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18 febbraio 2015 3 18 /02 /febbraio /2015 09:52

Spiegazioni e video su come Programmare una stufa Palladio

 

Le stufe Palladio utilizzano una elettronica realizzata dalla Micronova, il pannello comandi è dotato di 6 pulsanti numerati:

1 Alza la temperatura /cambia parametro.

2 Abbassa la temperatura / cambia parametro.

3 Set conferma /entra nei menu.

4 On-Off accende-spegne/ esce dal menu.

5 Abbassa la potenza / passa al menu inferiore.

6 Alza la potenza / passa al menu superiore.

 

Il display è retroilluminato e risulta sempre ben leggibile, nella schermata principale sono riportati i valori di ora attuale, temperatura ambiente, stato stufa, potenza attuale. Per accedere e spegnere la stufa è sufficiente premere il pulsante On-Off (4) .

 

Premendo il tasto SET (3) è possibile entrare nei vari menu utente:

 

01 Menu SET VENTOLE

Regolazione del secondo ventilatore di aria calda (se presente), utilizzabile per la canalizzazione. Il primo ventilatore non è regolabile in quanto viene gestito dalla elettronica in base alla potenza di lavoro della stufa.

 

02 Menu SET OROLOGIO

Programmazione ora e data attuale.

 

03 Menu SET CRONO

Programmazione funzionamento automatizzato : giornaliero 2 orari, settimanale 4 orari, week end 2 orari.

 

04 Menu LINGUA

Impostazione lingua del display.

 

05 Menu STAND BY

Impostazione modalità stand-by, di default la stufa arrivata alla temperatura impostata riduce la potenza al minimo ma non s spegne. Impostando stand-by in on la stufa s spegnerà superata la T° impostata di 2°C e si riattiverà quando la stanza raggiungerà 2°C in meno rispetto alla T° impostata.

 

06 Menu MODO CICALINO

Attiva o disattiva gli avvisi acustici.

 

07 Menu CARICO INIZIALE

Attiva per 90 secondi la coclea in modo da partire in modo corretto alla prima messa in funzione o dopo che la stufa si è spente per mancanza pellet nel serbatoio.

 

08 Menu STATO STUFA

Visualizza le indicazioni sullo stato attuale di funzionamento della stufa.

 

09 Tarature Tecnico

Menu riservato al centro assistenza per modificare i parametri di funzionamento della stufa, per resettare gli allarmi e gli avvisi di manutenzione. Accessibile solo tramite password.

 

10 Carico Pellet

Regola la caduta del pellet per migliorare la combustione.

 

A lato del display è presente il ricevitore ad infrarosso per comandare la stufa comodamente seduti utilizzando il telecomando (nella maggior parte dei modelli è un optional). Il telecomando nuovo è sottile e ripete esattamente gli stessi pulsanti che trovate nel pannello principale, il modello vecchio ( in dotazione ancora ad alcune stufe) aveva solo 4 pulsanti per controllare la T°, la potenza e accendere o spegnere la stufa. La scheda è predisposta anche per il funzionamento tramite GSM (optional in tutti i modelli).

Per spiegarvi nel dettaglio la programmazione e le varie impostazioni che potete eseguire nella Vostra stufa vi ho preparato un video dove vi descrivo integralmente tutte le varie funzioni.

 

By Luca Angioi, NEW SYSTEM srl Bibione VE www.newsystem-online.it

 

Video spiegazione sulle funzioni e sulla programmazione delle stufe a pellet Palladio

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19 gennaio 2015 1 19 /01 /gennaio /2015 11:40

Il Pellet, consigli per l'uso e l'acquisto.

Come capire la qualità del pellet?

Introduzione: Il pellet è un combustibile naturale ricavato dalla segatura del legno e pressato (circa 300 bar) per ricavarne dei cilindri, non vengono normalmente utilizzati collanti in quanto durante la pressatura l’innalzamento della temperatura del legno attiva l’effetto legante della lignina. Il diametro del pellet è ormai standardizzato: il 6 mm viene utilizzato per stufe e caldaie domestiche o comunque in impianti di taglia medio-piccola, l’ 8 mm viene utilizzato nei grossi impianti industriali. Rispetto alla legna il pellet ha un costo maggiore ma permette di rendere automatiche le accensioni e gli spegnimenti dando la possibilità anche a chi non ha tempo di utilizzare un sistema a biomassa.

