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12 agosto 2013 1 12 /08 /agosto /2013 09:29

 

  Particolare

 

Il termine “impianto radiante” è molto generico e comprende una varietà enorme di prodotti e soluzioni, inoltre gli impianti possono essere installati in orizzontale sotto pavimento o nel soffitto, ma esistono anche versioni adatte ad installazioni verticali per essere inseriti nelle pareti. Le soluzioni disponibili possono tranquillamente convivere ed è quindi possibile realizzare nella stessa stanza due tipologie diverse di impianto radiante, quindi in salotto potremmo avere un pavimento con impianto radiante e una o più pareti con l’impianto inserito sotto intonaco o inserito nel cartongesso. Anche se la quasi totalità degli impianti radianti viene usata solo per il riscaldamento, è bene sapere che è possibile anche ottenere un ottimo comfort raffrescando con sistemi radianti: temperatura omogenea in ogni ambiente e nessun giro di aria fredda. Per poter raffrescare correttamente un ambiente con un impianto radiante è fondamentale progettare e realizzare accuratamente anche il sistema di deumidificazione in quanto il solo sistema radiante non è in grado di controllare l’umidità ambientale.

Guardiamo ora in sezione un impianto radiante a pavimento, partendo dal basso:

 

Il pannello isolante, che solitamente è in polistirolo ma esistono anche versioni per bioarchitettura in sughero o lana di roccia, superiormente il pannello è ricoperto da un film di plastica che serve ad irrigidirne la superficie e a rendere agevole il lavoro di posa del tubo. I pannelli più usati hanno una parte superiore sagomata con delle bugne che servono a bloccare la tubazione che andrà a formare i vari anelli. Molti però prediligono i pannelli con superfici lisce (meglio se con materiale riflettente) perché la bugna va a rubare superficie di scambio al tubo e quindi cala leggermente l’efficienza dell’impianto, quando il pannello è liscio il tubo sarà quindi fissato con delle clips. Tutto attorno ai muri verrà preventivamente posata una striscia spugnosa che garantirà lo giusto spazio di dilatazione al pavimento per evitare che negli anni si possano creare delle crepe a pavimento.

 

 Il tubo posato sopra al pannello andrà a formare degli anelli dove passerà l’acqua a bassa temperatura che garantirà il riscaldamento uniforme della stanza. La distanza tra le tubazioni viene calcolata dal progettista e può variare tra i 5 e i 20 cm a seconda della potenza che si avrà bisogno. Il tubo utilizzato normalmente ha un diametro di 16/17 mm ma esistono anche tubi più piccoli per impianti ribassati o tubi di diametro maggiore per impianti industriali. Tutti i tubi devono avere la barriera d’ossigeno che può essere costituita anche solo da un rivestimento esterno che forma un film in plastica di pochi micron, io però preferisco utilizzare tubazioni multistrato dove la barriera antiossigeno è garantita da uno strato di alluminio. L’alluminio essendo uno strato intermedio non rischia di essere inavvertitamente rovinato durante i lavori di posa o da chi poi farà la caldana e inoltre rende più facile la posa del tubo.  Calcolare bene l’impianto è fondamentale per evitare di trovarsi con un impianto sottodimensionato e poi saremo costretti ad aumentare eccessivamente la temperatura dell’impianto, e di questo problema ne parlerò quanto prima in un altro articolo.

 

Una volta posato pannelli e tubi il tutto andrà ricoperto da uno strato di sabbia e cemento mescolato con un liquido chimico per garantirne la giusta elasticità e conducibilità termica. Lo spessore solitamente è di 4-5 cm sopra al tubo ma si può scendere a 3 o 2,5 con massetti tecnici ad elevata resistenza. Chi ha ulteriori problemi di spazio dovrà optare per i sistemi a secco, ideali nelle ristrutturazioni, che permettono di realizzare impianti finiti anche con 2,5 cm di spessore ma sono generalmente più costosi.

La finitura superficiale può essere realizzata con qualunque materiale: piastrella, legno, resina. Ovviamente il materiale di finitura inciderà sul rendimento dell’impianto e quindi il progettista ne deve tenere conto durante il dimensionamento.

