settore con personale proprio iscritto a registro che ha regolarmente conseguito il patentino. Al momento ci sono anche i certificati provvisori che hanno comunque una validità limitata a 6 mesi. Ricordate che fino a che non avete esplicitamente delegato ad una terza persona l’incarico di “operatore” tutte le eventuali sanzioni sono a vostro carico.

By Luca Angioi  NEW SYSTEM srl   Bibione Ve   www.newsystem-online.it

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27 agosto 2012 1 27 /08 /agosto /2012 07:41

Il Decreto Legislativo 28/2011 ha messo le basi per il "conto Energia a favore delle Biomasse", dovrebbero mancare poche settimane all'emanazione del decreto attuativo che definirà le regole e gli incentivi per spingere un mercato dalle grandi potenzialità. Sostituire una caldaia a gasolio con una a biomasse porta vantaggi economici che possono superare il 60%, vuol dire che ogni € 1.000,00 euro che spendete per il riscaldamento ne potete risparmiare € 600,00 !!!

  

L'attuale bozza di decreto prevede che possano beneficiare dell'incentivo:

  • le persone fisiche,
  • i condomini,
  • gli enti e soggetti titolari di partita IVA.

  

Gli incentivi saranno diversificati tra tipologia di prodotto:

  • Caldaie a biomassa fino a 500 kW con rendimento minimo del 87%+ valore proporzionale alla potenza nominale e conformi alla norma UNI EN 303-5.
  • Stufe e termocamini a pellets con rendimento termico utile maggiore dell' 85% e conformi alla norma UNI EN 14785.
  • Termocamini a legna con rendimento termico utile maggiore dell' 85% e conformi alla norma UNI EN 13229.
  • Stufe a legna con rendimento termico utile maggiore dell' 85% e conformi alla norma UNI EN 13240.

Si tratterà di un vero e proprio contratto che prevede anche:

  • Per i sistemi a pellets: l'obbligo di utilizzare pellets certificato e confrome alla UNI EN 14961-2 classe A1 o A2
  • Per i sistemi a legna: l'obbligo di utilizzare legna conforme alla norma UNI EN 14961-5 classe A1 O A2 O B.
  • Per i sistemi a cippato: l'obbligo di utilizzare cippato conforme alla norma UNI EN 14961-4 classe A1 o A2 o B.

Gli incentivi sono ancora da definire ma dovrebbero premiare in modo proporzionale i prodotti con rendimento migliore. Il pagamento dell'incentivo sarà a carico del GSE e potrà essere o semestrale oppure ogni 2 mesi a seconda della potenza installata. Il conto energia non sarà cumulabile con la detrazione fiscale del 50% o del 55%.

 

Appena saranno definiti gli incentivi si faranno gli opportuni calcoli sperando ovviamente che sia più vantaggioso il conto energia rispetto alle detrazioni attualmente in vigore.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche Trasforma la caldaia da gasolio a pellets!

 

Ciao a tutti.

 

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl  BIBIONE  VE   www.newsystem-online.it

 

 

 

 

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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 17:35

Dlgs 28/2011 Obbligo integrazione delle fonti rinnovabili.

 

Dal 31 Maggio 2012 è entrato ufficialmente in vigore l’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici nuovi o in “edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti”, secondo quanto stabilito dall’articolo 11 e dall’allegato 3 del Dlgs n. 28/2011.

 

In base al Dlgs 28/2011 per i consumi “riscaldamento e raffreddamento” i consumi di energia termica devono provenire da fonti rinnovabili che siano in grado di soddisfare almeno il 20% del fabbisogno. Questo valore sarà innalzato al 35% dall’inizio del 2014 per arrivare al 50% nel 2017.

 

E’ importante precisare che un impianto fotovoltaico non è considerato come fonte rinnovabile atta a coprire il fabbisogno energetico per “riscaldamento e raffreddamento” neppure se l’impianto di riscaldamento e raffreddamento funziona ad elettricità elettrica.

Per quel che riguarda l'elettricità invece è obbligatorio installare una potenza da rinnovabili che varia in base alla superficie:

 

1 kW ogni 80 mq se la richiesta del titolo edilizio è presentata entro il 31 dicembre 2013,

1 kW ogni 65 mq fino a fine 2016,

1 kW ogni 50 mq dal 2017.

 

Oltre agli edifici nuovi, sono sottoposti all’obbligo di consumi termici rinnovabili anche gli edifici esistenti aventi superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati soggetti a ristrutturazione integrale (nonché gli edifici esistenti soggetti a demolizione e ricostruzione). L’obbligo vale anche per gli edifici pubblici e i valori da rispettare in questo caso vengono incrementati del 10%.