 

Prima di comprare osservate:

Faggio e Abete offrono in generale il pellet migliore, da questi alberi si ricava un legno dal colore chiaro o "bianco" o giallo paglierino, e comunque nel sacchetto deve esserci scritto da quale tipologia di alberi proviene il pellet. Osservate i tronchetti, devono essere di lunghezza simile tra loro, se ci sono troppe differenze tra i tronchetti la fiamma sarà meno costante. Guardate il fondo del sacchetto e se trovate troppa polvere di legno cambiate sacchetto, se tutti hanno molta polvere nel fondo cambiate tiplogia di prodotto. La polvere in eccesso può causare malfunzionamenti nelle parti in movimento della vostra stufa o caldaia a biomassa.

 

Imparate a leggere l’etichetta:

L’etichetta è molto importante da leggere e dovreste sempre farlo prima di comprare un sacchetto di pellet di marca o tipologia diverso da quello che acquistate di solito. Nell’etichetta troverete i seguenti dati importanti:

-Potere calorifico: espresso in kWh/kg indica quanta energia termica può produrre 1 kg di pellet, migliore è il pellet e maggiore è questo valore. Indicativamente si parte da 4,5 kWh/kg e si arriva a 5,5 kWh/kg per i prodotti migliori.

-Residuo di cenere: espresso in percentuale sul peso bruciato, ovviamente più il valore è basso e meglio è in quanto vuol dire che la vostra stufa o caldaia sarà meno sporca a fine giornata. Normalmente si parte da 0,3% per i pellet migliori e si sale per i prodotti di qualità inferiore che possono superare anche 1,5%.

-Umidità: espressa in percentuale, deve essere il più bassa possibile e sono ammessi valori inferiori al 10%. Pellet con livelli di umidità alto può creare problemi in fase di avviamento e cali di rendimento.

Consiglio: quando portate in casa un sacco di pellet che è stato esposto a basse temperature, aspettate prima di aprirlo e dategli il tempo di raggiungere la temperatura ambiente. Aprendo un sacco “freddo” l’umidità che avete in casa verrà attratta dal pellet freddo che tenderà ad assorbirne in eccesso causando spesso problemi di accensione. Se per problemi di spazio siete costretti a stoccare il pellet in un ambiente freddo, portate il sacchetto in casa almeno 24 ore prima di aprirlo.

-Certificazioni: le certificazioni aiutano a capire se il pellet è di qualità ma può comunque capitare di trovare un buon prodotto non certificato perché la certificazione comporta dei costi che alcune piccole ditte non vogliono accollarsi. Ci sono molte certificazione nazionali e internazionali, negli ultimi anni si sta diffondendo la normativa comunitaria UNI EN 14961-2 che cerca di aiutare il consumatore a capire quale pellet è migliore dividendolo in 3 categorie di qualità decrescente: A1 la migliore, A2 intermedia, B qualità bassa.

 

Fate delle prove:

Prima di comprare 1 bancale di pellet acquistate pochi sacchetti magari di diverse marche e provatelo. Il pellet più adatto alla vostra stufa o caldaia a biomassa sarà quello che lascierà meno cenere, intaserà meno il braciere e sporcherà meno il vetro.

 

Capite la reale convenienza dei diversi tipi di pellet:

Dopo aver provato vari prodotti e trovato quello più adatto confrontate il valore reale, dividete il prezzo di acquisto per il potere calorifico. Vediamo due semplici esempi:

Esempio 1: avete pagato un sacchetto da 15 kg € 5,00 e il rendimento indicato è di 5,0 kWh/kg, dividete i 5,00 euro spesi per i 15 kg e poi dividete ancora per rendimento di 5,0 kWh/kg. Avrete ottenuto che per 1 kW dovrete spendere 0,67 euro/kW.

