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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 13:14

LEGIONELLA: descrizione  e prevenzione.

Conoscere la Legionella:

La Legionella è un batterio di cui sono state identificate oltre 50 specie, il 90% dei casi di legionellosi è però attribuibile alla L.pneumophila che è quindi la specie più pericolosa. Le condizioni più favorevoli alla proliferazione del batterio sono: stagnazione dell’acqua, presenza di incrostazioni e temperatura tra  i 20°C e i 45°C. L’uomo contrae l’infezione attraverso aerosol, cioè quando vengono inalate micro-gocce contaminate da un sufficiente numero di batteri, il momento più a rischio può essere ad esempio durante una doccia calda. La Legionella può far insorgere polmonite e febbre, i tempi di incubazione vanno dalle 24 alle 48 ore nel caso di febbre e dura circa 5-6 giorni ( febbre di Pontiac) , nel caso di polmonite l’incubazione può arrivare a 5-6 giorni con risvolti molto gravi: malessere, tosse, cefalee, sintomi gastrointestinali, cardiologici e neurologici. In questo secondo caso si definisce “malattia del legionario” e nel 5-15% dei casi può essere letale.

 

Prevenire la Legionella:

Esistono almeno 5 modi per contrastare il proliferare della Legionella:

1)   Shock Termico: consiste nell’innalzare la temperatura dell’acqua presente nell’impianto a circa 70 °C per alcuni minuti. Il problema è che è quasi impossibile garantire di innalzare adeguatamente la temperatura in tutte le tubazioni nelle quali scorre l’acqua calda e questo ne compromette la sicurezza, inoltre prelevando acqua durante l’innalzamento di temperatura è possibile scottarsi.

2)   Raggi ultravioletti UV: ha il vantaggio di non utilizzare agenti chimici per il trattamento ma in casi di elevata concentrazione di batteri può non essere sufficiente.

3)   Filtrazione: microfiltri e filtri a membrana sono ottimi contro il passaggio di batteri e altre impurità però, come per il sistema UV, non ha nessuna efficacia se il batterio è già presente nell’impianto.

4)   Ipoclorito:L’ipoclorito è praticamente “Cloro”, ottimo disinfettante ma non sempre efficace in dosaggi contenuti. Ha lo svantaggio di alterare il sapore all’acqua, è abbastanza efficace contro i batteri ma non riesce a prevenirne la proliferazione. Consigliato comunque in piccoli impianti per il buon rapporto prezzo/efficacia, l’Ipoclorito viene venduto in taniche e dosato da una pompa comandata da un lancia impulsi che legge quanta acqua passa e ne dosa il prodotto in modo proporzionale.

5)   Biossido di Cloro: Ha una efficacia molto elevata, ha un potere disinfettante superiore al Cloro e non altera il sapore dell’acqua, è l’unica soluzione che riesce ad agire anche contro il film batterico e quindi previene la formazione dei batteri, agisce più velocemente del Cloro ed è meno corrosivo perché permette dosaggi inferiori. Il costo dell’impianto di dosaggio è superiore ai sistemi che utilizzano Ipoclorito perché il Biossido di Cloro deve essere “creato” sul posto mescolando due agenti chimici che vengono dosati in modo proporzionale attraverso 2 pompe distinte comandate da un lancia impulsi.

 

Cosa dice la Legge:

In Italia esiste il D.Lgs. 81/2000 che regola la sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle attività esposte a rischio biologico, inoltre le ASL hanno emanato alcune circolari a riguardo ed è quindi consigliabile chiedere informazioni a loro per evitare sanzioni durante eventuali controlli. Nel caso venga riscontrata la presenza di un batterio di Legionella sono previste sanzioni economiche e misure cautelative che possono arrivare a far chiudere l’attività fino  a che non venga eliminato il batterio dall’impianto.

 

Consigli:

Chi gestisce una attività alberghiera o di ristorazione stagionale è sicuramente più a rischio di altri sia per quanto riguarda i controlli da parte dell’ASL che la possibilità vera e propria di veder proliferare la Legionella. Il batterio infatti si sviluppa più facilemente se l'acqua ristagna per almeno alcuni giorni ad esempio nelle tubazioni che portano l'acqua in alloggi usati in modo non continuativo. Il consiglio è ovviamente quello di prevenire piuttosto che subire eventuali multe o peggio addirittura la chiusura temporanea dell’attività con tutti i disagi che ne possono seguire nell’immediato e nel lungo periodo. Almeno uno dei 5 sistemi elencati precedentemente dovrebbe sempre essere presente in un impianto idrico di un Albergo, campeggio, ecc. Nel caso di nuovo impianto anche una buona filtrazione abbinata ad un sistema UV può rappresentare la soluzione ottimale. Per tutti quelli che invece vogliono prevenire il problema della Legionella su impianti esistenti diventa opportuno scegliere tra il sistema che utilizza Ipoclorito o meglio ancora il Biossido di Cloro.