 

Gli impianti radianti a parete o a soffitto differiscono dalla versione a pavimento solo nella composizione, il tubo può essere annegato nella malta e posato utilizzando delle guide che andranno fissate preventivamente oppure si troverà già inserito in dei moduli prefabbricati in cartongesso che andranno opportunamente fissati e poi collegati tra loro.

Questa è solo una veloce panoramica delle molteplici variabili offerte dagli impianti radianti, la scelta finale va sempre concordata con il progettista che valuterà attentamente la migliore soluzione applicabile.

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl, Bibione VE 

www.newsystem-online.it 

www.newsystem-shop.it

 

 

 

 

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6 settembre 2012 4 06 /09 /settembre /2012 08:43

RISCALDAMENTO RADIANTE ELETTRICO A PAVIMENTO.

COSE’? Quando si parla di riscaldamento radiante a pavimento si pensa subito a delle tubazioni annegate nel pavimento e nelle quali circola acqua calda, esiste però anche la variante elettrica di questo tipo di impianto. L’idea di base è quindi uguale ma il riscaldamento è generato direttamente facendo passare energia elettrica in delle strisce, cavi o matasse create appositamente per questo utilizzo. Il prodotto normalmente viene annegato nel massetto del pavimento ma ci sono soluzione studiate appositamente per la posa nello strato di colla delle piastrelle o a secco direttamente sotto i pavimenti in laminato o in legno flottanti, ideale quindi per ristrutturazioni veloci.

P1020171 

QUANDO CONVIENE? Rispetto al sistema tradizionale i costi di realizzazione sono più bassi e l’installazione è molto semplificata in quanto non è richiesto nessun generatore di acqua calda. Questo tipo di impianto è la soluzione ideale per chi vuole riscaldare una o più stanze per brevi periodi godendo del comfort offerto dai sistemi radianti, noi infatti abbiamo realizzato questa soluzione in una casa vacanza al mare. In italia questa tipologia d’impianto è sfavorita dall’alto costo dell’energia elettrica e quindi non risulta conveniente nell’utilizzo continuativo.

QUALI SONO I COSTI DI GESTIONE? I costi di gestione di un impianto radiante completamente elettrico possono essere anche del 300% superiori al costo di gestione di un impianto identico servito da una moderna caldaia a condensazione. Per chi volesse staccarsi dal metano (o g.p.l. o gasolio) per andare esclusivamente con energia elettrica spesso la soluzione migliore  rimane quella di abbinare all’impianto radiante idronico una buona pompa di calore aria/acqua. Il costo dell’energia elettrica in Italia oggi è minimo di 23 centesimi di euro al kWh, inoltre aumentando il consumo elettrico il costo si alza notevolmente superando a volte anche i 30 centesimi al kWh. Installando una pompa di calore è possibile chiedere il secondo contatore dedicato, in questo modo il prezzo dell’energia elettrica al kW rimane basso. E’ quindi ovvio che per scegliere la soluzione migliore tra radiante idronico o elettrico è bene affidarsi ad un professionista che sia in grado di calcolare costi di realizzazione e di gestione di entrambe le soluzioni per dare la possibilità al cliente di prendere una decisione consapevole e corretta.

QUANTO ELETTRICITA’ CONSUMA? Chi avesse intenzione di realizzare un impianto radiante elettrico per riscaldare parecchi metri quadri di abitazione, è bene che tenga conto del consumo elettrico totale dell’impianto e degli elettrodomestici per evitare di far saltare spesso il contatore. Per ovviare a questo problema è bene installare da subito un ripartitore di carico, alcuni produttori di impianti radianti elettrici prevedono già la possibilità di comandare l’impianto con delle loro centraline che, oltre a gestire le temperature nelle varie stanze, sono in grado di monitorare i consumi elettrici dell’abitazione evitando il distacco del contatore. Il consumo al Mq di questi impianti dipende dal prodotto utilizzato e da come viene posato, indicativamente si va dai 100 Watt fino ai 200 Watt al metro/quadro.

By Luca Angioi   NEW SYSTEM srl  Bibione VE   www.newsystem-online.it

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  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecnologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto. Ho scritto un articolo per ProntoPro su come negli ultimi anni l'efficienza energetica sia nettamente migliorata grazie alla nuova tecnologia:  https://www.prontopro.it/blog/come-la-tecnologia-ha-migliorato-il-risparmio-energetico/
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