Esempio 2: avete pagato un sacchetto da 15 kg € 4,70 e il rendimento indicato è di 4,6 kWh/kg, dividete i 4,70 euro spesi per i 15 kg e poi dividete ancora per rendimento di 4,6 kWh/kg. Avrete ottenuto che per 1 kW dovrete spendere 0,68 euro/kW. Il risparmio del secondo sacchetto è quindi solo teorico perché il rendimento del primo sacchetto è nettamente maggiore e probabilmente vi ritroverete ad avere meno problemi di funzionamento e pulizia.

 

Regolate al meglio la stufa o la caldaia:

Quando acquistate un prodotto a biomassa è buona regola far eseguire il primo avviamento ad un tecnico qualificato che , oltre a controllare che l’installazione sia stata eseguita a regola d’arte, vi potrà regolare la vostra stufa o caldaia in modo che possa avere il massimo rendimento. Cambiare tipo di pellet dopo che il tecnico ha fatto le sue regolazioni può influire negativamente sulla combustione. Alcuni prodotti, come le stufe Palladio che vendo attraverso il mio ecommerce ( www.newsystem-shop.it  ) offrono all’utente finale la possibilità di modificare in modo semplice e sicuro un valore che va a regolare a sua volta diversi parametri di combustione. In questo modo le stufe Palladio possono adattarsi al nuovo tipo di pellet ed evitare ad esempio che durante il normale funzionamento la fiamma si spenga o che il braciere si riempia troppo.

 

Ciao a tutti. Luca Angioi, www.newsystem-shop.it

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2 gennaio 2015 5 02 /01 /gennaio /2015 16:37

Il titolo di questo articolo è anche una delle principali domande poste da chi naviga sui blog alla ricerca di informazioni sulle stufe a pellet.

Piccola … di dimensioni?

Premetto che rispondere in modo certo è impossibile perché esistono troppi produttori di stufe a pellet per conoscere tutti i prodotti sul mercato, cerco quindi di dare una risposta secondo le mie conoscenze nel settore. Volendo cercare la più piccola stufa a pellet come ingombro in profondità, tra i prodotti che conosco vincerebbe sicuramente il modello Scozia della Palladio.

Palladio-Scozia-1.jpg Il modello Scozia (su http://www.newsystem-shop.it/ ad un prezzo imbattibile!) infatti ha una profondità di soli 20 cm e anche in larghezza rimane abbastanza compatta con i suoi 70 cm, molti altri produttori hanno modelli simili nel loro catalogo ma la profondità difficilmente scende sotto i 25 cm. Il modello Scozia inoltre è disponibile anche in versione canalizzabile e gli ingombri rimangono inalterati, guarda il mio video sul modello Scozia .Da tenere presente che queste stufe hanno una capacità del serbatoio inferiore rispetto ai modelli tradizionali, infatti solitamente possono stivare dai 12 ai 14 kg.

Volendo un modello compatto in larghezza, sempre in casa Palladio si può scegliere tra due nuovi prodotti con dimensioni molto contenute: 40 x 40 cm! Il modello Islanda da 8 kW e , ancora più interessante, il modello canalizzabile Galles da 10 kW con doppio ventilatore indipendente e uscita dei fumi superiore per non avere ulteriori ingombri posteriormente, guarda il mio video sul modello GallesIl modello che tuttora dovrebbe essere il più piccolo in commercio è realizzato invece dalla ditta  F.lli Lerda che è riuscita a realizzare una stufa in soli 33 cm.

Piccola …. di potenza?

Dimensioni piccole non sono indice per forza di potenza piccola, quindi chi cerca una stufa “piccola” di potenza termica è bene che controlli soprattutto la targhetta per vedere quanti kW la stufa riesce ad erogare senza doversi spegnere. Questo dato è molto importante quando si cerca una stufa per un ambiente molto piccolo, più bassa è la potenza minima e maggior confort si ottiene in ambiente. Alcuni modelli nonostante abbiano una potenza massima non elevata faticano a modulare, una stufa da soli 5 kW spesso non scende sotto i 2,5 kW alla potenza minima. Dei modelli che conosco io la stufa con la modulazione migliore è il modello Forma della Calux che nonostante una potenza massima di 6 kW riesce a modulare fino a 1,8 kW senza spegnersi e consumando solo 0,4 kg/h di pellet.