 

By Luca Angioi    NEW SYSTEM srl   Bibione  VE   www.newsystem-online.it

 

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12 gennaio 2012 4 12 /01 /gennaio /2012 15:48

In Italia siamo i maggiori consumatori di acqua minerale in bottiglia di tutto il mondo, io ho già smesso di comprare bottiglie e tu?

Leggi questo articolo e avrai un motivo in più per iniziare a bere acqua dal tuo rubinetto! 

[Veneto] ACQUE MINERALI. RIPARTITI CONTRIBUTI FRA COMUNI. FINANZIATE AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE AL RISPARMIO IDRICO

sabato 7 gennaio 2012

ACQUE MINERALI. RIPARTITI CONTRIBUTI FRA COMUNI. FINANZIATE AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE AL RISPARMIO IDRICO

E’ stato approvato in via definitiva il riparto di un milione e 350 mila euro assegnati come contributo di compensazione dei danni provocati nei comuni in cui hanno sede gli impianti di imbottigliamento di acque minerali e nei comuni contermini. Il provvedimento è stato adottato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente e al ciclo dell’acquaMaurizio Conte, dopo aver acquisito il parere della competente commissione del consiglio regionale.

Poco più di un milione di euro è stato suddiviso fra sei comuni sede di impianti: Scorzè (476 mila euro), S. Giorgio in Bosco (245 mila euro), Recoaro Terme (73 mila euro), Posina (58 mila euro), Torrebelvicino (59 mila euro), Valli del Pasubio (106 mila euro), differenziato proporzionalmente in base alla quantità di imbottigliato. Altri 330 mila euro sono stati ripartiti in egual misura (15 mila euro ciascuno) fra 22 comuni contermini. Si tratta di Laghi, Arsiero, Velo d’Astico, Schio, Valdagno, Altissimo e Crespadoro in provincia di Vicenza; Selva di Progno nel Veronese; Tombolo, Fontaniva, Grantorto, Villa del Conte, Campo S. Martino, Piazzola sul Brenta e Trebaseleghe in provincia di Padova; Noale, Martellago, Salzano e Venezia nel veneziano; Zero Branco e Mogliano Veneto in provincia di Treviso.

La commissione consiliare ha chiesto alla giunta, che ha accolto la proposta – fa presente infine Conte - di finanziare anche tre azioni per la sensibilizzazione al risparmio idrico e al consumo consapevole dell’acqua. L’importo complessivo è di 105 mila euro. Si tratta dei progetti “Beviamoci pure quest’acqua – Acqua un bene comune: formazione, informazione, promozione” dell’Università di Padova (Dipartimento di discipline linguistiche, comunicative e dello spettacolo); “Allestimento del museo delle risorgive” del comune di S. Pietro in Gu; “Oro blu mi piaci tu” dell’Unione Veneta Bonifiche.

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl Bibione VE

www.newsystem-online.it

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28 dicembre 2011 3 28 /12 /dicembre /2011 10:31

8) UN ADDOLCITORE….

a) Zucchera l’acqua da bere.

b) Toglie la maggior parte del calcare dall’acqua.

c) Rende l’acqua potabile.

 

L’addolcitore è un apparecchio che dovrebbe essere installato nelle abitazioni, fabbriche, alberghi, ecc. per trattare tutta l’acqua di cui abbiamo bisogno per la Nostra famiglia e/o per la Nostra attività. Ho usato “dovrebbe” perché l’utilizzo è regolato da una legge Nazionale che ne rende obbligatorio l’utilizzo in tutti gli impianti con acqua dalla durezza superiore ai 25 ° francesi, questa legge è però molto trascurata e non esistono controlli a riguardo. Inoltre in ogni impianto, anche se la durezza dell’acqua  non dovesse superare quanto previsto dalla legge, dovrebbe essere installato un filtro e un dosatore di polifosfato.

 

Quali tipi di addolcitore esistono?

 

MAGNETICI: In questa famiglia ci sono i modelli “fisici magnetici”, sono molto economici e compatti ma non servono a niente ( ricordate il caso della mega truffa del magico tubo Tucker esploso a Striscia la Notizia alcuni anni fa..). Poi ci sono quelli “elettro-magnetici”, costano quanto un addolcitore tradizionale ma non hanno costi di gestione fissi i quanto non vengono mai caricati di sale, la loro efficacia è molto variabile e impossibile da prevedere e soprattutto da dimostrare. Nelle due tipologie sora indicate il calcare non viene rimosso dall’acqua ma solo mantenuto in sospensione, almeno in teoria.