 

La legge è Nazionale ed impone i valori minimi che le Regioni possono eventualmente ampliare, in caso di mancato adeguamento, si applica automaticamente quanto previsto dalla norma nazionale. In ogni caso, il rispetto degli obblighi è vincolante per il rilascio del titolo edilizio.

 

Gli impianti a fonti rinnovabili, installati per assolvere gli obblighi di integrazione, potranno accedere agli incentivi statali (agevolazioni fiscali, conto energia, ecc.) solo per la quota eccedente quella necessaria per soddisfare gli obblighi. L’unica eccezione è costituita da eventuali fondi rotativi (ad esempio Fondo Kyoto) e di garanzia.

 

By Luca Angioi  NEW SYSTEM srl  Bibione  VE   www.newsystem-online.it

 

 

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21 maggio 2012 1 21 /05 /maggio /2012 08:05

18/05/2012

Il Senato, seguendo le indicazioni ricevute da Regioni e Associazioni, ha approvato a larga maggioranza alcune mozioni a sostegno delle rinnovabili. E' dunque probabile una modifica dei decreti ministeriali su Quinto Conto Energia e rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico. Ricordiamo che un nuovo incontro tecnico con le Regioni è previsto per il 21, cui seguirà l'appuntamento con il Governo per il 28 maggio.

In sintesi il Senato impegna il Governo:
• ad istituire un tavolo di confronto aperto e strutturato tra Governo ed operatori, che possa avvalersi anche di componenti delle Commissioni parlamentari competenti, sul tema degli incentivi, finalizzato a calibrare i sistemi di sostegno tenendo conto anche delle ricadute sulla filiera industriale nazionale, sull'ambiente, sul riequilibrio del mix degli approvvigionamenti energetici, sull'occupazione, sulla gestione del territorio, oltre che sulla componente A3 della bolletta elettrica;
• ad assumere iniziative al fine di garantire una proroga per l'applicazione dei nuovi sistemi incentivanti tale da garantire lo stesso arco temporale tra approvazione dei decreti e l'attivazione delle nuove modalità previste dal decreto legislativo n. 28 del 2011;
- ad intervenire in tempi rapidi, in esito all'attività del tavolo di confronto, nell'emanazione dei decreti attuativi ai sensi dell'art. 24 "Meccanismi di incentivazione" del decreto legislativo n. 28 del 2011 relativi alla definizione dei nuovi criteri incentivanti per le fonti di energia rinnovabili elettriche (diverse dal fotovoltaico) e termiche.
• a definire un sistema di incentivazione che garantisca nel Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, consenta un maggior radicamento nell'economia reale e favorisca le ricadute positive sul sistema produttivo nazionale;
• a ripristinare i premi sugli impianti che installano componenti realizzati nell'Unione europea, come stabilito dal Quarto Conto Energia;
• ad introdurre un bonus fiscale sugli utili reinvestiti in impianti fotovoltaici con tecnologia italiana, in particolare con un sistema che, tramite la detassazione dell'utile realizzato dai titolari di impianti ammessi ai conti energia precedenti, consenta a tali soggetti di autofinanziare la realizzazione di nuovi impianti, impiegando il risparmio d'imposta di cui essi beneficiano nell'ambito della realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, realizzati con componentistica e tecnologia nazionale;
• a promuovere la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative;
• a semplificare lo strumento del registro per tutti gli impianti fotovoltaici, limitandolo ad impianti superiori a 200 chilowatt di potenza, in modo da non appesantire gli adempimenti burocratici per gli operatori e gli utenti, ma contrastando in ogni caso eventuali fenomeni di tipo speculativo legati alla realizzazione di impianti di taglia superiore;
• a mantenere il tetto di spesa a 7 miliardi di euro, in quanto un target d'incentivazione residua a 500 milioni di euro, come previsto dall'attuale schema di decreto, non sarà in grado di far transitare le imprese del settore verso l'uscita del sistema di supporto vigente in vista del raggiungimento della Grid Parity (ovvero il punto in cui l'energia elettrica prodotta con metodi alternativi/energie rinnovabili raggiunge lo stesso prezzo dell'energia tradizionale/rete elettrica);
• a rendere retroattivi gli investimenti e a tutelarli, introducendo nel contempo una norma di salvaguardia che garantisca la tariffa del Quarto Conto Energia erogata per gennaio 2013, a condizione che tali impianti entrino in esercizio entro la data di entrata in vigore del Quinto Conto Energia;

I senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta hanno sottolineato: "Con l'approvazione a stragrande maggioranza delle mozioni sulle rinnovabili giunge una forte spinta a sostegno del settore e all'impegno delle Regioni sul miglioraramento i decreti, che allo stato attuale rischiano di minare la tenuta dell'intero comparto".
"Le proposte di decreti inviate alle Regioni su fotovoltaico e rinnovabili elettriche - continuano i senatori del Pd - devono essere modificate, nel solco anche di quanto si è approvato oggi in Senato. Non è solo un problema di fondi da destinare, perché è anche l'eccessiva burocratizzazione a pesare sull'impostazione data ai decreti. Oltre all'incentivazione elettrica Governo deve procedere poi con l'emanazione dei decreti sull'incentivazione a energia termica e biometano. E' indispensabile che l'Autorità emani la delibera, che si attende ormai dal luglio scorso, sulle specifiche tecniche del biometano per immetterlo in rete ".
Secondo il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico De Vincenti, "il Governo punta allo sviluppo delle energie rinnovabili elettriche oltre l'obiettivo percentuale fissato in sede europea per il 2020 (si conta di arrivare ad almeno il 35 per cento, rispetto al 26 per cento originariamente individuato) e ha conseguentemente ridefinito il sistema degli incentivi. Convergendo su questa impostazione, tutte le mozioni sono, nella sostanza, condivisibili.
Il senatore IdV, Luigi Li Gotti ha commentato "Il via libera del Senato alle mozioni sulle rinnovabili è un passo in avanti in vista del raggiungimento degli obiettivi europei. Ora il governo è impegnato a cambiare radicalmente il piano energetici nazionale, fondandolo non più sulle fonti fossili ma su quelle rinnovabili, tuttavia manca ancora un strategia complessiva in grado di equipararci al resto d'Europa".

 

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9 febbraio 2012 4 09 /02 /febbraio /2012 16:48

L’ Idea di creare una regolamentazione che qualifichi gli Installatori  che lavorano nel mondo delle energie rinnovabili è buona cosa, peccato che siamo in Italia e come è successo fino ad ora lo stato ci ha sempre riempito di carte  e titoli spesso inutili o senza alcun valore. Mancano i controlli sul campo, gli enti preposti escono dall'ufficio solo a controllare i cantieri che denunciano l'inizio attività, per ditte piccole di 1 o 2 persone è più vantaggioso lavorare in nero piuttosto che formarsi e diventare qualificati, e figurarsi se questi denunciano l'apertura di un cantiere rischiando i controlli. In Italia ci sono migliaia di micro ditte che non fatturano il 90% o più dei lavori che eseguono, e i primi a chiedere di non fare fattura sono finanzieri, commercialisti, avvocati, ecc. . Insomma, chi conosce la legge è il primo a saperla raggirare ( ogni riferimento è puramente casuale ).

 

Comunque speriamo che questo nuovo Decreto sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili non serva solo ad aumentare le scartoffie che riempiono gli archivi degli uffici ma dia finalmente il giusto riconoscimento a chi lavora con onestà e competenza tecnica.

 

DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 . Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. Gazzetta Ufficiale n. 71 del 28 marzo 2011 - Suppl. Ordinario n.81.

Art. 15

Sistemi di qualificazione degli installatori

1- La qualifica professionale per l'attivita' di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore, e' conseguita col possesso dei requisiti tecnico professionali di cui, in alternativa, alle lettere a), b) o c) del comma 1 dell'articolo 4 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, fatto salvo quanto stabilito dal comma 2 del presente articolo.

 

2- A decorrere dal 1° agosto 2013, i requisiti tecnico professionali di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 si intendono rispettati quando: a) il titolo di formazione professionale e' rilasciato nel rispetto delle modalita' di cui ai commi 3 e 4 e dei criteri di cui all'allegato 4 e attesta la qualificazione degli installatori; b) il previo periodo di formazione e' effettuato secondo le modalita' individuate nell'allegato 4.

 

3- Entro il 31 dicembre 2012, le Regioni e le Province autonome, nel rispetto dell'allegato 4, attivano un programma di formazione …

 

4-...

 5-...Gli eventuali nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica derivanti dalle attivita' di formazione di cui ai commi 3 e 4 sono posti a carico dei soggetti partecipanti alle medesime attivita'.