Calux-forma-appesa.jpg

Molto interessanti anche i nuovi prodotti della KEYWOOD, ottime prestazioni con bassissimi consumi anche sulle stufe idro e inoltre può vantare la più ampia personalizzazione estetica grazie ai fianchi personalizzabili in ecopelle.

Ricordate, prima di acquistare una stufa al centro commerciale o su un sito internet, che è importante evitare il montaggio fai da te. Una condotto scarico fumi realizzato male o la mancanza di una adeguata ripresa d'aria  o il mancato rispetto delle distanze da materiali infiammabili può creare moltissimi problemi di funzionamento e soprattutto di sicurezza. Una stufa deve essere installata rispettando le normative nazionali e le disposizioni del costruttore, è importante per la Vostra sicurezza farla installare da un professionista che ne segua poi anche la manutenzione ordinaria.

Ciao a tutti.

Luca Angioi   NEW SYSTEM srl Bibione  VE  www.newsystem-shop.it

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11 gennaio 2014 6 11 /01 /gennaio /2014 11:51

Domanda legittima e ricorrente, le risposte su internet però spesso vengono pilotate dai vari produttori che controllano o si inseriscono nei forum e in alcuni blog fingendosi spesso dei comuni utenti. Io cercherò di dare una risposta coerente, onesta e semplice soffermandomi sull’efficacia di riscaldamento in rapporto ai costi di acquisto ed esercizio senza entrare in argomenti tortuosi relativi alla salute.

Vantaggi stufe Pellet rispetto a quelle a Bioetanolo:

Potenza disponibile molto elevata.

Possibilità di essere canalizzate.

Basso costo di esercizio.

Nessun consumo di ossigeno dall’ambiente durante la combustione.

Vantaggi stufe Bioetanolo rispetto a quelle a Pellet:

Basso costo iniziale.

Manutenzione quasi inesistente.

Prodotti anche con estetica molto raffinata.

Installazione semplicissima.

Alcuni modelli sono anche trasportabili.

Non hanno bisogno di canna fumaria.

Normalmente le stufe e caminetti a bioetanolo  hanno una potenza bassa che può essere sufficiente per singoli ambienti ma non per scaldare più stanze. Inoltre il costo al litro dell’alcool etilico denaturato (bioetanolo) è  molto alto e quindi il costo di esercizio rende questi apparecchi sconsigliabili per uso frequente e per scaldare ambienti ampi. Considerando un costo al litro di bioetanolo di almeno 2,50 euro il costo per scaldarsi sarà di 0,25 €/kWh; utilizzando una stufa a pellet e ipotizzando un costo di 4,80 euro per un sacco da 15 kg, il costo per scaldarsi sarà di 0,06 €/kWh. Per valutare la convenienza di un sistema piuttosto dell’altro dovete avere in mano il preventivo delle due soluzioni e con pochi calcoli potete capire quale è la soluzione più conveniente per voi. Personalmente, se dovessi scaldare sporadicamente una singola stanza e volessi ottenere anche un effetto estetico allora potrei scegliere il caminetto a bioetanolo.

"In assenza di necessità estetiche un qualunque radiatore elettrico o stufetta mi può dare lo stesso risultato spendendo di meno per l’acquisto e spendendo uguale per il funzionamento senza neppure dover fare ulteriori prese di aerazione. "

Nel caso avessi necessità di un sistema di riscaldamento da utilizzare frequentemente di sicuro non acquisterei un sistema a bioetanolo perchè il costo di esercizio risulterebbe troppo alto.

 

Ciao a tutti.

 

Luca Angioi NEW SYSTEM srl Bibione Ve

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1 agosto 2013 4 01 /08 /agosto /2013 17:22

Oltre alle classiche caldaie a gas o gasolio, si stanno diffondendo le soluzioni a pellet perché permettono una notevole riduzione del costo del riscaldamento, rispetto al gasolio è facile ottenere risparmi del 50-60%.