 

A SCAMBIO IONICO: Sono la tipologia più diffusa e sicuramente l’unica in grado di garantire la reale efficacia di intervento. Sono composti da un corpo cilindrico all’interno del quale c’è una resina sintetica che trattiene il calcare, quando le resine sono sature l’addolcitore effettua il lavaggio utilizzando il sale ed è pronto a trattare nuovamente altra acqua. Il lavaggio può essere effettuato a volume o a tempo, i modelli “volumetrici” effettuano il lavaggio delle resine quando è passato un tot di acqua. I modelli “a tempo” effettuano il lavaggio al raggiungimento di un tempo stabilito sempre che non abbiamo prima raggiunto il loro volume d’acqua trattata massimo. I modelli a “tempo” hanno bisogno di una centralina elettronica alimentata da corrente elettrica ( anche molti modelli volumetrici hanno bisogno di alimentazione elettrica) e se ben dimensionati effettuano il lavaggio delle resine nel periodo notturno. Esistono anche dei modelli a volume senza alimentazione elettrica che usano delle micro-resine molto più efficienti che riescono a consumare almeno 4/5 volte meno sale dei modelli tradizionali ( li ho provati personalmente e quindi sono sicuro di quello che scrivo, chi li vende garantisce un consumo ancora più basso ma è mera pubblicità). Il difetto dei sistemi a scambio ionico è il consumo di sale, questo dipende da quanta acqua si consuma, da quanto è dura l’acqua ( più è dura e maggiore calcare è sciolto nell’acqua) e anche da come è stato dimensionato l’addolcitore. 

 

A RESINE CATALITICHE: Sono molto simili ai sistemi “a scambio ionico” ma non hanno bisogno di sale, valgono però le stesse considerazioni dei sistemi “elettro-magnetici” e quindi almeno per ora non ne consiglio l’utilizzo. E’ una tecnologia nuova e poco diffusa.

 

E’ consigliabile quindi l’installazione  di un addolcitore?

 

Sicuramente si, a meno che la durezza dell’acqua nella Vostra zona non sia al di sotto dei 15° francesi. Il Vostro impianto durerà più a lungo, avrete bisogno di meno detersivo ( basta che leggiate l’etichetta sul retro delle confezioni e scoprirete risparmi fino al 50%) e quindi inquinerete di meno, la Vostra caldaia non si incrosterà e avrete un sicuro risparmio di combustibile. Il calcare si deposita soprattutto nei punti caldi in quanto oltre una certa temperatura inizia a precipitare, bastano a volte pochi anni per ostruire completamente uno scambiatore di calore o anche una tubazione di grosse dimensioni, basta 1 millimetro di calcare per perdere fino al 10% di resa.

 

Oltre all’addolcitore dovrete farVi installare un produttore di cloro, apparecchio semplice nel funzionamento e privo  di costi di gestione fissi, è obbligatorio per legge se decidete di installare un addolcitore a resine e garantisce che non si generino batteri pericolosi per la salute. Il dosatore di polifosfati di cui vi ho accennato all’inizio, serve a creare un invisibile film a protezione delle tubazioni. Il Filtro va prima di tutti gli altri componenti e serve a preservarne il corretto funzionamento impedendo alle impurità di rovinare i meccanismi dei vari apparecchi. Ricordate che gli addolcitori non devono togliere completamente il calcare ma solo ridurlo ad una soglia limite in modo da non danneggiare gli impianti, il poco calcare che rimarra verrà inibito dal dosatore di polifosfato. Una acqua completamente priva di calcare diventerebbe “acida” e quindi agressiva, tutte le componenti metalliche verrebbero quindi corrose dall’acqua.

 

A questo punto dovreste aver capito che la risposta esatta è :

 

8) UN ADDOLCITORE….

b) Toglie la maggior parte del calcare dall’acqua.

 

In uno dei prossimi articoli cercherò di darVi una semplice formula per capire come andrebbe dimensionato il vostro addolcitore e quanto costerà ogni anno il sale di cui ha bisogno per la rigenerazione delle resine.

 

Ciao a tutti.

Luca Angioi, NEW SYSTEM srl, via Andromeda 103 BIBIONE – VE-

 

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  • Nato nel 1974, ho sempre vissuto a Bibione. Da oltre 20 anni lavoro nell'azienda di famiglia che si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per chi vuole impianti di qualità e soluzioni tecnologiche di alto livello. Hobby? Sci, Foto. Ho scritto un articolo per ProntoPro su come negli ultimi anni l'efficienza energetica sia nettamente migliorata grazie alla nuova tecnologia:  https://www.prontopro.it/blog/come-la-tecnologia-ha-migliorato-il-risparmio-energetico/
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