6-  Il riconoscimento della qualificazione rilasciata da un altro Stato membro e' effettuato sulla base di principi e dei criteri di cui al decreto legislativo 7 novembre 2007, n. 206, nel rispetto dell'allegato 4.

7-  I titoli di qualificazione di cui ai precedenti commi sono resi accessibili al pubblico per via informatica, a cura del soggetto che li rilascia.

 

By Luca Angioi

NEW SYSTEM srl    Bibione   - VE-

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4 gennaio 2012 3 04 /01 /gennaio /2012 10:14

L'Attestato di Certificazione Energetica (ACE), già obblicatorio in caso di compravendita immobiliare, dal 01/01/2012 diventerà obbligatorio anche in tutti gli annunci immobiliari di vendita. Negli annunci pubblicati bisognerà infatti indicare  l’indice di prestazione energetica dell’immobile contenuto nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). ACE-pag-1.jpg

 

L'obbligo è determinato dell’art.13 del DLgs n.28 del 03/03/2011 (c.d. “decreto rinnovabili” – attuazione della Direttiva Europea 2009/28/CE) che dice: “Nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1° gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l'indice di prestazione energetica contenuto nell'attestato di certificazione energetica”.

Per annuncio si intende ogni forma di comunicazione: internet, cartacea, TV, volantini e cartelli.

Sempre nello stesso decreto è stabilito, inoltre, che per la locazione di immobili già dotati di attestato di certificazione energetica (immobili di recente costruzione o che siano stati oggetto di interventi di riqualificazione energetica) lo stesso sia consegnato, anche in copia conforme, al conduttore.

Alcune regioni hanno già previsto pesanti sanzioni per chi non osserverà gli obblighi, con multe che vanno da 1.000 a 5.000 euro. Attenzione che il Veneto, dato che si avvale della normativa nazionale e non ha una propria normativa riguardante la Certificazione Energetica, non ha ancora emanato nessuna normativa a riguardo ma non è escluso che nei prossimi mesi venga varata una normativa per sanzionare gli inadempienti. Quindi è obbligatorio rispettare la legge in quante tale norma sulle sanzioni quando verrà varata dalla Regione Veneto o dallo Stato colpirà a partire dal 01 gennaio 2012 anche se varata sucessivamente alla data dell'inserimento dell'annuncio.ACE-pag-2.jpg

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è un documento, redatto da un tecnico abilitato, che attesta la prestazione energetica dell’edificio ed alcuni altri parametri energetici caratteristici dell’edificio. Il prezzo medio per l'Attestato va dai 350,00 ai 500,00 euro ad unità abitativa, ovviamente incidono sia le dimensioni dell'abitazione da analizzare, per contenere il prezzo è utile fornire quante più informazioni possibili al tecnico: materiali e stratigrafia di pareti, soffitti e pavimenti sono importanti e spesso il cliente non ne conosce la conformazione reale. La classe indicata nell' ACE vuole definirsi “etichetta di qualità energetica dell’immobile" simili a quelle siamo da tempo abituati a vedere sui nuovi elettrodomestici. La classe “A+” indica un immobile ad altissima efficienza energetica, la classe “C” individua un immobile che rispetta le attuali normative previste per gli edifici di nuova realizzazione, fino ad arrivare alla classe “G” destinata ad immobili di scarsa efficienza energetica. L’attestato riporta, inoltre, i possibili interventi migliorativi dell’efficienza energetica auspicabili sull’immobile e l’eventuale presenza di impianti che sfruttano fonti energetiche rinnovabili. Una abitazione costruita recentemente, con cappotto esterno da 5 cm e impianti tecnologici di buon livello, arriverà presumibilmente in classe D. Una casa di 30 anni con 2 cm di materiale isolante nell'intercapedine e impianti tradizionali a radiatori difficilmente arriverà in classe E.

 

La classe energetica C è il minimo risultato da raggiungere per poter costruire una casa nuova, gli impianti dovranno essere di buon livello e soprattutto andrà molto curato l'isolamento termico che avrà uno spessore di almeno 10 cm. Spesso per poter guadagnare una classe energetica, negli edifici esistenti, la scelta migliore e più economica è quella di integrare un impianto solare per la produzione di acqua calda sanitaria.

Con l’attestato di certificazione energetica sarà più facile, per l’acquirente, prevedere quale sarà il costo annuale presunto per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria dell’immobile pubblicizzato, un parametro quindi facilmente verificabile che avrà un ruolo importante sulla decisione dell’acquisto.

ACE-pag-3.jpg

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl Bibione VE

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