I prodotti in commercio sono ormai molti e quasi tutti i produttori di stufe hanno in catalogo anche alcune stufe-idro e qualche caldaia. Per orientarsi è bene capire quali possono essere le differenze costruttive che possono incidere sul prezzo.

SISTEMI DI PULIZIA: Qualunque caldaia a pellet necessita  di pulizie frequenti. I modelli più economici e comunque gran parte dei modelli derivati dalle stufe idro, non hanno nessun sistema di pulizia automatico. Il braciere va pulito quindi pulito regolarmente ogni 2/3 giorni  e almeno una volta alla settimana sarebbe bene scuotere manualmente i turbolatori per tenere pulito il sistema evacuazioni fumi e mantenere efficiente lo scambio termico. In questo caso chi compra una caldaia a pellet deve tenere presente che gli dovrà dedicare un po’ del suo tempo libero.  Chi non ha tempo è bene che si orienti su prodotti più costosi che offrono SISTEMI AUTOMATICI DI PULIZIA del braciere e degli scambiatori lato fumo e quindi l’utente ha il solo obbligo di svuotare il cassetto delle ceneri.  I sistemi di pulizia del braciere non sono tutti efficaci allo stesso modo e alcuni sono anche particolarmente rumorosi, chiedete quindi al rivenditore garanzie sulla silenziosità del sistema.

 

RENDIMENTO DI COMBUSTIONE: Il rendimento delle caldaie a pellet, anche quelle concettualmente più semplici ed economiche,  sulla carta può spesso superare il 93-94%, questo dato però è puramente indicativo perché raggiunto solo in ben definite condizioni di funzionamento utilizzate durante le prove di certificazione. Da prove che ho svolto direttamente  sul campo, il rendimento medio stagionale (che non viene mai dichiarato) può faticare ad arrivare al 60%, questo perché difficilmente si raggiungono i rendimenti dichiarati (in particolare per i modelli economici) e soprattutto ogni spegnimento e accensione della caldaia (periodi che durano svariati minuti) comportano un notevole spreco di energia.

 

Il controllo della fiamma inoltre, sui modelli più economici è basato solo su parametri impostati in fabbrica (velocità del ventilatore e giri della clochea) e quindi, dato che le variabili sono molte, la combustione può non essere ottimale come dovrebbe. I modelli più costosi utilizzano una SONDA LAMBDA (da sola vale oltre 1.000 euro) che da garanzia di assoluta precisione della combustione in quanto il controllo avviene costantemente e l’elettronica modifica i parametri di combustione continuamente. Il vantaggio è un reale aumento dell’efficienza stagionale, un perfetto adattamento alle diverse qualità di pellet, meno polveri sottili nell’aria e un residuo di ceneri ridotto al minimo.

 

AUTONOMIA: Quasi tutte le caldaie hanno un serbatoio integrato per il pellet, controllate l’autonomia del prodotto che vi propongono in modo da sapere ogni  quanti giorni dovrete preoccuparvi della carica. Per aumentare l’autonomia cercate prodotti con serbatoi capienti, ce ne sono per tutti i gusti e di tutte le misure, l’unico limite è lo spazio che avete a disposizione.

 

RICORDATE CHE:

Qualunque caldaia a pellet, anche la più costosa, per funzionare bene deve essere installata correttamente. Oltre a realizzare un sistema di evacuazione dei fumi e un collegamento con l’impianto a regola d’arte, bisogna sempre inserire un accumulo inerziale per garantire alla caldaia di funzionare a lungo limitando al minimo le deleterie  accensioni e spegnimenti. L’accumulo termico, per garantire una adeguata inerzia, dovrebbe venire dimensionato in modo da avere almeno 25 litri per ogni kW installato, quindi anche la più piccola caldaia dovrebbe essere abbinata almeno ad un 300 litri.

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione  www.newsystem-shop.it

 

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20 ottobre 2012 6 20 /10 /ottobre /2012 12:38
9) UNA STUFA A PELLET PUO’ SCALDARE I RADIATORI…
a) Solo se l’aria calda arriva in quella stanza.
b) Si, se la stufa è stata progettata per scaldarli.
c) No, perché ci vorrebbe una stufa per ogni radiatore. 
   
E' molto diffuso acquistare stufe a pellets per riscaldare la casa in quanto si è molto attirati dal basso costo di acquisto e dalla possibilità di risparmiare molti soldi sul costo di combustibile. Purtroppo molti acquirenti, non avendo esperienza, si fidano dei venditori da supermercato e dopo pochi giorni dall'aver installato la loro bella stufa si trovano a fare i conti con un confort inadeguato e risultati spesso sotto le aspettative. E' bene precisare che anche la più piccola stufa a pellets che possiamo comprare ha comunque una potenza nominale di almeno 5 kW. non installate mai una stufa normale in corridoio ! è come pensare di mettere un radiatore in corridoio e illudersi che questo scaldi adeguatamente tutte le stanze attorno. Le stufe normali vanno sempre e solo installate nella stanza più grande che avete a disposizione, ok risparmiare ma anche il comfort vuole la sua parte, portare una stanza a 30° per avere le altre a 18° non è comfort!  Per darvi un termine di paragone, una stufetta elettrica per riscaldare il bagno se usata alla massima potenza sviluppa 2 kW, la più piccola stufa a pellets scalda almeno il doppio.
 
 snap stufa idro
Spesso mi capita di vedere stufe installate in corridoi o stanze molto piccole e in queste condizioni una stufa non può certo funzionare in modo corretto, inoltre avrete sicuramente grosse differenze di temperatura tra il luogo dove avete deciso di installare la stufa e le altre stanze, e il comfort lo dimenticate per sempre.    
     
Ricordate quindi, prima di acquistare una stufa, valutate bene dove la potrete installare e non confinatela in un corridoio perchè credo che nessuna persona intelligente installerebbe un radiatore da 5 kw in corridoio sperando di avere un bel calduccio anche nelle camere! In casi come questo abbiate almeno il buon cuore di scegliere i modelli con i condotti dell'aria canalizzabili. A meno che non abitiate in un monolocale o un bel open-space, la scelta migliore ( anche se tecnicamente ed economicamente più impegnativa) è installare un modello "Idro". Per utilizzare termini semplici, i modelli Idro si definiscono così perchè al loro interno hanno uno scambiatore di calore ( oltre a pompa, valvole, ecc) per produrre acqua calda che può essere usata anche per docce, ecc. . Il vantaggio evidente è che il calore prodotto dalla stufa lo posso sfruttare in tutti i radiatori presenti nell'abitazione mantenendo un comfort elevato e risparmiando effetivamente nei consumi.
 snap-TABELLA_COSTI.jpg
Nel grafico che vedete sopra, reperibile facilmente su internet e che ritengo molto attendibile, si può vedere che rispetto ad una caldaia Metano il costo del combustibile è nettamente inferiore, se poi avete una caldaia a Gasolio o Gpl la differenza diventa esorbitante. Il costo indicato nel grafico è riferito ad una caldaia a pellet che può arrivare anche a 10.000 euro di costo installata. Le caldaie a pellets hanno il vantaggio di avere serbatoi più grandi e possono anche essere abbinate a silos in grado di garantire autonomie elevate, le manutenzioni sono meno frequenti ed aumenta l'affidabilità e la durata nel tempo, i modelli più evoluti hanno inoltre un controllo elettronico tramite sonda lambda che riduce al minimo le ceneri ottimizzando continuamente la combustione con risultati veramente ottimi.
 
Una stufa-idro è molto più economica e installata può costare circa 4000/6000 euro, il prezzo può variare a seconda della potenza o qualità della stufa-idro scelta, delle difficoltà di installazione sia a livello impiantistico che della complessità della canna fumaria.
Ricordate pèrò che le stufe se siete pigri o avete poco tempo possono non essere la soluzione giusta per Voi. Usando la stufa 8/10 ore al giorno vi troverete probabilmente a dover svuotare il cassetto delle ceneri tutti i giorni, caricare il pellets tutti i giorni, pulire il braciere con l'aspiratore ogni 2-3 giorni, pulire il vetro e i condotti fumo ogni 2-3 giorni ( una caldaia a pellets può avere la pulizia automatica del braciere e dei condotti fumo e quindi vi basterà caricarla e svuotare il cassetto ceneri una volta a settimana) e tutti gli anni chiamerete lo spazzacamino. Vi consiglio inoltre di non comprare questi prodotti nei supermercati perchè prima dell'acquisto dovete chiedere un sopralluogo ad un tecnico competente per capire come e se è installabile la stufa-idro che vorreste comprare.
   
Le stufe a pellets, come le caldaie a pellets, sono detraibili al 55% solo in caso di "sostituzione di una precedente caldaia", se installate il vostro bel prodotto a pellets senza rimuovere la caldaia non potete detrarre il 55% ( a meno che non troviate qualche professionista poco serio che certifichi il contrario). Potete sempre e comunque usufruire del 50% in 10 anni (il 50% sostituisce il 36% e attualmente rimarrà in vigore fino a giugno 2013), nessun costo aggiuntivo e non serve neppure rivolgersi a un professionista per la certificazione. Per il 50% dovete solo ricordarvi di pagare con bonifico bancario chiedendo il modello predisposto ( attenti a non usare i modelli normali !!!) e poi ricordarvi di consegnare al vostro commercialista la fattura quando dovete presentare la vostra dichiarazione sui redditi insieme ai dati catastali dell'immobile dove l'avete installata. Non serve essere i proprietari per portare in detrazione la spesa.
 
Quindi:
9) UNA STUFA A PELLET PUO’ SCALDARE I RADIATORI…
Ciao a tutti e se avete domande sarò lieto di risponderVi.
     
Luca Angioi, NEW SYSTEM srl Bibione VE
 
b) Si, se la stufa è stata progettata per scaldarli.
     
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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 19:52

Chi oggi ha la caldaia a gasolio e vorrebbe passare al pellets per risparmiare un bel po’ di soldi può valutare di sostituire solamente il bruciatore!

In commercio esiste un prodotto commercializzato da Mepe ( vedi la mia recensione sui prodotti novità ) che permette di riutilizzare l’attuale caldaia per far funzionare l’impianto con il pellets. Ovviamente se la Vostra caldaia è maggiorenne da un pezzo, vi converrebbe cambiarla in blocco senza pensarci troppo.

 

Le caldaie che nascono per il gasolio sono ovviamente ottimizzate per questo combustibile e non hanno nessun accorgimento per la pulizia delle ceneri, non avrete quindi il cassettino che vi faciliterà la pulizia e tanto meno lo scambiatore dei fumi avrà a pulizia automatica. Però, se prediligete il risparmio alla comodità e avete comunque una buona manualità e sufficiente tempo a disposizione per gestirne le pulizie periodiche, questa soluzione può essere per voi vantaggiosa. Al costo del bruciatore ci dovrete aggiungere il sistema di caricamento del pellets e il serbatoio, quindi se non avete spazio e volete passare comunque al pellets vi converrà comunque pensare di sostituire in toto la caldaia con un nuovo modello che abbia incorporato anche il serbatoio del pellets.

 

A parità di rendimento del corpo caldaia, passare ad una soluzione a pellets vi garantirà un risparmio minimo del 50% sui vostri attuali costi di riscaldamento e acqua calda sanitaria, quindi fatevi i vostri conti. Il costo del bruciatore a pellets dovrebbe aggirarsi attorno ai 1500 euro, aggiungendo un piccolo serbatoio e il sistema di caricamento e la manodopera per l’installazione dovreste arrivare attorno ai  3000/4000 euro. Sono cifre puramente indicative perché non ho ancora avuto modo di proporre questa soluzione ai miei clienti nel dettaglio, a qualcuno ne ho parlato ma era gente poco predisposta manualmente o comunque con poco tempo a disposizione e quindi l’idea è stata scartata per indirizzarsi su sistemi completi nati appositamente per funzionare a pellets. Sinceramente anch’io passerò al pellets ma per vari motivi sceglierò sicuramente una soluzione più sofisticata e facilmente gestibile anche in mia assenza e che garantisca un rendimento più elevato.

 

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl   Bibione   VE

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